VARESE – Più che “corto muso”, bisognerebbe dire a muso duro. Senza alzare i toni, senza piagnistei, i Borghi, Guido e Giovanni, che gestiscono l’ippodromo da una vita, in vista di un doppio tradizionale appuntamento – Premio Ermolli e Gran Premio Città di Varese – mettono in piazza le ragioni del “così non si può andare avanti”.
Ippodromo, ognuno fa la sua corsa
Tra lavori fatti e lavori da fare, bandi pubblicati, spifferati, ritirati, ricorsi al Tar in attesa di sentenza, un Comune che chiede conto, un governo che taglia i fondi sull’ippica e contenziosi vari tra gestori, scuderie e allenatori, Le Bettole, gemma nel mondo dei cavalli per tradizione e posizione, assomiglia sempre più a un ginepraio.
Con alcune certezza. Tra queste, il fatto che la famiglia Borghi parteciperà al nuovo bando. «In attesa della sentenza del Tar – spiegano – che ci auguriamo fermi le “bocce” così da mettere a punto tutta una serie di condizioni che non stanno né in cielo né in terra. Ad esempio ci devono spiegare come hanno fatto a calcolare i 4 milioni di euro necessari per sistemare l’ippodromo». Ma ci sono anche altri nodi: «Chi entrerà a gestire l’ippodromo dovrà pur pagare gli investimenti che abbiamo fatto in tutti questi anni. A partire dal fatto che, non è che chi arriva beneficerà gratuitamente dei nostri investimenti sulla struttura».
E se sulla parte che riguarda la gestione e il futuro dell’impianto il cielo non è sereno, per quanto riguarda l’apprezzamento del pubblico non mancano spiragli di buon umore.
Premio Ermolli e Gran Premio Città di Varese due punti fermi
«Non diciamo – hanno spiegato i Borghi – che sia facile andare avanti in queste condizioni. Ma dovessimo valutare l’andamento delle giornate, credo che il pubblico abbia apprezzato la struttura. Le disgrazie e le difficolta che abbiamo incontrato ci hanno dato la possibilità di avere un minimo di notorietà. Qualcuno è venuto a vedere cosa fosse successo alla struttura dell’ippodromo e si accorto che non è successo niente. L’impianto delle Bettole ancor oggi è una bomboniera. Ciò che manca sono le risorse da un punto di vista di giornate, di premi e remunerazione».
Ma la passione vince sull’amarezza e anche Giovanni Borghi è pronto a vivere questo finale di stagione con il Premio Ermolli in programma domani, mercoledì 3 settembre e sabato 6 settembre. Per poi chiudere con il Gran Premio Città di Varese, che sarà nell’ultima giornata di corse della stagione, perché, afferma Borghi, «ci hanno tolto delle giornate di dicembre, non capisco perché».
