JERAGO CON ORAGO – Dai parcheggi selvaggi ai disagi causati dagli schiamazzi notturni, ma anche i problemi legati al decoro urbano. E così via. L’estate chiama Jerago Beach. Ma c’è chi, oltre al divertimento e alla presenza di uno spazio di ritrovo, porta all’attenzione «l’impatto significativo sulla comunità locale». Lo rende noto Salvatore Marino, capogruppo in opposizione con Gente di Jerago con Orago. Che attraverso un interrogazione – rivolta all’amministrazione comunale del sindaco Emilio Aliverti – cerca soluzioni che aiutino a mitigare «le legittime preoccupazioni dei residenti».
«Senza regole e controlli»
Come ogni anno, dal 2 al 25 agosto, al Parco Onetto arriva Jerago Beach. La manifestazione organizzata dall’associazione Amici di Paese ha un richiamo che va oltre il confine del territorio e porta in paese i giovani che cercano un’alternativa estiva alle località balneari. Tuttavia, dice Marino, si tratta di un evento di portata eccezionale rispetto al luogo che lo ospita («ben oltre mille persone a sera») e quindi «meritano attenzione le legittime preoccupazioni dei residenti riguardo al rumore eccessivo e prolungato per sei sere a settimana, al traffico e al parcheggio selvaggio e ad altri generi di spiacevoli disturbi». Un tema «complesso» quello delle manifestazioni pubbliche così partecipate e vicino ad aree residenziali. E per questo «si richiede un attento equilibrio tra il diritto al divertimento e il rispetto della quiete pubblica». Quindi, pur riconoscendo il «valore sociale e aggregativo», chiede anche soluzioni ai disagi. «Negli ultimi anni è diventato epicentro di una movida senza regole e controlli». Che non riguarda solo il tema del traffico o della musica alta, ma anche dei «parecchi maleducati che, dato il numero insufficiente di bagni chimici e la chiusura da tempo del bagno del parco Onetto, si sono sentiti autorizzati ad urinare in giro per il paese, senza contare altro genere di escrementi».
Proposte e richieste
Fra le proposte, il capogruppo di Gente di Jerago con Orago cita «la presenza serale costante e programmata della polizia locale o dei carabinieri, essenziale per mantenere l’ordine pubblico». E aggiunge: «Questo può portare alla definizione di orari più appropriati per l’evento, limitando le attività rumorose entro limiti più stringenti». Considerando che «il costo degli straordinari (per gli agenti, ndr) andrebbero fatti pagare all’associazione organizzatrice». Inoltre, «si potrebbe valutare l’installazione di barriere acustiche temporanee per attenuare la diffusione del suono». Senza dimenticare «una gestione efficace del traffico, con piani di parcheggio dedicati e vie di accesso chiare, anche al fine di non intralciare i passi carrai». Un altro suggerimento «potrebbe essere l’implementazione di un sistema di ticketing che limiti il numero di partecipanti». Oltre alla «promozione di un codice di condotta chiaro e la sensibilizzazione sul rispetto dell’ambiente». Infine: «La pulizia post-evento è fondamentale». Da qui le domande rivolte al sindaco. Tra cui le azioni previste per «mitigare i disagi» o quelle «riguardo la disponibilità di servizi igienici». Quindi, i provvedimenti per «evitare che il rumore e la musica alta impediscano tranquillità e sonno».
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