Per la gioia dei nostri amici dei social che imputano a Malpensa24 una deriva vannacciana, torniamo a parlare di Vannacci. Non per sfidare coloro i quali ci criticano, ma per il semplice fatto che Futuro nazionale è la vera novità, anzi, la clamorosa, preoccupante variabile dell’attuale contesto politico nazionale e locale. Accusare chi ne prende atto dal punto di vista giornalistico di tenere bordone al nuovo partito significa che qualcuno parli (a volte, straparli) per il gusto di delegittimare il nostro lavoro, per pregiudizio politico, per sciatteria, per non avere letto gli articoli o, peggio, per averli letti e, a causa del diffuso analfabetismo funzionale, non averne colto il contenuto.
Esaurita la necessaria premessa, torniamo al tema. Che riguarda appunto la presenza in costante crescita di Fn. Il centrodestra ha un problema grande più di una montagna: come rapportarsi con la destra/destra propagandata e introdotta dal Generale? Allearsi, blandire, distanziarsi, screditare e disconoscere il movimento che riecheggia la X Mas, il Ventennio e quanto la storia ci ha presentato nelle sue cifre peggiori? Un bel problema, perché facendo quattro conti, alla luce delle adesioni massicce e importanti che raccoglie Futuro nazionale e dei relativi sondaggi, c’è da supporre che per Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e affini la strada sia in salita.
Per dirla in un altro modo, non si vince senza i voti di Vannacci e dei suoi, Vale a livello nazionale, vale ancora di più nelle città dove si vota a primavera. Nella nostra provincia, come altrove nel Paese, si discute fitto di candidati, di primogeniture, precedenze e leadership da affermare o confermare. Giusto, fors’anche doveroso. Ma bisognerebbe innanzitutto soffermarsi su analisi prioritarie rispetto all’invadenza elettorale del nuovo partito, al quale girano intorno schegge del recente passato in cerca di riabilitazione politica. A Varese, Gallarate e Busto Arsizio, ad andare bene, senza Vannacci in coalizione, si finirà per approdare al ballottaggio. E poi?
Questo il punto. Lo ha detto in chiaro Nicola Mucci, ex sindaco forzista accasatosi, nonostante i suoi presupposti valoriali di ex democristiano e di moderato, dalla parti del Generale: “Senza di noi non si vince”. Non crediamo abbia esagerato. Nemmeno pensiamo che i vertici del centrodestra possano sottovalutare la questione. Che debbano preoccuparsene è il minimo, benché in alcuni loro settori si tenti di accantonare il problema, di far finta che non esista e che lo status quo, soprattutto in città tradizionalmente e saldamente di centrodestra (vedi Busto Arsizio), non verrà nemmeno scalfito. Tanto più che la solidità di Fn potrebbe subire i rigori degli scazzi interni che già la minacciano.
Tutto può accadere in politica, anche che “passi” il centrosinistra dove (di nuovo Busto Arsizio) non ha mai trovato spazio. La questione è apertissima, perlomeno a una valutazione dell’attuale realtà. Con in più un altro elemento di sostanza ideologica, di valori e contenuti: Futuro nazionale veleggia su posizioni inaccettabili in uno Stato di diritto come il nostro, un Paese democratico, che poggia sulla Costituzione. Dicano i partiti, a cominciare da Forza Italia e da chi guarda al centro moderato, se è possibile una convivenza politica con chi, su inalienabili concetti, pone pesanti dubbi. La risposta richiederebbe un’onesta intellettuale che non sempre è rintracciabile in politica, soprattutto quando alle viste ci sono le urne.
PS – Resta da capire come si muove il centrosinistra per contrastare i “giochi” degli avversari di centrodestra e, eventualmente, proporre le alternative. Discorso che merita un approfondimento alla luce delle solite voci e dei sussurri che arrivano dal costituendo “campo largo” in provincia di Varese e che, per quanto possiamo saperne, è ancora in fase di faticosa formazione. E alla ricerca di candidati spendibili. Vedremo.
varese centrodestra vannacci – MALPENSA24
