MILANO – La crescente popolarità degli affitti brevi, che ormai spopolano nel capoluogo lombardo, sta mettendo a dura prova la convivenza all’interno dei condomini. Se da un lato il fenomeno ha arricchito il tessuto economico della città, dall’altro ha creato una serie di problemi che stanno rendendo la vita difficile a residenti e amministratori.
Il Presidente di ANACI Milano, Leonardo Caruso, lancia un appello alle istituzioni, sottolineando come la questione non sia solo economica, ma prettamente sociale. “L’amministratore di condominio non può essere lasciato solo”, dichiara Caruso, evidenziando la necessità di una normativa nazionale chiara. L’obiettivo è tutelare la tranquillità e il decoro degli stabili, spesso compromessi dal continuo viavai di persone. La gestione di un condominio che ospita affitti brevi è notevolmente più complessa rispetto a uno tradizionale. Il flusso continuo di persone sconosciute che transitano nelle aree comuni, come androni, scale e ascensori, crea una serie di problemi. Oltre a un aumento del senso di insicurezza, i residenti devono fare i conti con l’ignoranza delle regole condominiali da parte degli ospiti temporanei. Ciò si traduce spesso in schiamazzi, rumori molesti a tutte le ore e un uso disordinato degli spazi comuni.
Inoltre, l’uso intensivo di ascensori, citofoni e altri servizi comuni accelera l’usura e richiede maggiori interventi di pulizia e manutenzione, con un conseguente aumento dei costi che ricade sull’intera collettività. Anche la gestione dei rifiuti diventa un problema, dato che i turisti, non conoscendo le regole locali, spesso non effettuano una corretta raccolta differenziata, causando disagi e potenziali sanzioni.
Numeri in crescita e rischi concreti
Tra il 2018 e il 2024, il numero di annunci per affitti brevi a Milano è cresciuto in modo significativo. Nonostante una leggera flessione a fine 2024, il fenomeno rimane massiccio, con circa 15.000 abitazioni in affitto breve a luglio 2025. I rischi vanno oltre le singole problematiche di convivenza e incidono sulla legalità. “Il rischio di abusi, come l’esercizio di attività ricettive non autorizzate o l’evasione fiscale, è concreto“, conclude Caruso. La mancanza di un quadro normativo chiaro rende difficile per gli amministratori e i condomini intervenire efficacemente, con liti tra vicini e contenziosi legali sempre più frequenti. La richiesta di una normativa nazionale non è solo un desiderio, ma una necessità per garantire la qualità della vita all’interno dei condomini milanesi.
