di Andrea Buffoni*
Si parla molto in questi giorni della annunciata Riforma della Costituzione con l’elezione diretta del Presidente del Consiglio voluta dalla Presidente Giorgia Meloni e approvata all’unanimità dal Consiglio dei Ministri. Personalmente, per quello che può valere , come tanti commentatori ho seri dubbi sul testo diffuso e sull’iter di approvazione proposto.
I sistemi sperimentati nel mondo con più o meno successo sono due, tutti con varabili: quello presidenziale quello parlamentare.
Il modello presidenziale si può, a sua volta, dividere in Presidenziale puro ( Stati Uniti) e semi- presidenziale (Francia) e il modello parlamentare in parlamentare puro (Italia) e parlamentare con Cancellierato (Germania),
Il sistema parlamentare si regge poi su leggi elettorali alquanto diverse che assicurano più o meno stabilità : nel Regno Unito “maggioritario” in Germania “sbarramento” al 5%. In nessun Paese esiste il “premierato” cioè l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. La ragione sta nella sua figura che dipende sempre dall’esistenza di una maggioranza parlamentare. Infatti risulta complicato se non difficile che un Presidente del Consiglio eletto direttamente porti seco sempre una maggioranza parlamentare.

Nel progetto del ministro Casellati si sostiene che occorrerebbe una legge elettorale con ”premio di maggioranza” tale da assicurare al Premier il 55% . Sostanzialmente un rinnovato “Porcellum”, già bocciato dalla Corte Costituzionale in assenza di una soglia minima per la conquista del premio di maggioranza. E’ quindi palese che l’incertezza di assicurare al Premierato una solida maggioranza parlamentare inficia in toto l’impalcatura della legge proposta.
Evidenti sono gli ulteriori limiti della proposta per i rischi che contiene. Infatti in caso di approvazione da parte delle due Camere senza la maggioranza dei 2/3 si farebbe ricorso alle procedure previste dall’art. 138 della Costituzione andando al referemdum confermativo, l’unico che non contempla l’obbligo di voto di maggioranza degli aventi diritto. Ve lo immaginate un tale referendum approvato da una minoranza e contestato da una parte in nome della democrazia su una questione così importante?
Preliminarmente sarebbe consigliabile per la Presidente del Consiglio proporre una legge elettorale proporzionale con l’introduzione delle preferenze che certo non eleggerebbe il Capo dell’esecutivo ama tutti i Parlamentari superando l’attuale legge sciagurata che ha creato un Parlamento delegittimato in quanto formato da non eletti ma da nominati.
*già parlamentare del Psi
