BUSTO ARSIZIO – Dopo l’affermazione «bulgara» nelle votazioni per le RSU del personale comunale, arrivano le prime rivendicazioni del CSA, il sindacato “moderato” che ha eletto ben sei delegati su dodici. «La priorità, che l’amministrazione non ha capito e fa male, sono i parcheggi per i dipendenti di Palazzo Gilardoni – annuncia Angiolino Liguori, dirigente sindacale del Csa – ma chiediamo attenzione anche su due settori bistrattati, Polizia locale e servizi sociali. Servono più considerazione e più personale, perché gli applausi vanno bene, ma poi bisogna passare ai fatti». E Liguori promette: «Faremo valere la maggioranza anche per questi settori a livello di delegazione trattante».
Polizia locale: «più considerazione»
La Polizia locale, proprio il corpo che nei giorni scorsi è stato alla ribalta delle cronache per l’arresto del 21enne nordafricano che aveva violentato una ragazzina di 14 anni in via Vercelli, dietro alla stazione Nord. «Tutti bravi ad elogiare la Polizia locale, non altrettanto di prendere in considerazione le loro esigenze – mette pepe Angiolino Liguori – un applauso va benissimo, se lo meritano, ma poi bisogna passare ai fatti. I Taser, è opportuno darli come deterrente, e c’è un problema ormai cronico di personale. Molti preferiscono mettersi in mobilità, viste le condizioni di lavoro, e questo penalizza la cittadinanza». Come frenare la fuga dal comando dei Molini Marzoli? «Non c’è cattiva gestione, ma se non si valorizza il personale, la gente se ne va. Se l’amministrazione dotasse gli agenti dei mezzi necessari per agire e contrastare la delinquenza, perché un agente dovrebbe andarsene via da Busto Arsizio che è la quinta città della Lombardia?».
Fuga dal Palazzo
«Il dipendente devi farlo star bene anche con il welfare integrativo, la flessibilità, la conciliazione e le progressioni, così subentra il senso di appartenenza. Altrimenti scappano» aggiunge Domenico Godano, dirigente territoriale del CSA. Uno spiraglio in più per trattenere il personale, non solo gli agenti di Polizia locale, potrebbe arrivare con «il nuovo Decreto PA in discussione alla Camera, che sblocca il tetto del salario accessorio», come fa notare Godano. «I Comuni potranno stanziare più fondi in bilancio per colmare il gap del 25-30% tra i salari dei lavoratori degli enti locali e quelli delle amministrazioni statali e delle Regioni». Anche a Busto è in corso un’emorragia di personale verso la Regione: «A brevi altri due/tre se ne andranno». Oltre alla Polizia locale, un altro settore su cui il CSA vuole accendere i riflettori sono i servizi sociali: «Fanno un lavoro usurante, faticoso, giuridicamente “pericoloso”, eppure se ne parla poco, tanto che la nostra rappresentante non è stata eletta. Hanno bisogno di personale, di corsi e di considerazione».
Le nuove RSU
Parla di «numeri bulgari» Angiolino Liguori, riferendo che «la metà dei voti di tutti i votanti» alle elezioni per i rappresentanti sindacali del Comune di Busto Arsizio è andata al CSA. «La fiducia dei dipendenti è dimostrabile. Poi però siamo i rappresentanti di tutti, non solo di chi ci ha votato – chiarisce il sindacalista del CSA – non siamo in competizione con nessun’altra organizzazione sindacale, l’unica preoccupazione è risolvere i problemi dei lavoratori. Se altri avranno il nostro stesso intento, viaggeremo insieme, ma se per ogni problema si vuole fare la guerra e non sedersi al tavolo a discutere, CSA come sindacato moderato non ci sarà». Perché i problemi, per i lavoratori municipali, sono «tantissimi». A partire dai parcheggi dei dipendenti di palazzo Gilardoni: «L’area della stazione FS non è un’opzione, dovrebbero prendere un taxi per venire in comune». Tra le altre questioni aperte, il welfare integrativo per il personale e le indennità per i funzionari in “posizione organizzativa”, dove Liguori contesta all’amministrazione il rischio di «fare come Robin Hood al contrario, prendendo alle PO di adesso, che non sono ricche, per dare a quelle di domani. Magari ci smentiranno, basta che non tocchino i soldi del fondo incentivante».
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