Oggiona, niente quorum al referendum su Villa Colombo. Vota solo il 17%

Un cartellone del comitato contro la vendita della Villa

OGGIONA CON SANTO STEFANO – Vendita di Villa Colombo a Oggiona con Santo Stefano, il referendum non raggiunge il quorum. Erano 3720 i cittadini che avevano la possibilità di esprimere la propria opinione sull’alienazione dello storico immobile. Ma ieri, 29 giugno, alle urne si sono presentati solo in 635, ovvero il 17,07% degli aventi diritto al voto. Troppo lontano da quel 50% + 1 stabilito come limite minimo.

Il risultato

Un risultato che, di certo, non chiude qui il caso. Con tanto di polemiche già sollevate nei giorni scorsi, soprattutto dall’agguerrito comitato di cittadini – con il sostegno delle opposizioni – che fin dall’inizio si sono messi di traverso alla vendita. Molti erano i dubbi sulla gestione del referendum e , soprattutto, sulla scelta del giorno: una domenica di fine giugno che non ha convinto tutti. Ora, però, sono i numeri a confermare: il quorum fissato a 1861 non è stato raggiunto. Quindi, in base al regolamento comunale approvato per lo svolgimento dei referendum consultivi, lo scrutinio non è stato nemmeno effettuato.

«Un’unica lettura»

Per il sindaco Franco Ghiringhelli «c’è solo una lettura possibile di quanto è accaduto». Cioè: «O la maggioranza dei cittadini è favorevole all’alienazione dell’immobile, chiaramente con tutti i vincoli imposti (in particolare, la finalità sociale). Oppure non è interessata, nonostante le martellanti campagne contro la vendita». Quindi, ora, cosa succede? «Il prossimo punto sarà prendere atto del referendum e inserire la Villa fra i beni alienabili. Poi ci sarà l’asta, con la procedura pubblica». L’obiettivo è che «non vada deserta nelle prime battute, così da incassare il maggior importo possibile. Ma dipenderà dagli interessi degli operatori, sempre nel rispetto dei vincoli. Che sono garantiti».

«Tutto studiato ad arte»

Il comitato non nasconde la propria rabbia: «Molte persone erano in vacanza, la data era inopportuna, la location era scomoda (qualche anziano lo abbiamo portato), in più il gran caldo», le parole del presidente Lidia Cattaneo. E ancora: «Il sindaco non ha voluto abbassare il quorum, tutto illogico». In ogni caso, «cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno: 635 persone che si sono recate a votare in quelle condizioni, non mi sembra un risultato negativo. E credo che chi fosse favorevole alla vendita, non si sia nemmeno presentato». Conclude: «Tutto studiato ad arte. Ma noi non ci fermiamo».
Si aggiunge l’amarezza del centrodestra: «Era prevedibile un risultato così», si sfoga Pasquale Carrozzo. «Le persone che hanno potuto, sono andate. Ma il 29 giugno ci sono i nonni con i nipoti in vacanza oppure le gite organizzate per la Terza Età». Insomma, «molti di coloro che volevano votare non sono riusciti». E poi: «Ora, senza fare uno scrutinio, come si fa a capire quale direzione prendere, anche in base al risultato di chi ha espresso il proprio parere? Abbiamo più volte provato a cambiare il regolamento comunale, ma senza risultato: un referendum fatto a pennello, come voleva il sindaco».

Oggiona, c’è la data per il referendum su Villa Colombo. Ma restano le tensioni

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