La Patronale dei preti: Busto in festa per gli anniversari di Livetti, Aldeni e Agnesi

Da sinistra: monsignor Claudio Livetti, don Peppino Aldeni e monsignor Franco Agnesi

BUSTO ARSIZIO – Don Claudio, don Peppino e don Franco: è qui la festa (Patronale). Nella Basilica di San Giovanni c’è l’altra dimensione, quella religiosa ma non solo, della Festa Patronale che in Villa Ottolini Tosi ha vissuto la sua “Eucaristia laica”, come la definisce il Prevosto monsignor Severino Pagani. Ma anche se con la sacralità dei riti ecclesiastici, è sempre festa. E quest’anno in modo particolare, perché all’ombra di San Giovanni la città ritrova tre sacerdoti i cui nomi a Busto hanno un grande significato: il Prevosto emerito monsignor Claudio Livetti e il prete residente don Peppino Aldeni, che festeggiano 70 anni di ordinazione, e il vicario dell’Arcivescovo di Milano monsignor Franco Agnesi, già Prevosto dopo Livetti e qui per celebrare i 50 anni di sacerdozio. «Avanti con questo spirito, in alto i cuori e mai paura» l’augurio di Livetti.

La Messa solenne

Sono stati loro – insieme allo stesso Pagani e ai sacerdoti della città, ma anche al vicario episcopale di zona monsignor Luca Raimondi (un altro che a Busto ha lasciato un pezzo di cuore) e ad un altro grande sacerdote bustocco, monsignor Pier Giacomo Grampa, vescovo emerito di Lugano – a concelebrare la Messa solenne della Patronale, di fronte alle autorità (tra cui anche l’ex sindaco Gigi Farioli) e ad una Basilica gremita di fedeli. E il Prevosto don Severino Pagani, che era in prima fila a Villa Ottolini Tosi per la Giornata del Ringraziamento, auspica che «con una nuova vitalità nel cuore e tutti questi esempi possiamo fare un buon cammino».

I saluti

Don Franco Agnesi parla di Busto come di una «città che porto ancora nel cuore. Mi ha accolto come cittadino e ho imparato ad apprezzarla. Penso di essere stato un buon cittadino: ho preso solo una multa per l’auto parcheggiata in senso opposto a quello di marcia». Don Peppino Aldeni ricorda i suoi 50 anni da parroco, per 36 a Verano Brianza. Troppi, sì. Ma lì sono sbocciati 9 sacerdoti. È importante che i giovani sentano quanto sia bello fare il prete». Ma è soprattutto don Claudio Livetti a prendersi la scena. Ha una parola per tutti: ad Agnesi dice che «gli vogliamo bene, è il vice-Arcivescovo e si sa che se le cose vanno bene il merito è del vescovo, se non vanno bene la colpa è del vicario» e ad Aldeni ricorda «gli ottant’anni di amicizia. Abbiamo fatto insieme ginnasio, liceo e teologia, e siamo stati ordinati preti con il Cardinal Schuster che ci disse che si diventa preti per fare i facchini». E alla sua Busto annuncia: «Resterò alla Provvidenza fino all’ultimo respiro. Il Prevosto Pagani ha detto con l’amministrazione c’è buona intesa? Io ho avuto cinque sindaci, ne vedo qui uno con piacere (riferito a Farioli, ndr), e due commissari, per loro è più facile collaborare con il prevosto attuale che con me, che ero un po’ polemico. Buona Festa Patronale: sempre avanti con questo spirito, in alto i cuori e mai paura».

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