SOMMA LOMBARDO – «Daria ha incarnato sin dalla nascita il significato di parole come pazienza, virtù, speranza, determinazione, resistenza e gioia di vivere». Così il sindaco di Somma Lombardo, Stefano Bellaria, ha ricordato la diciottenne scomparsa tragicamente negli scorsi giorni. Anche lei, insieme ai suoi coetanei, avrebbe dovuto essere protagonista delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, con il tradizionale battesimo civico. E un pensiero speciale è stato rivolto dal primo cittadino ai suoi genitori: Melania e Ovidio. «Hanno dimostrato giorno per giorno quanto possa essere inestimabile e incondizionato l’amore per una figlia. Un amore talmente grande da dare loro la forza di essere qui presenti insieme a tutti noi».
La festa dei giovani
I nati del 2007 si sono riuniti questa mattina – 2 giugno – in occasione del 79esimo anniversario della Repubblica. Un momento che ha segnato a tutti gli effetti il loro ingresso nella vita civica. «Acquisite l’elettorato attivo e passivo e potete contribuire con il vostro voto o la vostra disponibilità a determinare le scelte politiche e amministrative a tutti i livelli: da Somma a Bruxelles», ha ricordato Bellaria. «È un dono grande ed una importante responsabilità. Avete ora a disposizione nuovi strumenti da unire ai vostri talenti, per migliorare la società in cui vivete».
Il sogno sommese
Per l’occasione, tutti i diciottenni hanno ricevuto una copia della Costituzione, la Bandiera italiana e una speciale grafica d’arte. A essere rappresentato, viale XXV Aprile, affettuosamente conosciuto dai sommersi come “Vial del Moro”, che al suo inizio vede dipinta la celebre frase di Martin Luther King: «I have a dream». E il sogno rappresentato è «quello dei ragazzi sommesi, che ottant’anni fa hanno sacrificato la loro vita perché noi potessimo vivere liberi la nostra», ha detto il primo cittadino ai diciottenni. «Due di loro avevano diciassette e diciotto anni quando sono stati imprigionati e uccisi dai nazifascisti, erano amici per la pelle e amavano lo sport. Le pietre d’inciampo che li ricordano sono posizionate all’ingresso del nostro municipio, si chiamavano Isaia Bianco e Bruno Colombo». E poi l’invito ai giovani: «Quando guarderete quel bellissimo disegno o vi recherete in Comune, pensate per un istante a loro e immaginate come rendere felice e preziosa la vostra vita. Così facendo avrete realizzato anche il loro sogno».
Il discorso
Di seguito, uno stralcio del discorso del sindaco ai neo diciottenni:
Informatevi, dibattete, schieratevi (rispettando le idee altrui) e spendetevi.
Abbiamo bisogno di cittadine e cittadini partecipi, che fanno la loro parte, che mettono in circolo idee e proposte, che guardano la Città con gli occhi di chi “si prende cura”, perché “i lamentoni di professione” non hanno mai cambiato il mondo […]. In questi giorni al contempo tristi e gioiosi, mi sono giunti molti messaggi di cordoglio, di riflessione, di speranza.
Uno, che mi ha particolarmente colpito, faceva riferimento ad una canzone di Jovanotti “Ricordati di vivere”.
Care ragazze e cari ragazzi “ricordatevi di vivere”, mettendo in campo il meglio di voi stessi, senza timore di sbagliare, senza tirare il freno a mano, inseguendo, “come se fosse sempre il primo battito”, i vostri sogni più arditi.
Fatelo per Daria e il suo sorriso, per Melania e Ovidiu, per Isaia, Bruno e le giovani e i giovani che ottanta anni fa sono morti per la nostra libertà, fatelo per le persone che vi vogliono bene, fatelo per la comunità in cui vivete, ma soprattutto fatelo per voi stessi. Renderete “Meravigliosamente degna di essere vissuta ” la vostra vita e quella di chi vi circonda.
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