In ricordo di Gigi. E di una grande amicizia

farioli linari ricordo
Gigi Farioli scomparso a 70 anni

Cento e più di cento i messaggi di cordoglio sui social per la scomparsa di Gigi Farioli, già sindaco di Busto Arsizio. Pubblichiamo quello scritto da Marco Linari, giornalista e scrittore, suo grande amico, testimonianza dell’affetto di una intera città per un politico, un uomo, che ha lasciato un segno indelebile.
 
di Marco Linari

Me lo sentivo, pochi giorni fa, mentre ti salutavo, che non ci saremmo rivisti più. Con te, caro Gigione, se ne va un pezzo della mia vita, pieno di ricordi straordinari. Ripenso alla tua energia, alla tua cultura, alla tua amicizia. Mi tornano alla mente i discorsi fiume, i colpi di scena, le polo sgargianti, la tua macchina lavorata ai fianchi da una guida distratta e infine ricoperta con lo stesso materiale delle palline da tennis. Ma con un colore blu elettrico, a sottolineare la tua unicità.

Ricordo la tua generosità e la tua fragilità, l’esuberanza che rompeva gli argini e ti faceva spesso pronunciare parole oltre le righe ma poi – qualche ora dopo – ecco l’immancabile telefonata fatta quasi sottovoce, per scusarti e ripartire. Ti prendevi a cuore le cose ma, soprattutto, le persone. Quando percepivi nell’altro una difficoltà, ti facevi prossimo. Sono tante le persone che sono in debito con te. Avevi il dono della parola, questo lo sanno tutti. E una fede profonda. Chissà quanto dev’essere bello – oggi – abbracciare la Madonna dell’Aiuto, a cui ti affidavi nei momenti di difficoltà.

Ripenso agli eccessi, alla pancia mostrata al gol della Pro Patria e finita su tutti i giornali, alle persone che ti aspettavano perché avevi studiato medicina e analizzavi i loro esami del sangue, alla notte insonne dopo l’elezione a sindaco. Eri andato sul lago di Varese, ad ammirare l’alba, nell’inizio dei dieci anni più belli della tua vita.

Quante volte – tu primo cittadino e io giornalista – mi convocavi per niente. Mi aspettavo di avere una notizia, invece ricevevo la lettura di un libro che ti aveva profondamente colpito, un caffè con altri amici del tuo giro che si chiedevano come me che cosa ci facessimo tutti quanti nel tuo ufficio, oppure un giro in auto per la città, non si sa bene a cercare cosa, se non il gusto di essere lì.

Ricordo quando le persone del tuo staff ti pettinavano prima delle cerimonie perché nella tua corsa quotidiana ti dimenticavi di farlo. Ricordo anche i momenti di sofferenza e fatica, perché pure quelli fanno parte della vita.

Rivedo il pacco gigante di giornali che portavi ovunque, da mattina a sera, sottobraccio. Mamma Faustina mi raccontò che la notte si alzava a raccoglierli attorno al tuo letto, oramai massacrati e sottolineati dalla tuta foga di sapere tutto. Tu dormivi, lei ti toglieva gli occhiali e spegneva la luce. Ora l’hai incontrata e so senz’altro che adesso sei felice.

farioli linari amicizia – MALPENSA24