SARONNO – Benefit e incentivi ad ampio raggio per attirare in città personale sanitario, così da rilanciare l’ospedale. È la formula annunciata da “Saronno in Salute-Fondazione per l’ospedale di Saronno e del Saronnese” alla presentazione ufficiale avvenuta ieri sera, mercoledì 4 ottobre, a Villa Gianetti e moderata dal giornalista Paolo Del Debbio (nelle foto). A testimoniare il grande interesse sul tema, il pienone della sala in cui i cofondatori della Fondazione ne hanno illustrato progetti e finalità, respingendo con forza e talvolta con sdegno l’accusa mossa da alcuni di voler privatizzare l’ospedale.
«Un modello per altre città»

«Saronno in Salute – ha spiegato il presidente, l’imprenditore saronnese ed ex parlamentare Gianfranco Librandi – è una Fondazione di carattere privato senza scopo di lucro, che dopo due anni di percorso burocratico è stata riconosciuta dalla Regione. È nata con lo scopo di assistere la persona e il malato mediante il sostegno, anche attraverso finanziamenti, delle attività dell’ospedale di Saronno, di promuovere azioni volte al miglioramento di progetti assistenziali, di sostenere le associazioni di volontariato che operano presso il presidio, di favorire la conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro del personale dipendente. Quest’ultimo aspetto è fortemente innovativo: la carenza di personale è uno dei problemi più gravi, quindi renderemo più attraente lavorare nel presidio cittadino mettendo a disposizione qualcosa che né la Regione né la direzione sanitaria potrebbero offrire: benefit come affitti agevolati, per strutture scolastiche e parascolastiche, mense, trasporti, palestre, farmaci, teatri, esercizi commerciali…
«Proporremo progetti ambiziosi – ha proseguito Librandi – Avere più anestesisti, progetto da 1 milione di euro, permetterà la ripresa dell’attività chirurgica in tutto il presidio, con più cardiologi potremo implementare i posti letto di degenza. Vogliamo inoltre potenziare il reparto di oncologia e uno dei miei sogni a lungo termine è riaprire pediatria. Stiamo anche valutando un progetto per dare un contributo sul costo delle analisi presso il nostro ospedale. Sarà un modello per altre città e i cittadini potranno liberamente contribuire alle attività della Fondazione. Questo è l’unico modo per salvare la sanità a livello nazionale: in tante città ci sono Fondazioni di cittadini che vogliono collaborare, all’estero funziona così da tempo. Così la Regione non potrà più dire di non poter fare una cosa perché non ha i soldi, dal momento che ce li metteremo noi».
Renoldi: «Falso parlare di privatizzazione»

Saronno in Salute parte da un capitale di 100.000 euro e punta a raccogliere fondi da donazioni di privati e imprese del territorio. «Il nostro è mecenatismo» ribadisce Librandi, che alle ultime Politiche aveva tentato di essere eletto nelle file di +Europa. «Il nostro primo, simbolico progetto è stato l’acquisto di 30 televisori per i degenti nel reparto marrone che ne era sprovvisto. Saremo lieti di ricevere proposte, suggerimenti, consigli e pronti a subire critiche ma ad arrivare fino in fondo».
A proposito di critiche: prima dell’incontro, il gruppo “Il Saronnese per l’ospedale e la sanità pubblica” ha distribuito un volantino che sollecita a «fermare l’assalto di chi vuole privatizzare l’ospedale di Saronno». «Non esiste alcuna volontà di mettere in atto progetti di privatizzazione – taglia corto Librandi – Anche se volesse, la Fondazione non ha questo potere. Sostenerlo è falsificare la realtà. Come nessuno di noi vuole aprire un ospedale o una clinica privata, o una Rsa». Il presidente però tende la mano al comitato («lavoriamo insieme») mentre la cofondatrice di Saronno in salute Annalisa Renoldi, consigliere di Saronno Servizi (l’altro cofondatore è il presidente del consiglio comunale ed ex sindaco Pierluigi Gilli) attacca duramente «prese di posizione fondate su pregiudizi. Il volantino distribuito stasera – ha detto Renoldi – è terrorismo informativo, mistificare la realtà, ingannare e truffare i saronnesi. Non ha senso diffamare un progetto senza conoscerlo. C’è un rapporto molto stretto – ha proseguito – tra i cittadini del territorio e il loro ospedale. Anche se non ci si nasce più, c’è un senso di sicurezza legato alla sua presenza. Alla sofferenza dell’ospedale i cittadini hanno reagito non limitandosi a lamentarsi ma rimboccandosi le maniche, portando gratuitamente mezzi, risorse e la loro personale esperienza».
Gilli: «Bene non solo materiale»
Per Gilli «l’ospedale è un bene di tutta la città e del suo circondario. È il santuario laico della nostra comunità. Averlo efficiente non è solo motivo di prestigio, ma un modo di difendere la propria comunità. Per questo fra i primi scopi della Fondazione c’è rendere appetibile venire a lavorarvi, migliorando la qualità della vita di chi viene qui e ci vive. Sarebbe inoltre utile avviare attività di ricerca. Il senso finale è mantenere una struttura che non è solo materiale, ma la rappresentazione della nostra società cittadina. Infine, la Fondazione non può non essere collegata alle tante associazioni di volontariato, tutte persone private che danno il loro apporto insostituibile nel pubblico».
Alla serata sono intervenuti, fra gli altri, il sindaco Augusto Airoldi («Saronno da tempo si giova della presenza di Fondazioni sul suo territorio, pubbliche e non, queste ultime esempi virtuosi di come privati possono operare nel settore della sanità, ad esempio nelle Rsa»), il consigliere regionale di Italia Viva Giuseppe Licata («manca il coraggio di cambiare, di rompere gli schemi. Ed è mancata la programmazione. Il rapporto col privato è fondamentale, porta risorse, strutture, professionalità; poi la Regione dovrebbe coordinarlo meglio, puntando non a ciò che porta utile ma a ciò che serve») e Mario Daniele Etro, medico di famiglia e membro del comitato per la salvaguardia e il rilancio dell’ospedale di Saronno («soffriamo molto l’attuale situazione, abbiamo camionate di pazienti che devono spostarsi per servizi che potrebbero avere a due passi da casa, con liste d’attesa anche per giugno 2025»).
saronno ospedale fondazione librandi – MALPENSA24
