I friends di Roberto Maroni riempiono il Santuccio. «Alla Lega servirebbe il Bobo»

"Polaroid" da Bobo & Friends

VARESE – Sono tanti i friends del Bobo. E nel pomeriggio di oggi – domenica 15 marzo – hanno riempito il teatro Santuccio di via Sacco per ricordare l’uomo, appassionato di Lega, di musica, di Milan e di mare.

Retorica il giusto. E poi tanti ricordi. Ma anche riflessioni sul pensiero politico di Roberto Maroni, che oggi avrebbe compiuto 71 anni. E che Il Bobo, l’associazione fondata da Marco Pinti e Stefano Angei, con un gruppo di “stretti osservanti” maroniani, ha voluto ricordare con uno spartito jazz style: qualche nota conosciuta e il resto “a orecchio”. Anzi al ritmo del cuore. Un pomeriggio un po’ barbaro, un po’ sognante e molto leghista alla Maroni.

Politica poca. Ma quella che c’è basta: le parole dell’Attilio

Politica, lo diciamo subito, poca. Oggi nel giorno del compleanno – ricordo di Roberto Maroni, per la politica contingente c’è stato davvero poco spazio. Ma quel poco è più che sufficiente. E sono le parole del governatore Attilio Fontana: «Il Bobo ci manca. E ci manca la sua lucidità, quella che avrebbe utilizzato anche in questo momento travagliato e complesso per il nostro movimento».

Ministro, sindaco, ex comunisti e alleati

Bobo Maroni è stato uomo che ha saputo costruire relazioni dentro e fuori la Lega. E il pubblico del Santuccio l’ha confermato. C’erano il ministro Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario Nicola Molteni, il professore e presidente de Il Bobo Stefano Bruno Galli; Attilio Fontana, i segretari leghisti Andrea Cassani e Marco Bordonaro, il consigliere regionale Emanuele Monti, il consigliere provinciale Sergio Ghiringhelli e quelli comunali Barbara Bison e Matteo Bianchi; Francesco Speroni e gli assessori Alessandro Albani e Manuela Maffioli (tra i fondatori de Il Bobo) da Busto, oltre ai sindaci di Bodio Eleonora Paolelli e di Albizzate Mirko Zorzo. E molti altri leghisti. Ma non c’erano solo uomini del Carroccio. Primo tra tutti Daniele Marantelli, amico – nemico di Maroni e “battezzato” il leghista rosso; il sindaco di Varese Davide Galimberti, il consigliere Giacomo Fisco e Fabrizio Mirabelli. Presenti anche Raffaele Cattaneo di Noi Moderati, il segretario di Fratelli d’Italia Enrico Argentiero, il consigliere Salvatore Giordano.

La famiglia Maroni

Arrivano alla spicciolata, ma sono tutti presenti: la moglie del Bobo Emilia Macchi e i figli. Per loro una prima fila d’onore, posizione che hanno sempre evitato. E sul palco, per un saluto al pubblico, insieme a Giorgetti e Fontana, sale Fabrizio, il terzogenito. Poche parole e un po’ di emozione davanti al pubblico.

Ricordi, riflessioni e un po’ di note

Primo giro con Marantelli, la giornalista Aurora Lussana e Stefano Bruno Galli. E si va dalla sede del Pci-Pds-Pd di viale Monte Rosa, all’appoggio esterno del Pds all’amministrazione leghista, per passare all’incontro tra il Bobo e il professore da un dentista a Milano. Con Lussana che ha chiosato sulla concretezza tutta lombarda di Roberto Maroni che si può riassumere nel suo “Rito Ambrosiano“.

Poi Marco Dal Fior, giornalista del Corriere della sera, ma anche tra i primi a dare vita e trasmettere a Radio Varese, «dove al mixer c’era proprio Maroni» e poi Graziano Uliani da Porretta, località del festival musicale al quale Maroni partecipava con il Distretto. E poi la musica che al Bobo dava il ritmo, mentre il vento gonfiava la vela della sua barca.

Il Roberto Maroni privato raccontato dalla moglie Emilia Macchi a “Il Bobo”

bobo roberto maroni – MALPENSA24
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