I cent’anni di Varese. E di Ferruccio Zuccaro nell’abbraccio al Salone Estense

L’avvocato Ferruccio Zuccaro e sulla sfondo Renzo Dionigi e il nuovo prorettore dell’Insubria Umberto Piarulli

VARESE – Un applauso lunghissimo. E un Salone Estense pieno, con tanta gente in piede. Varese rende omaggio, con una serata convegno (oggi, venerdì 12 luglio) all’avvocato Ferruccio Zuccaro, ai suoi cento anni, che coincidono con quelli della Città di Varese. E lui, l’avvocato Zuccaro, sta lì in prima fila: saluta, abbraccia tutti i varesini che hanno scelto di vivere in prima persona quest’omaggio.

L’applauso

Un parterre infinito

Impossibile riportare i nomi di tutti coloro che hanno partecipato all’omaggio all’avvocato Zuccaro. Tra questi c’erano il sindaco Davide Galimberti, il primo rettore dell’Università dell’Insubria (realtà che l’avvocato Zuccaro ha contribuito a far nascere) Renzo Dionigi, il neo prorettore Umberto Piarulli, monsignor Luigi Panighetti, che ha letto la benedizione ad personam di papa Francesco riportata su una pergamena che ha poi consegnato all’avvocato e il presidente dell’ordine degli avvocati Elisabetta Brusa. Non è voluto mancare nemmeno il governatore della Lombardia Attilio Fontana: «Ferruccio è stato un grande avvocato, una grande persona e un grande varesino».

La storia di un uomo e di una città

E ognuno, negli interventi, ha ripercorso alcuni momenti della vita dell’avvocato che hanno sempre coinciso con i grandi cambiamenti della città. Esemplare in questo il discorso del professor e avvocato Vincenzo Salvatore.

Il professore Salvatore, in maniera succinta e chiara, ha ripercorso la storia di Zuccaro e quella della città. Partendo dalla fondazione del quartiere Belfiore, inaugurato dal re fino ai giorni nostri segnati dalla scomparsa di un grande varesino, Giuseppe Zamberletti, la vittoria del sindaco Davide Galimberti e la nomina del primo rettore donna dell’Università dell’Insubria Maria Pierro. Nel mezzo: «I cambiamenti architettonici della città, i bombardamenti nella seconda Guerra mondiale, la fine del servizio dei tram, la distruzione del Teatro Sociale». E ancora: «I primi mondiali di ciclismo, gli anni delle concerie e delle cartiere lungo l’Olona, lo scudetto della grande Ignis e la serie A del Varese». Ma anche: «La pedonalizzazione di corso Matteotti, la costruzione del palazzetto intitolato al sindaco Oldrini, l’inaugurazione della piscina di via Copelli. La crisi degli anni Settanta, le domeniche senz’auto e l’attentato al mercato dove muore il fiorista Brusa (maggio 1974). La nascita del Palaghiaccio, l’inquinamento del lago e la causa vinta dalla Cooperativa dei pescatori che diede il via alla costruzione della rete fognaria attorno al lago». Non si possono poi dimenticare l’arrivo di Renato Guttuso che dipinse “La fuga in Egitto”, la visita del papa al Sacro Monte, la perdita del Credito Varesino. «Negli anni 90 i primi supermercati, il primo sindaco leghista (Fassa) l’apertura di Villa Panza e il primo rettore Dionigi dell’Università finalmente autonoma».

Uomo di legge e di cultura

Il giornalista Gianni Spartà nel suo intervento ha definito Ferruccio Zuccaro «uomo di legge, di scrittura (avrebbe voluto fare il giornalista) e di cultura»; Renzo Dionigi ha invece ricordato quanto fatto insieme all’avvocato per far nascere l’Insubria, mentre Elisabetta Brusa, presidente dell’ordine degli avvocati ha sottolineato «la presenza. Lui c’è sempre», mentre Serena Contini ha ripercorso il grande legame con il mondo dell’associazionismo.

Ma è stato il sindaco Davide Galimberti ha regalare alla sala due perle legate alla vita di Zuccaro: «In città abbiamo 17 persone nate nel 1924; 16 donne e un solo uomo,  Ferruccio Zuccaro». Il sindaco ha poi ricordato il forte legame con la famiglia, con le figlie e con tutti gli affetti più cari, «sempre tenuti in grande considerazione», svelando anche come viene affettuosamente chiamato l’avvocato: «Per tutti è Fafi».

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