OGGIONA CON SANTO STEFANO – «Il sindaco non ha più la maggioranza dalla sua parte, e ora l’amministrazione tirerà a campare per l’anno e mezzo che le resta». È l’affondo di Silvano Sasso, segretario della Lega di Oggiona con Santo Stefano, convinto che l’alienazione di Villa Colombo abbia ormai provocato una frattura nella giunta del primo cittadino Franco Ghiringhelli.
Le divergenze in maggioranza
Non è certo un segreto che, in maggioranza, non tutti siano favorevoli alla vendita dell’immobile. Solo un paio di mesi fa, a prendere posizione era stato il vicesindaco Stefano Baggini, ammettendo apertamente di essere «da sempre contrario alla cessione perché non migliora la vita dei cittadini». Sull’onda di queste divergenze, ora il segretario della Lega solleva un nuovo caso, legato a quella che definisce un’«anomalia». La questione Villa Colombo dovrà infatti tornare in consiglio comunale, per aggiungere ufficialmente il bene al Piano delle alienazioni del Comune. E in calendario sono già segnati due appuntamenti in aula ( tra i punti all’ordine del giorno anche l’aggiornamento del vigente piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari). La prima seduta è convocata per domani 21 luglio, la seconda per mercoledì 23. E questa doppia chiamata fa storcere il naso a Sasso: «Due date perché probabilmente alla prima non ci saranno i numeri per svolgere la seduta», precisa. «E comunque, anche se prevista dal regolamento, è una soluzione che solitamente si usa nei Comuni da più di 15mila abitanti, non in un piccolo paese», puntualizza. «Riteniamo che il sindaco sia consapevole di non avere più i numeri dalla sua parte e ricorra alla doppia convocazione perché, così facendo, sarà sufficiente avere un terzo dei voti favorevoli per far passare l’aggiornamento».
«Doppio standard»
Non solo un’«anomalia», ma anche un «doppio standard» – affonda la Lega – rispetto a quello adottato per il referendum dello scorso 29 giugno, quando i cittadini sono stati chiamati alle urne per esprimersi in merito al futuro di Villa Colombo. E che non ha raggiunto il quorum, segnato al 50%+1 degli aventi diritto al voto: 1861 persone. Quindi, il fatto che l’alienazione di Villa Colombo possa superare lo scoglio del consiglio comunale soltanto perché viene convocato in seconda seduta (quando basta solo un terzo dei voti dei presenti in aula) arriverebbe a creare «una disparità – dice Sasso – su un tema che, oltretutto, ha visto anche la mobilitazione dei cittadini». E chiosa: «La giunta è ormai arrivata al capolinea, e così il paese rischia la paralisi. Auspichiamo che il sindaco capisca e lasci la poltrona».
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