BUSTO ARSIZIO – Caramelle sold out nei negozi per Halloween: il “Dolcetto o scherzetto” organizzato da Confcommercio Ascom e Comitato Commercianti Centro Cittadini attira le famiglie in centro per la festa del 31 ottobre. E vanno a ruba i bonbon dei kit preparati per l’occasione. Ma c’è chi dice no: «È una tradizione che non ci appartiene e che non andrebbe promossa dalle istituzioni» tuona Livio Pinciroli, ex consigliere comunale e residente del centro storico.
“Dolcetto o scherzetto” nei negozi
Il Comitato Commercianti Centro Cittadino, regista dell’iniziativa, esulta per l’affluenza: «Un’invasione gioiosa di scheletri, streghe, mostri e fantasmini in centro, nonostante il tempo uggioso, che non ha affatto scoraggiato i bambini, carichi di gioia e ed entusiasmo. Con quasi 80kg di caramelle distribuite in centro, tra quelle gentilmente offerte da Associazione Commercianti Confcommercio Busto e quelle messe a disposizione dai singoli commercianti, si chiude questa bella giornata di festa». Un’iniziativa da sold out. Tanto che sui social spunta anche qualche mamma che si lamenta: «Alle 17.30 qualche negozio aveva già finito i dolcetti». Segno che “invasione” è stata veramente.
La polemica
Ma l’ex consigliere comunale della Lega Livio Pinciroli, residente del centro storico, non ci sta: «Questa colonizzazione culturale di Halloween è una deriva che non andrebbe incentivata dalle istituzioni – attacca – un tripudio di zucche, di mostri e di morti viventi che è un’americanata che trasmette valori sbagliati ai nostri ragazzi». Pinciroli si riscopre sovranista in difesa dell’italianità: «La nostra cultura è quella delle feste dei Santi e dei Morti, che sono giornate di riflessione e ricordo dei nostri nonni e dei nostri cari che non ci sono più, per andare al cimitero a visitarli. Una festa sobria che è stata ormai del tutto oscurata da questo macabro Carnevale che non ci appartiene». Dall’ex consigliere arriva una tirata d’orecchi anche alle iniziative dei commercianti: «C’erano queste famiglie con i bambini che sciamavano da un negozio all’altro a caccia di caramelle gratis per questa tradizione importata del “Dolcetto o scherzetto”, negozi in cui mai erano entrati e probabilmente mai entreranno in futuro visto che i bambini erano interessati solo alle caramelle e i genitori non si fermavano nemmeno a dare un’occhiata alle vetrine. A me sembrava che ostacolassero le vendite invece che incentivarle, mi chiedo che senso abbia promuovere queste iniziative».
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