Jonathan Milan e Filippo Ganna, i migliori. Ma chi è il più forte?

ciclismo milan ganna
Jonathan Milan e Filippo Ganna

di Claudio Ghisalberti

Jonny e Pippo sono così amici che, pur correndo per squadre diverse, tra loro forse non si creerà mai una rivalità. A volte, invece che darsi battaglia, persino si aiutano. Eppure hanno caratteristiche simili che li potrebbero mettere in competizione tra loro. Gli obiettivi, o i traguardi, per i due sono quasi identici. Hanno condiviso anche la gloria dell’oro olimpico e mondiale. E si somigliano pure fisicamente. Di certo Jonathan Milan e Filippo Ganna sono gli unici due corridori di grande valore nel desolante panorama del ciclismo italiano. Sono persino dei punti di riferimento a livello mondiale. Ma chi è il più forte dei due?

Prima cosa vediamo cosa dicono i numeri. Milan, 24 anni, 16 vittorie su strada in carriera di cui 11 in questa stagione (comprese le tre tappe al Giro) si è recentemente laureato campione del mondo dell’inseguimento su pista con tanto di record: 3’59″153.  Stratosferico. Su otto classiche monumento a cui ha preso parte ne ha concluse solo 4 con il 67° posto al Fiandre 2024 come miglior risultato. Ganna, 28 anni, su strada vanta 33 successi tra cui 2 classifiche generali, 7 corse in linea e 26 crono (tra cui due mondiali). Ha disputato 14 classiche monumento ottenendo un 2° posto alla Sanremo e un 6° alla Roubaix, entrambi nel 2023. Su pista, dove ha vinto tra l’altro cinque titoli iridati nell’inseguimento individuale, è il detentore del Record dell’ora: 56,792 km. Leggendario. Insieme, Milan e Ganna hanno vinto l’oro olimpico di Tokyo con il quartetto.

Però, per capire meglio chi dei due è il più forte, abbiamo girato questa domanda a Mario Cipollini e Diego Bragato. Il primo, lo conosciamo tutti per i suoi trionfi, ma ha anche un occhio finissimo per analizzare nei minimi dettagli ogni risvolto del ciclismo; il  secondo è il tecnico a capo della preparazione all’interno della Federciclo.

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Claudio Ghisalberti

“Fondamentalmente chi finora ha avuto meno considerazione è Ganna perché all’interno della sua squadra, la Ineos, è stato sfruttato molto ma non così rispettosamente“, attacca Cipollini. “Pippo, come abbiamo visto alla Sanremo o al Giro, viene messo a tirare tutto il tempo – prosegue Re Leone -. Viene considerato un gregario di lusso. Però un gregario, non una punta. Milan, al contrario, alla Lidl-Trek ha tutta la squadra a disposizione. Cosa che Ganna non ha mai avuto forse anche perché gli manca la capacità di imporsi, con il carattere, all’interno del team. Milan è più veloce, Ganna più cronoman. Milan un predestinato, Ganna in Lampre non lo hanno più voluto, non sapevano cosa farsene. Lo consideravano solo un pistard. Però con gli inglesi ha dimostrato di essere un punto di riferimento, arrivando a vincere anche tappe dure al Giro perché quando Pippo fa la corsa ha dimostrato di tenere anche su salite impegnative”. Ganna ha speso moltissimo tempo in pista. “Forse in quella disciplina ha trovato le soddisfazioni maggiori. Però io convinto che, viceversa, avrebbe ottenuto più risultati su strada. Io, per esempio, quest’anno non avrei puntato sul quartetto, ma su Sanremo e Roubaix. Sono corse che portano nella storia e che lui può vincere. Ganna ha le potenzialità per battere Van der Poel”. E Milan? “Lui è un corridore differente ed è stato bravo Guercilena (team manager del team, ndr) a mettergli tutta la squadra a completa disposizione per il Giro. E lui ha ripagato con le vittorie in volata”. Il friulano però nelle classiche,  finora, ha sempre sofferto. “Credo che abbia delle piccole lacune nella gestione del team, è molto inesperto – prosegue Cipollini -. Una dimostrazione l’abbiamo avuta all’Europeo che era perfetto per le sue caratteristiche. Era in condizione certamente e i risultati al mondiale su pista, con quel tempo devastante con cui ha vinto, ne è la prova. Però all’Europeo si è esposto troppo nella gestione della corsa, poi è mancato in volata. Non serviva stare in terza posizione a 70 dall’arrivo. Stai dietro, rilassati, recupera, salva le energie. Stare davanti logora, sei mica Armstrong”.

Però torniamo alla domandona: chi è il più forte dei due? “Ganna  è un corridore estremamente potente, Milan ha picchi di forza devastanti. I 4 km dell’inseguimento sono più adatti a Milan. Con lui che è più giovane, una squadra può impostare una programmazione più a lungo termine. Ganna è già all’apice, non credo abbia davanti ancora moltissimi anni. Milan, se supera il Poggio che come sforzo è simile a quello di un inseguimento, può vincere la Sanremo. Ganna per riuscirci dovrebbe trovare un’azione alla Cancellara. Molto più complicato. Pippo è più da Roubaix”.

Passiamo ora a Bragato, il tecnico che conosce ogni minimo segreto dei due straordinari motori. “Esaminiamo come corrono un inseguimento – attacca -. Ganna fatica a mettersi in moto ma nell’ultimo chilometro diventa un razzo, va a prendere chiunque. Milan, pronti via ed è alla massima velocità che poi deve cercare di tenere nel finale. Pippo è capace di grandi potenze che riesce a mantenere nel tempo, come dimostra l’Ora. Jonny è molto più esplosivo tanto che in laboratorio ha un picco attorno ai 2.000 watt. Pippo è sui 1.500-1.600. Su strada Milan è un velocista puro non con un picco di potenze enorme ma capace di tenere ben oltre i 1.200 watt di media per 15 secondi. Ganna è più un corridore da classiche come Sanremo e Roubaix, ma anche tappe dure”.  Ma se dovesse scegliere solo uno dei due per una grande classica su chi punterebbe? “Ganna è ancora superiore perché per passare il Poggio dopo 300 chilometri serve una grande maturità atletica e una grande esperienza. Non è facile avere ancora gambe. Però sarebbe bello vederli correre assieme. Immaginateli in una Madison: trasformerebbero il velodromo in una lavatrice. Una giostra infernale. Per fermarli ci vorrebbe il paracadute”.

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