In rispetto di Luca Torno e della sua memoria

torno social stampa
Luca Torno

Egregio direttore,

sono un cittadino di Busto che vive la propria città e ne segue, sia direttamente, sia attraverso il buon lavoro della stampa locale, le vicende. Da abituale spettatore, mi sento per una volta di prendere parola e rendere pubblico il mio pensiero a proposito del dibattito che si è scatenato in queste ore attorno alla scomparsa del signor Luca Torno.

Accanto alla comprensibile manifestazione del dolore di chi lo ha conosciuto e aveva sentimenti di affetto nei suoi confronti, nella grande e omologante vetrina dei social leggo però tra le righe sentimenti che ritengo non facciano onore alla nostra città.

In un momento in cui ancora non sono neppure accertate in via definitiva le cause del decesso del sig. Torno, il cordoglio e il silenzio che sarebbero dovuti in questa situazione stanno lasciando il campo a recriminazioni, rivendicazioni, gare a chi possa vantarvi più vicinanza e, peggio, elevazione a coscienza collettiva, lanciando accuse. A chi, a cosa non è chiaro. O meglio, non è detto chiaramente, ma è facilmente intuibile, anche in virtù di alcune situazioni che hanno recentemente visto coinvolto il nostro povero concittadino.

Ebbene, reputo tutto questo tremendamente squallido. Irrispettoso di quella stessa memoria della vittima che tutti i “neo-giustizieri” dicono di voler difendere. E che invece, proprio così facendo, rischiano di offendere.

I social, si sa, mettono tutti sullo stesso piano. Tutti possono dire tutto, di tutto e di tutti. Democrazia? Fino a un certo punto. Perché la competenza, l’autorevolezza, la professionalità, la conoscenza non devono, non dovrebbero lasciare il campo a chi, sprovvisto, può lasciarsi guidare solo dalla propria opinione, dalle proprie sensazioni, quando non dalla pancia, alimentando così un livellamento verso il basso di ogni ragionamento, riflessione, confronto, svuotandoli di veri contenuti, quando non di fondamento.

Una deriva che rischia di essere pericolosa anche per chi la conduce. Perché, nel caso specifico, gettare la croce su qualcuno o qualcosa, mettere un morto sulla coscienza di qualcuno o qualcosa è atto di assoluta gravità a mio parere. Con l’aggravante che, chi lo fa, lo fa in nome di una presunta moralità violata.

Mi auguro si rendano conto, costoro, di quanto immorale sia invece il loro dire.

E allora, direttore, mi permetto anche io un appello: eccetto che per la stampa, che deve compiere il proprio dovere informativo, sia fatto silenzio. Questo sì, in rispetto al signor Torno e alla sua memoria.

Lettera firmata

***

Spieghiamo subito che il nostro lettore ci ha chiesto l’anonimato per non finire anche lui nel tritacarne dei social. Che sulla vicenda del povero Luca Torno, a Busto Arsizio, hanno rappresentato il peggio del peggio della cosiddetta “piazza virtuale”. Tra gli obiettivi: la stampa. Accusata, anzi, insultata, per “non avere avuto rispetto verso una persona morta”. Addirittura ci siamo, noi di Malpensa24, presi degli imbecilli per aver pubblicato l’indirizzo dell’abitazione dove si è consumata la tragedia. (!) Che continua ad essere un giallo, almeno fino a quando l’autopsia non chiarirà le esatte cause del decesso del noto pubblicitario. E fino a quando, magistratura e forze dell’ordine, toglieranno il riserbo, sicuramente opportuno in questa fase, quanto foriero di ogni illazione.

Detto ciò, non abbiamo nulla da giustificare: abbiamo soltanto fatto il nostro lavoro, rammentando (per dovere di cronaca) certe situazioni del recente passato in cui Torno è stato coinvolto. Per i nostri pettegoli censori avremmo dovuto tacere, precipitando anche noi nel girone infernale dell’ipocrisia imperante. A questo gioco non ci stiamo; e a chi ci dispensa consigli su come dovremmo fare il nostro mestiere (“Questo non è giornalismo”) o ci telefona invitandoci, spesso in malo modo diffidandoci, a cancellare le parti ritenute scomode degli articoli, replichiamo con la ferma convinzione che non è dissimulando la verità che si rende onore alla memoria di chi, purtroppo, non c’è più. (Vincenzo Coronetti)

Busto, la morte di Luca Torno: è giallo. La procura dispone l’autopsia

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