Il cardinal Bagnasco alla Liuc di Castellanza: «La società fluida, obiettivo criminale»

CASTELLANZA – «Nella cultura fluida ci illudiamo di essere liberi ma siamo soli. E tante solitudini fanno una moltitudine, non una società, che è comunità di vita e di destino». Sul tema dell’etica della responsabilità una vera “lectio magistralis” del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova e già presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ospite alla Liuc di Castellanza di un’iniziativa promossa dal Centro pastorale Pier Giorgio Frassati e dall’Ucid sezione Bustese Altomilanese Valle Olona.

L’intervento del Cardinale

«La responsabilità è rispondere ad altri delle nostre azioni, delle nostre scelte, della nostra vita – le parole ferme del cardinale Angelo Bagnasco – a chi? La famiglia, i dipendenti, la società intera. La cultura attuale di stampo fortemente individualista e relativista ci spinge a concepire la libertà in termini di assoluta individualità, di allentamento e dissoluzione di vincoli affettivi, psicologici, sociali, etici, religiosi. Un obiettivo criminale che mira ad una cultura e a una società totalmente fluida. In nome e con l’illusione di essere più liberi, diventiamo talmente fluidi da essere prigioni più o meno dorate in cui siamo rinchiusi in una solitudine mortale. Tante solitudini fanno una moltitudine, non una società, che è una comunità di vita e di destino». C’è una coscienza a cui appellarsi: «Siamo noi che scegliamo, o il bene o il male. Ma oggi prevale la non costrizione: non il contenuto, che è oggettivo, ma la condizione della scelta. Se non c’è costrizione le scelte sono equivalenti, e questo chiude la bocca. Alla verità oggi si sostituisce l’opinione». E invece, per il prelato, occorre dare un fondamento ai valori: «Oggi un valore diventa diritto umano, universale e inviolabile, in base a votazioni di merito. Ma allora che diritto umano è? – il monito di Bagnasco – la verità è impegnativa e ci libera dall’inganno. Una società che si costruisce sul non detto, o peggio sulla finzione, e che a fondamento della società pone l’individuo e la sua libertà assoluta, che società è, e che uomo è? È come una casa costruita sulla sabbia». Il cardinale usa parole chiare anche rispetto ai giovani. «Dobbiamo recuperare la cultura dei legami: il mondo giovanile è il più tradito, a volte sembra dissolto in se stesso. È il male delle giovani generazioni che domani saranno il nucleo della società del futuro, non possiamo accettarlo. L’idea che si possa fare quel che piace è il tradimento degli adulti verso i giovani». E al ruolo della Chiesa: «Tutto cambia? Non è vero, molte cose cambiano, pensiamo alla tecnologia, ma una cosa non cambierà mai. La pretesa che la fede e la chiesa debbano cambiare è una grande falsità». Ma ci sono anche parole di speranza, in particolare sull’importanza della formazione: «Nonostante la denatalità, non dobbiamo perderci d’animo nella formazione delle coscienze e dell’affiancamento dei nostri giovani, meritano tutta la nostra attenzione, incoraggiamento e affetto pur dentro alle evoluzioni e alle età della vita e con tutte le loro turbolenze». Anche perché il mondo giovanile è attraversato da una sensazione di «angoscia. Una paura paralizzante rispetto al futuro che genera inquietudine. Verso se stessi, non solo verso il futuro. Non è giusto e non deve prevalere».

Le autorità

Accolto dal presidente della Liuc Roberto Grassi e dal sindaco di Castellanza Cristina Borroni, ma anche dal past president Liuc Riccardo Comerio e dalle autorità militari, oltre che dal presidente della sezione Ucid Roberto Caironi, il cardinal Bagnasco – assistente ecclesiastico nazionale dell’Ucid – era accompagnato da monsignor Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi e assistente ecclesiastico regionale dell’Ucid, che ha ricordato la prossima visita di Papa Leone XIV a Pavia (in programma il 20 giugno), in una diocesi confinante.

Le riflessioni

L’iniziativa è proseguita con le riflessioni di don Walter Magnoni, docente di Teologia Morale all’Università Cattolica di Milano, sul tema “Questa economia uccide (EG 3). L’impresa e il lavoro per un’etica amica della persona”, e di Eliana Minelli, docente di Organizzazione Aziendale alla Liuc, sul tema della sostenibilità nel lavoro. E poi con la tavola rotonda moderata dalla giornalista Lucia Landoni a cui hanno partecipato Luisa Bove, giornalista e fondatrice dell’Associazione Il Girasole, Elena Salda, imprenditrice e presidente dell’Associazione per la Responsabilità Sociale d’Impresa, e Fabio Storchi, Cavaliere del Lavoro e presidente di Vimi Fasteners.

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