Il 2025 dei sindaci di Varese, Busto, Gallarate, Saronno e Legnano

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In senso orario, Davide Galimberti, Emanuele Antonelli, Lorenzo Radice, Andrea Cassani, Augusto Airoldi

VARESE – Non abbiamo la sfera di cristallo e neppure le agende delle priorità dei sindaci delle città più importanti. Anche se i temi amministrativi e politici sono sotto gli occhi di tutti i cittadini che hanno a cuore la cosa pubblica (e dovrebbe essere così anche per coloro che invece seguono la vita comunale con distacco e distrazione). Proviamo a riassumerli qui per capire quali sono le priorità per il 2025. La fanno da padrone i lavori pubblici, le grandi opere in particolare, ma anche gli appuntamenti politici. O meglio i preparativi in vista degli appuntamenti politici. Lontani, ma non troppo.

Varese: 2025, anno con vista cantieri

Nel segno dei cantieri. Da condurre in porto. Sull’agenda delle priorità del 2025 il sindaco Davide Galimberti ha segnato un elenco di cantieri. Quelli ancora da finire, poiché l’elenco è di per sé piuttosto lungo. Anche se è presto per parlare di cantiere archiviato, si può dare per concluso l’intervento viabilistico più importante del doppio mandato Galimberti, ovvero largo Flaiano. L’anno nuovo invece potrebbe essere quello giusto per i lavori alle stazioni e per la riqualificazione del palazzetto dello Sport. Giù il velo anche per l’ex Caserma Garibaldi, l’altra grande opera che dovrebbe caratterizzare il decennio del centrosinistra a Palazzo Estense.

Un occhio ai cantieri e l’altro al futuro. Davide Galimberti è al secondo mandato, ma di certo una parola sul candidato (o candidata) alla sua successione la dovrà pur dire. In questo momento nel PD, a fari spenti, si sta ragionando sulla tattica. Ovvero: campo largo che più largo non si può, oppure candidato identitario e di bandiera? Presto per dirlo. Si vota nel 2027, anno di amministrative (in primavera) e di elezioni politiche (in autunno).

Busto, tra opere Pnrr e “patate bollenti”

Il 2025 del sindaco Emanuele Antonelli in slalom tra i cantieri e alcune “patate bollenti”. Le priorità sulla lavagna del primo cittadino a palazzo Gilardoni sono le opere finanziate con i fondi del PNRR, che dovranno avanzare in modo spedito in vista delle scadenze di marzo 2026: la più attesa è il palaginnastica, la più avanti l’ex carcere, poi ci sono il Conventino, l’ex macello, l’ex oratorio di Sacconago e alcune scuole. In parallelo, un altro cantiere cruciale è quello di piazza dei Bersaglieri, con lo spostamento del mercato e l’avvio del nuovo posteggio multipiano e dell’edificio “Boost”. Nell’agenda della politica cittadina sono segnate in rosso anche altre due partite decisive: il nuovo Piano di Governo del Territorio e la riconversione del sedime dell’ospedale da dismettere.

E poi ci sono le “patate bollenti” da risolvere. A partire dal caso della piscina Manara, che l’amministrazione punta a riaprire definitivamente non solo con l’estivo ma anche per la nuova stagione autunnale, per arrivare a quello dell’ex calzaturificio Borri, rimasto tagliato fuori dal Pnrr dopo la revoca dell’appalto, con il sindaco a caccia di fondi e di un nuovo progetto. Sullo sfondo, ma non troppo, anche i casi politici più spinosi: quello che riguarda l’incompatibilità pregressa dell’assessore Matteo Sabba tornerà in scena già con la prima seduta consiliare del 2025, mentre toccherà al sindaco dirimere la questione del rimpasto-bis di giunta, annunciato a sorpresa ma ancora non discusso nelle stanze della politica. Poi (forse) si inizierà a delineare la corsa per la successione di Antonelli.

Gallarate, sarà braccio di ferro Cassani-Mucci?

Cantieri e prospettive future saranno al centro dell’agenda politica di Gallarate anche per il sindaco Andrea Cassani. Il travagliato avvio del progetto Grow29 per la nuova scuola tra Cajello e Cascinetta, l’opera più importante tra quelle in programma in città, farà da traino ad altri cantieri significativi che l’amministrazione punta ad accelerare: la riqualificazione di palazzo Minoletti, il nuovo palazzetto dello sport da 6 milioni di euro, ma anche l’atteso project financing della piscina Moriggia. In parallelo, un’altra partita strategica su cui Gallarate conta molto, e su cui la battaglia politica è senza quartiere, è quella del futuro del sedime dell’ospedale Sant’Antonio Abate, su cui è al lavoro Arexpo. E poi c’è il nodo PGT: a palazzo Broletto è tutto fermo dai tempi del caso Mensa dei Poveri, arriverà il momento di riprendere in mano l’iter per il ridisegno dell’urbanistica cittadina?

Ma l’anno che verrà si preannuncia particolarmente caldo anche all’interno della maggioranza che sostiene Andrea Cassani. Le scaramucce con l’ex sindaco Nicola Mucci, capocorrente “ribelle” di Forza Italia, dovranno prima o poi arrivare ad uno sbocco, soprattutto in vista della partita elettorale verso il 2027, che si preannuncia accesa, con Fratelli d’Italia e Lega che appaiono fin d’ora intenzionati a giocarsi le loro carte – si stanno già “scaldando”, rispettivamente, il presidente del consiglio Marco Colombo e l’assessore Claudia Mazzetti – per la successione di Cassani.

Saronno, obiettivo: portare a casa la pelle

Il 2024, per la giunta e in particolare per il sindaco Augusto Airoldi, è stato davvero un anno “bisesto”. Non un fulmine a ciel sereno, certo, visto che i prodromi di un mandato burrascoso ci sono stati fin dal principiare dell’amministrazione di centrosinistra. Un mandato caratterizzato da defezioni, abbandoni, ammutinamenti e salti e contro-salti della quaglia. Con un sindaco traballante più di un giunco al vento. E ora, con il cambio in famiglia alla guida del consiglio comunale i numeri restano risicati anche se la maggioranza (anzi quel che resta) più solida. A cementare la truppa più che gli obiettivi di mandato, l’opportunità di non mollare la “cadrega”. Insomma un rush finale (a Saronno si vota nel 2026) dove le priorità restano i cantieri Pnrr e l’area dell’ex Isotta Fraschini. Ma c’è da giurare che i prossimi 12 mesi verranno utilizzati per apparecchiare le prossime elezioni.

Legnano: più parcheggi, piste ciclabili e attenzione all’ambiente

Chiudere in bellezza il mandato amministrativo, facendo davvero quello che si è ripromesso mille volte: ascoltare la volontà dei cittadini. E rimettere mano al piano generale del traffico. Per eliminare qualche metro di ciclabile e disegnare al suo posto qualche parcheggio in più, rincorrere meno sogni su una città lombarda post industriale che si muova a pedali e assecondare una comunità che, ricca o povera che sia, sempre più anziana (e quindi acciaccata) piuttosto che giovane e in salute, si muove con un veicolo a motore.

Il sindaco di Legnano Radice è ancora in tempo per farlo: se il Pgt è legge, il Pgtu ancora non lo è. Si fa in tempo a registrare le richieste di chi Legnano la abita e la vive, di chi ci lavora e fa acquisti, ci studia e si diverte. Cosa servirebbe? Più parcheggi e corsie più larghe possono significare anche un traffico più agile e snello, con beneficio dell’ambiente. E giusto per stare in tema: più verde e più curato e incrementare i distributori di carburanti puliti.

 

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