La lettera. La Lega: «A Varese non si può lasciare una ragazzina girare da sola»

Marco Bordonaro

Caro Direttore,

che Varese abbia conosciuto, negli ultimi anni, una grave involuzione sul piano della sicurezza e del decoro urbano è un dato ormai evidente e tristemente noto a tutti. Dispiace, dunque, che l’ennesimo episodio – questa volta, vittima una ragazzina di appena quattordici anni, strattonata al fine di condurla in un androne, con intenti certamente poco onorevoli – venga liquidato da alcuni come un “fatto minore”.

Dobbiamo ringraziare il cielo e l’intervento provvidenziale di una passante se oggi non ci troviamo, probabilmente, a commentare conseguenze ben più drammatiche. D’accordo, siamo ormai assuefatti a una quotidiana raffica di notizie di cronaca nera, una valanga di brutture rilanciate da telegiornali e giornali nazionali, particolarmente affezionati alla cronaca nera come nessun’altra stampa d’Europa. Ma che a Varese non si possa lasciare una figlia adolescente passeggiare da sola senza “scorta” è qualcosa di nuovo, allarmante, e da non sottovalutare.

La sicurezza non è né di destra né di sinistra, e perfino il sindaco di Milano Giuseppe Sala, seppur goffamente e subendo attacchi dalla sua stessa maggioranza, sta tentando negli ultimi tempi di “metterci una pezza”, dopo anni di quell’immobilismo che ha portato a gravi conseguenze.

A Varese sarebbe già molto mettere la Polizia Locale in condizioni di lavorare al meglio: solo poco tempo fa, la maggioranza di sinistra del consiglio comunale ha bocciato la proposta della Lega di dotare gli operatori di Taser; inoltre, non si assumono più nuovi agenti nonostante i pensionamenti e l’età media che si alza drammaticamente. A un certo rinnovato impegno delle forze dell’ordine dello stato, con gli “uffici mobili” di Polizia e Carabinieri sovente avvistati in centro città, non corrisponde un impegno simmetrico da parte del sindaco e dell’assessore competente, che invece negano il problema e parlano di “percezione”, parola che è diventata amara barzelletta popolare, sintesi dell’approccio di Palazzo Estense a questo problema.

Siamo talvolta accusati di parlare troppo di sicurezza. In realtà, vorremmo poterci concentrare di più – e meglio – anche su altri dossier che gravano sulla città: dal nodo irrisolto dell’ippodromo al nuovo canile, dalla valorizzazione dei patrimoni Unesco del Sacro Monte e dell’Isolino Virginia alle croniche carenze nella manutenzione di strade e marciapiedi, fino al crollo dell’offerta culturale, il ritardo infinito nei lavori della nuova Caserma e del Teatro, la pessima gestione delle case popolari comunali. Ma è chiaro e lampante che senza vera sicurezza e il ristabilimento di ordine e decoro – in particolare, in alcune aree della città – non ci potrà essere alcun progetto per raggiungere l’agognato progresso civile, sociale, culturale, turistico ed economico del nostro capoluogo. Ed è per questo che continueremo a tenere alta l’attenzione: sperando che le sinistre superino i loro tabù e capiscano che la sicurezza è un bene comune, per cui lottare insieme.

Marco Bordonaro
Segretario Lega Varese

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