VARESE – Al “tempo delle mele” tutto andava bene. Anche il Carroccio un po’ invadente, che voleva veder chiaro nel Mondo al contrario e persino le comparsate a Pontida con canti di gruppi sotto il tendone al calar della notte prima della domenica sul pratone.
Ora, che l’innamoramento (politico, s’intende) è finito, tutto quello che è rimasto da quella parte (della Lega, generale compreso) è motivo d’attacco politico da parte di Stefania Bardelli, vannacciana della prima ora, tra le prime a mollare (o essere mollata) dal generale e fino a prova contraria in campo per la vera battaglia: quella elettorale del 2027 dove la giornalista-politica vidolettiana ha già detto di voler essere della partita. Non da candidata (forse) ma con una lista del suo movimento civico. Ma andiamo con ordine.
La Bersagliera contro tutti
Stefania Bardelli sa come “gira” nel mondo della politica e di uscire dal “giro” non ha alcuna intenzione. Soprattutto dopo che, cavalcando il vannaccismo estremo, si è ritagliata una vetrina in prima linea molto più luminosa di quando bazzicava – nelle retrovie – ambienti leghisti (prima), renziani e pentastellati (poi). Insomma, la bersagliera anche senza Vannacci non ha arretrato dalle posizioni conquistate. Certo non ha più il traino d’immagine nazionale che Roberto Vannacci le ha garantito anche nel momento della rottura. Ma la Bardelli ha subito fatto sapere che le idee non si cambiano e che quelle vannacciane sono state tradite dal generale stesso e non da lei, che non ci ha messo né uno né due a travasare i follower (e gli argomenti) del Team Mondo al contrario al Movimento Vidoletti, storico sottotenente dei bersaglieri a cui aveva intitolato persino il team (primo in Italia, si narra) di Vannacci.
E così, da un lato, Bardelli ha continuato a fare quello che faceva prima: tirare bordate al centrosinistra e a Galimberti con l’aggiunta di nuovi avversari: il centrodestra e in particolare la Lega, bacino elettorale al quale guarda, of course, per le elezioni cittadine. E non ne fa cadere una.
L’ultima? La presentazione di “Varese sei tu”, neonata associazione civica a forte tinte leghiste presentata ieri (venerdì 9 gennaio). Il giudizio della bersagliera non dà scampo: «Roba vecchia, già vista e con i soliti noti».
La nota della Bardelli
Leggo della nascita di “Varese sei tu” e viene spontaneo un déjà-vu. Stessi volti, stessi cognomi, stesso retroterra politico: cambia l’insegna, non il negozio. Altro che laboratorio civico: è l’ennesimo contenitore di area leghista, con un nuovo nome, si, ma benedetto dai soliti Fontana e Giorgetti. Il civismo evocato? poco più di una foglia di fico. Varese non ha bisogno di format consumati e rigenerati a tavolino, ha bisogno di idee nuove, coraggiose, libere. E soprattutto di facce diverse, non dell’ennesimo eterno ritorno dell’uguale. Chiedo a voi, varesini. Pensano davvero che basti cambiare etichetta per ingannarci? Il Movimento Angelo Vidoletti resta l’unico spazio davvero civico che porta con se il cambiamento. Diffidate dalle imitazioni.
Che dire? Il tentativo è chiaro: prendere le distanze, battezzare come “roba vecchia” (in effetti non che la sala pullulasse di novità) e presentarsi al volto dei varesini come il nuovo che avanza. Pur “girando” sulla giostra della politica da oltre decennio. Ma Roma, “bella, tu, le muse tue e asfalto lucido” è lontana da Varese e qualche luccichio, alle pendici delle Prealpi, può ingannare.
