Il personaggio dell’anno in provincia di Varese? Il prefetto

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Il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello

Nel proliferare di benemerenze, attestati, riconoscimenti, uomini e donne dell’anno non potevamo evitare di conferire anche noi di Malpensa24 il titolo di “personaggio dell’anno” in provincia di Varese. Non un gioco, ma, se possibile, una ricerca seria e verificata di colui o colei che, più di altri, nel 2024 si è distinto/a per impegno pubblico a favore della comunità. Rapida ricognizione di nomi e attività, unanime convergenza sul prefetto Salvatore Pasquariello, un rappresentante istituzionale mai fermo, se non apparisse come una irriverenza semplificheremmo con un “sempre sul pezzo” , senza soluzione di continuità.

Scelta sbagliata rispetto alle benemerenze distribuite con copiosa, allegra e calcolata generosità da Comuni e enti pubblici in genere? Mah, ognuno ha la propria idea su questo tipo di consuetudine premiale che, in molti casi, porta a indicare come “illustri” persone tutto sommato di scarsa caratura sociale, pur di organizzare comunque una cerimonia solenne affinché chi comanda in quel momento possa, lui per primo, pavoneggiarsi davanti ai fotografi. Anche per questo, per fortuna non in tutti i casi, si selezionano gli amici degli amici, il collega di partito, la sciura Pina che è vicina di casa del sindaco, il sciur Mario che ha colto il pomodoro più grosso, l’associazione che, a tempo debito, potrebbe risultare utile in funzione delle urne; non ci stupiremmo se un certo anno, a corto di benemeriti da indicare, in qualche Municipio si premiasse la Gioeubia. In fondo è un simbolo della tradizione varesotta, mica una vecchina qualsiasi. Dopo tutto, ricordiamolo, Caligola aveva nominato senatore il suo cavallo Incitatus.

Vuoi vedere che in tutte le città non ci sia più nessuno da meritare veramente la benemerenza? A sensazione diremmo che di professionisti, ricercatori, imprenditori di indiscusso successo, persone per bene dedite alla solidarietà, medici e via discorrendo è popolato il mondo. Soltanto che non appaiono, ma “sono”. Soprattutto non hanno frequentazioni con i politici che decidono il da farsi, stanno per i fatti loro e non cercano la notorietà.

Dunque, il prefetto Pasquariello. Nel gruppo dei nostri candidati è forse il solo che, fino a prova contraria, non suscita perplessità o dubbi di sorta. Attivo su mille campi, organizza incontri, tavoli, confronti; firma protocolli e intese con enti e organizzazioni sindacali e di categoria, stimola forze dell’ordine e amministratori. Dal contrasto alla violenza di genere fino ai problemi di Malpensa, dalle crisi aziendali alla sicurezza nelle città, dalle aggressioni negli ospedali alla tutela dell’ambiente e alla partecipazione ai diversi eventi, per concretizzare, infine, la sua azione verso i giovani, ai quali riserva un’attenzione particolare. Una presenza a suo modo rassicurante, in rappresentanza dello Stato. Di questi tempi non ci pare poco.

A nostra memoria, senza nulla togliere ai suoi predecessori, anche se l’abbiamo già scritto in un’altra occasione, non ricordiamo tanto attivismo a Villa Recalcati. Fuor di retorica, ci pare proprio il personaggio più significativo in provincia di Varese nel 2024. Non tutti saranno d’accordo, ma la scelta è ragionata rispetto, diciamolo senza infingimenti, ai tanti, troppi personaggi pubblici che, al contrario, meriterebbero ben altre segnalazioni, campioni di arroganza e presunzione. L’elenco è lungo e contribuirebbe, se mai rivelato, a generare ulteriore sfiducia, per i comportamenti, verso le istituzioni. Invece sappiamo quanto ci sia bisogno di esempi positivi, di “capi” che, rimboccatisi le maniche, si diano da fare per riconquistarla la fiducia della gente. Ma in quel caso, si sa, non basta l’impegno, occorre anche una condotta che non dia adito alle cattive congetture. Discorso ostico da affrontare. Fermiamoci qui, ma non prima di aver brindato al nuovo anno. E al Prefetto.

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