Il rimpasto di giunta incendia il consiglio di Busto. Cascio si dimette per protesta

BUSTO ARSIZIO – «Sono indignato, mi dimetto da consigliere». È Santo Cascio (Progetto in comune), parlando del rimpasto di giunta, a fare scalpore in sala esagonale nella prima seduta dopo la rivisitazione dell’esecutivo del sindaco Emanuele Antonelli. «Risponda ai cittadini sulla verità di questa rivoluzione» l’appello al primo cittadino. Il quale respinge al mittente le accuse: «L’amministrazione è andata avanti come sempre, ai cittadini non interessano le spiegazioni ma il modo in cui si lavora». E il dibattito incendia la seduta prima dell’ingresso dei quattro nuovi consiglieri.

Le dimissioni di Cascio

«Surroghe figlie del rinnovo della giunta» così Cascio introduce il tema dopo la comunicazione del sindaco sulla nomina dei nuovi assessori. «Una brutta pagina ma quella che si apre è ancora peggio – attacca il consigliere di centrosinistra – è avvenuto senza una spiegazione ai cittadini. Dicevate “padroni a casa nostra” ma piuttosto siete schiavi a casa nostra. Frutto di decisioni forzate dalle segreterie regionali o provinciali. Un capolavoro di brutta politica». Cascio ricorda anche il voto favorevole al DUP che ha ribadito la fiducia agli assessori, salvo dopo due secondi rimuoverne quattro, senza una valutazione di merito e senza una spiegazione ai cittadini. Così si calpesta la dignità delle persone e dei cittadini». Ecco perché il consigliere di Progetto in Comune annuncia le dimissioni: «In questa politica non mi riconosco, allontana i cittadini dalla cosa pubblica. La mia forte indignazione la esprimerò inviando le mie dimissioni da consigliere, con profondo dolore e grosso senso di colpa». E tra il pubblico, dove ci sono gli esponenti dei partiti di centrodestra, scatta l’applauso.

La maggioranza fa muro

Un intervento che ha aperto un dibattito durato circa un’ora. «Le sue parole feriscono sempre e tanto, le ritengo sbagliate – ribatte il sindaco Antonelli – ma ha mancato ancora una volta il bersaglio. L’amministrazione è andata avanti, ai cittadini non interessano le spiegazioni ma il modo in cui si lavora. E il fatto che ci hanno sempre votato significa che apprezzano il nostro lavoro. Nessuna dignità è stata calpestata. È normale ricambio, i rimpasti ci sono sempre stati. L’importante è che i nuovi facciano altrettanto bene. Sono certo porteranno avanti il duro lavoro che stiamo facendo per la città». La maggioranza si è accodata al sindaco. «Non mi vergogno di fare politica in un partito – sostiene Isabella Tovaglieri (Lega) – c’è una dimensione collettiva dove si risponde ad un progetto e non a se stessi». Paolo Geminiani (FdI) ricorda che «l’assessore non è un posto fisso, sa che è un mandato a termine». Marco Lanza (Lista Antonelli) definisce il discorso di Cascio «generalizzato, preconcetto e offensivo nei confronti della maggioranza». Il più pungente è il “Fratello” Max Rogora: «Vedo un lutto cittadino che fa paura nella minoranza. Non vorrei che avevo ragione io e i due assessori che erano là in fondo erano di sinistra». Il riferimento è agli ex Artusa e Loschiavo.

Il PD rincara la dose

Dai banchi della minoranza invece danno manforte a Santo Cascio. Da Gianluca Castiglioni (Busto al Centro), per cui «le dimissioni sono sempre un po’ una sconfitta. Non dovrebbe essere applaudita ma fare riflettere». A Maurizio Maggioni, capogruppo PD: «Come un insegnante che dice che gli studenti sono bravi, ma poi li boccia. Quattro su sette. Capisco il cambiamento, ma deve trovare delle motivazioni, anche perché abbiamo di fronte problemi amministrativi concreti. L’amministrazione e i partiti hanno fatto una brutta figura e perso credibilità». Gli fa eco il segretario Dem Paolo Pedotti. che chiede la verità: «Sono stati sostituiti tutti assessori che si occupavano di temi su cui la giunta è inciampata. Il Pums, la piscina che è ancora chiusa, i buoni pasto delle mense aumentati in maniera incivile. Evidentemente hanno lavorato male e sono stati cambiati da questa maggioranza. Chiediamo risposte perché le esigono i cittadini». Più morbido Emanuele Fiore (misto), che guarda il bicchiere mezzo pieno: «Siamo al secondo tempo: quattro forze fresche in giunta e in consiglio, mi auguro facciano tanto di buono». E l’ex sindaco Gigi Farioli (PRL) ammonisce: «Se non vere, le argomentazioni di Cascio a molti cittadini anche votanti della maggioranza appaiono verosimili. Non mi scandalizzo del rimpasto ma so che esiste una responsabilità politica che Antonelli si assume. La battuta di Rogora probabilmente è vera, ma non si applaudono mai le dimissioni di chi la pensa diversamente».

I nuovi consiglieri

Poi tocca ai nuovi consiglieri comunali entrare in scena. «Mi avevano detto che adesso inizia il bello, dopo questa ora e mezza avevano ragione» confessa Roberto Felli (Lista Antonelli). Le surroghe vengono votate tutte all’unanimità, ma sulla deliberazione per l’ingresso di Francesco Attolini (Fratelli d’Italia) due consiglieri del PD, Pedotti e Cinzia Berutti, escono dall’aula e non partecipano il voto. L’ex amministratore unico di Agesp Energia da parte sua ringrazia «l’opposizione che ha votato a favore. E saluto l’instancabile sindaco Antonelli, l’amico Ninetto Pellegatta con cui ho fondato il Circolo di FdI e l’amico scomparso Giuseppe Martignoni». L’altra new entry Francesca Gallazzi (Lista Antonelli) invece ringrazia «i 105 cittadini che mi hanno votato», mentre Vincenzo Marra (Lega) rivolge «un ringraziamento alla Lega di Busto». E a quel punto il consiglio è di nuovo al completo.

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