Moschea a Busto, i mal di pancia dei “Fratelli”. Max Rogora: «Io non la voterò»

Francesco Attolini e Max Rogora (a destra)

BUSTO ARSIZIO – Il caso moschea va di traverso ai “Fratelli” di Busto. «Hanno diritto? Comunque non ci piace» rivela Francesco Attolini, presidente della commissione sicurezza. «Io di sicuro non la voterò – rilancia Max Rogora, altro consigliere di FdI – nessuna “crociata” contro chi vuole pregare, ma sono gli stessi che ci chiedono di togliere i crocifissi dalle nostre scuole o di fare vacanza quando c’è il Ramadan. Chiediamoci perché la gente ha paura della moschea».

La “patata bollente”

La questione del luogo di culto chiesto dalla comunità islamica infiamma in primis il partito di Giorgia Meloni perché la “bega” politica è nelle mani del sindaco Emanuele Antonelli, che ha raccontato del suo incontro con l’associazione islamica qualche sera fa nella riunione del Circolo di Fratelli d’Italia, e del vicesindaco Luca Folegani, delegato all’urbanistica. Ma anche perché l’amministrazione avrebbe subito messo le mani avanti sulla vicenda, escludendo l’opzione di resistere con una causa, giudicata perdente visti i precedenti (Sesto Calende e Magenta i più vicini) e l’orientamento prevalente della giurisprudenza. E non basta la consapevolezza che l’iter, con un Pgt ancora tutto da elaborare e poi approvare (con due passaggi in consiglio comunale), richiederà comunque anni prima di vedere un minareto sul suolo bustocco. C’è il rischio di essere identificati come quelli che hanno autorizzato la moschea.

La provocazione di Rogora

«Sarò provocatorio – esordisce il ribelle per antonomasia Max Rogora – sarei per concedere la possibilità di realizzare la moschea all’ex cinema Oscar, in pieno centro, così finalmente la gente si renderebbe conto cosa sta succedendo. A furia di fare i buonisti tra cinquant’anni saremo noi la minoranza, e l’Italia non sarà più cristiana. Siamo al 2 giugno: quando i Padri costituenti scrissero la Costituzione non pensavano che settant’anni dopo ci sarebbe stata un’invasione del genere». E allora Rogora non ci sta: «A Busto ci sono diversi luoghi di culto, evangelisti, testimoni di Geova, mormoni, ma chiediamoci perché la gente ha paura di una moschea. Forse perché con tutti gli attentati dei fondamentalisti islamici che ci sono stati negli ultimi trent’anni nessuna di queste comunità ha preso le distanze da questi episodi? Ho tanti amici musulmani e li rispetto, tutti hanno il diritto di pregare, ma una cosa è un’associazione culturale, altra cosa è una moschea. Il problema è la jihad, e il fatto che tra i musulmani c’è gente che usa la religione per altri scopi».

L’obiezione di coscienza

Così il consigliere di Fratelli d’Italia è orientato a mettersi di traverso: «Di sicuro quel giorno in consiglio non voterò – fa sapere, a proposito dell’eventuale provvedimento da portare in aula – un terreno per il culto era già stato previsto nel Pgt, ma rispondere a queste persone “diteci dove la volete costruire”, anche no. Se ci sono terreni a disposizione, sarà il comune a decidere. Io sono per difendere la mia terra, la mia identità, la mia cultura e il futuro dei miei figli. Quelli che ci chiedono l’area per la moschea sono gli stessi che pretendono di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche e di chiudere le scuole per il Ramadan oppure che ci fanno la guerra se le donne nei loro Paesi non vanno in giro con il capo velato. Riflettiamo, e magari adeguiamo la Costituzione ai tempi moderni, che sono cambiati rispetto al 1948. Ma se a Magenta siamo arrivati anche a vietare i Bersaglieri, forse è davvero il mondo alla rovescia, come dice il generale Vannacci». Che però è il vicesegretario della Lega, che proprio l’ex assessore ha abbandonato tre anni fa.

Attolini: «Vigileremo»

Anche l’altro consigliere “meloniano” Francesco Attolini non è entusiasta, per dirla con un eufemismo, dell’annunciata previsione del PGT. «Hanno il diritto di avere un centro di culto? E i nostri diritti? – i dubbi del presidente della commissione sicurezza – abbiamo il diritto di dire che tutto ciò non ci piace. Abbiamo il diritto di dire che nei loro Paesi ciò non è concesso? Abbiamo il diritto di dire che non vogliamo togliere il crocifisso dalle nostre scuole?». Anche Attolini non nasconde le sue preoccupazioni: «La minaccia jihadista non è finita, ogni tanto vengono arrestati in Italia esponenti pericolosi. Vigileremo che quel luogo di culto non si trasformi in altro, ci attiveremo perché ci siano controlli in ogni forma».

Islamici in Comune: vogliono un’area per edificare una moschea a Busto Arsizio

busto arsizio moschea fratelli d’italia – MALPENSA24
Visited 1.544 times, 1 visit(s) today