Il presidente ISTAT alla Liuc: preoccupa il calo demografico, ma il Varesotto “regge”

A sinistra il presidente ISTAT Francesco Maria Chelli

di Sarah Zambon

CASTELLANZA – Alla LIUC il convegno conclusivo della tre giorni di analisi dei dati raccolti in diversi ambiti del panorama socio-economico italiano organizzata da SIEDS, Società Italiana di Economia, Demografica e Statistica. Un’iniziativa i cui lavori sono stati ospitati dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dalla LIUC di Castellanza.

Calo demografico sul banco degli imputati

Nella 60^ Riunione Scientifica SIEDS ci si è confrontati con le sfide che riguardano la salute, la sostenibilità ambientale e le disuguaglianze sociali, temi strettamente intrecciati tra loro ed interdipendenti, che richiedono un approccio integrato e collaborativo, con il coinvolgimento attivo di istituzioni, imprese e dell’intera società. Il programma si è infatti articolato in tre sessioni plenarie (la prima in Bicocca, le altre due alla LIUC) con esperti e studiosi di fama internazionale. Uno degli indicatori principali analizzati è stato il preoccupante calo demografico, ormai generalizzato in tutta Italia. Ma il Varesotto tiene e terrà bene: non si prevedono, infatti, forti oscillazioni nel numero dei residenti nella nostra provincia nel medio termine.

Focus sulla provincia di Varese

Dopo le premiazioni del concorso “#Photo4BesT“, – istituito per promuovere la cultura statistica -, ed i saluti istituzionali del Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, ad aprire la sessione plenaria del 24 maggio nell’aula Bussolati dell’Università Cattaneo, a cui sono stati invitati gli studenti di IV e V superiore del territorio, è stato il presidente facente funzioni di ISTAT, Francesco Maria Chelli. «L’inverno demografico che continua a caratterizzare il nostro Paese assume tratti chiari in Lombardia e nella Provincia di Varese», ha illustrato il presidente: «Nei prossimi 58 anni, la popolazione lombarda perderà mezzo milione di individui, arrivando a 9 milioni e mezzo di abitanti nel 2080, contro i quasi 10 milioni del 2022. A Varese, però, il dato è più incoraggiante, perchè la popolazione rimarrà pressochè costante, con i suoi 800mila abitanti, fino al 2041». Secondo le traiettorie di previsione demografica, per quanto riguarda le nuove nascite, il dato dovrebbe mantenersi pari a quello attuale, che è di circa 67mila
unità in Lombardia e di 5700 in provincia di Varese
.

Indicatori socio-economici e culturali

Varese si classifica come una provincia “abbastanza forte” nell’indice sperimentale delle performance economica di ISTAT: nel 2023, il tasso di occupazione a livello provinciale si è attestato al +8,1% rispetto al dato nazionale. Per quanto riguarda la classificazione delle attività culturali e creative redatta dall’Istituto di Statistica sulla base delle specializzazioni produttive di ciascun territorio, Varese è tra le province con due specializzazioni, ovvero editoria, libri e stampa e patrimonio culturale. Relativamente all’indice multidimensionale che valuta la “fragilità comunale”, infine, città e paesi del Varesotto sono tutti classificati come comuni a basso rischio, ad esclusione di qualche municipalità sulle zone di confine.

La tavola rotonda di approfondimento

A confrontarsi sulle tematiche più calde del convegno, prima della chiusura dei lavori, sono stati il rettore della LIUC Federico Visconti, il professor Gian Carlo Blangiardo della Bicocca (ex presidente ISTAT) ed il presidente SIS Corrado Crocetta, moderati dal giornalista del Corriere della Sera, Stefano Righi. «Fermiamo la fuga di cervelli»: dall’approfondimento sono emerse proposte e spunti di riflessione, soprattutto sul ruolo centrale degli atenei nella formazione di cittadini più consapevoli e sulla necessità di rendere più attrattivo il nostro Paese per i neo laureati che, allo stato attuale, preferiscono trovare fortuna all’estero: sempre secondo i dati ISTAT, il saldo migratorio nel prossimo futuro subirà una forte flessione, contribuendo significativamente al calo della popolazione lombarda con circa 20mila e 500

  1. individui in meno, dei quali oltre 1000 saranno quelli “a fuggire” dal territorio varesino.
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