La replica di Longobardi: “Congelati i miei 7000 euro per Forza Italia di Gallarate”

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Rocco Longobardi, vicesindaco di Gallarate

GALLARATE – Da Rocco Longobardi, vicesindaco forzista di Gallarate, riceviamo a pubblichiamo la seguente nota che si rivolge però a Nicola Nucci e Donato Lozito, attribuendo indirettamente a loro la responsabilità della diatriba interna a Forza Italia.

Ho letto con grande attenzione gli articoli pubblicati da Malpensa24 e dalla Prealpina, nei quali vengono riportate accuse e ricostruzioni che mi riguardano direttamente, sia sul piano politico sia su quello amministrativo ed economico. Ritengo doveroso rispondere in modo unitario, chiaro e approfondito, perché quanto scritto non può restare senza una presa di posizione netta.
Mi rivolgo direttamente a Nicola Mucci e a Donato Lozito, perché entrambi hanno ricoperto ruoli istituzionali di massimo rilievo nella storia amministrativa di Gallarate, uno come sindaco, l’altro come presidente del Consiglio comunale e quindi conoscono perfettamente il funzionamento dell’amministrazione comunale, del partito e i confini delle rispettive responsabilità.

Proprio per questo motivo, trovo particolarmente grave che vengano fatte circolare ricostruzioni che voi per primi sapete essere parziali, quando non apertamente fuorvianti, e che finiscono per alimentare una narrazione distorta dei fatti.

1. Bilancio di previsione: i ruoli non si riscrivono a posteriori

Negli articoli si sostiene che io non avrei informato adeguatamente il partito e i consiglieri sul bilancio di previsione, lasciandoli “al buio”. Su questo punto voglio essere estremamente chiaro.
Chi ha amministrato questa città sa bene che:
• il bilancio segue un percorso tecnico-amministrativo preciso, che passa dagli uffici, dagli assessori competenti, dalla giunta e dagli organismi istituzionali;
• il ruolo dell’assessore è quello di lavorare sui contenuti amministrativi, predisporre atti e partecipare ai momenti istituzionali previsti;
• il raccordo politico, l’informazione agli eletti e la sintesi verso il partito sono compiti propri del segretario cittadino.

È un dato di fatto che il segretario abbia partecipato ai momenti di confronto, compresa la cabina di regia, e che quindi fosse pienamente a conoscenza del percorso e delle scelte in corso e le abbia approvate senza un confronto con la segreteria del partito.
Chi oggi finge di “non sapere” o di essere stato escluso, lo fa in modo strumentale. Scaricare ora su di me presunte mancanze informative significa capovolgere consapevolmente i ruoli, e questo, da parte vostra, non può essere considerato un errore in buona fede.

2. Contributi al partito: scelta volontaria, non obbligo

Sia Malpensa24 sia La Prealpina affrontano il tema dei contributi economici, arrivando a parlare di somme dovute e non versate. Anche qui è necessario ristabilire la verità.

Il contributo economico non è un obbligo normativo né statutario, ma una scelta volontaria, basata su fiducia, appartenenza e responsabilità politica. Negli anni l’ho sempre versato con regolarità, proprio perché ho sempre creduto nel sostegno concreto a Forza Italia.

Quei contributi non sono mai stati generici né indistinti, ma finalizzati a obiettivi precisi, condivisi e messi nero su bianco nel progetto CIP 25/27, presentato al congresso e base dell’elezione dell’attuale segretario.

In particolare, le risorse erano destinate a:
• sistemazione, manutenzione e rilancio della sede di Forza Italia Gallarate, intesa come luogo operativo e di riferimento per iscritti e simpatizzanti;
• spese di funzionamento della sede (utenze, gestione, dotazioni di base);
• attività di ascolto del territorio, attraverso incontri con iscritti, simpatizzanti, categorie e quartieri;
• iniziative di comunicazione politica e organizzativa, per rendere il partito presente, strutturato e riconoscibile;
• momenti di formazione politica e amministrativa, finalizzati alla crescita della classe dirigente locale;
• attività organizzativa della segreteria, coerente con un metodo collegiale e condiviso;
• progetti tematici legati al commercio, all’economia locale e al rapporto con il tessuto produttivo, pienamente in linea con il mio ruolo istituzionale.

Negli ultimi mesi ho deciso di sospendere temporaneamente questo contributo (7000 euro secondo le indiscrezioni, ndr) non perché venga meno il mio sostegno al partito, ma per una ragione esclusivamente politica e di coerenza: quando il progetto votato non viene attuato, quando il metodo condiviso viene disatteso e il confronto sostituito da forzature e ultimatum, non ritengo corretto far finta che nulla sia cambiato. I contributi, quindi, non sono “spariti” né negati, ma congelati in attesa di essere utilizzati esattamente per le finalità previste dal CIP 25/27, e non in modo diverso da quanto pattuito con gli iscritti. È una scelta di coerenza e di dignità politica, non certo un disimpegno. Il mio lavoro amministrativo, il mio impegno sul territorio e la mia presenza istituzionale non si sono mai fermati.

3. Tessere: un’accusa gravissima che respingo con forza

Il passaggio più delicato – e più grave – è quello che lascia intendere un collegamento improprio tra contributi economici e tesseramento. Su questo non posso accettare ambiguità. Le tessere di Forza Italia sono un atto personale, volontario e regolato da procedure precise e verificabili. Chi insinua pratiche diverse, senza portare fatti, documenti o riscontri, sta lanciando un’accusa gravissima, che va ben oltre la normale dialettica politica.

E qui lo ribadisco con forza:
voi sapete perfettamente come funziona il tesseramento, perché lo avete vissuto direttamente negli anni in cui avete guidato questa città e il partito a livello locale. Se qualcuno ritiene di avere elementi concreti, li porti nelle sedi opportune. In caso contrario, si assuma la responsabilità politica di aver alimentato sospetti infondati.

4. “Non rappresenta più Forza Italia”: una narrazione capovolta

Negli articoli si arriva a sostenere che io non rappresenterei più Forza Italia in giunta. È una ricostruzione falsa nei fatti e capovolta nella logica.

Io sono l’unico che:
• ha rispettato l’esito del congresso,
• ha cercato un tavolo politico vero per ricomporre,
• ha continuato a lavorare in giunta con lealtà e senso delle istituzioni,
• ha mantenuto un profilo corretto anche di fronte ad attacchi ripetuti.

Chi oggi utilizza la stampa per lanciare ultimatum e delegittimazioni non sta difendendo il partito: lo sta indebolendo. Io continuerò a svolgere il mio ruolo di vicesindaco e assessore con responsabilità, rispetto delle istituzioni e dei cittadini. Ma una cosa deve essere chiara: non accetto di diventare il capro espiatorio per errori, omissioni o scelte politiche altrui. Se l’obiettivo è un chiarimento politico serio, io sono disponibile. Se invece si sceglie la strada delle scorciatoie mediatiche e delle allusioni, allora ognuno si assumerà fino in fondo la responsabilità di ciò che sta facendo.

Rocco Longobardi
Vicesindaco di Gallarate e Assessore Forza Italia

***

Rocco Longobardi precisa ma non smentisce. Una conferma che le notizie da noi pubblicate sono veritiere e svelano le profonde divisioni interne a Forza Italia. Il resto sono considerazioni personali che provano a rimettere in asse, autoassolvendosi, una situazione complicata e indicano, secondo il suo parere, i presunti responsabili del dissidio. Attenzione, però: la partita, dove mettono becco personaggi esterni alla locale sezione, si gioca ben oltre Gallarate. Non sappiamo se Longobardi se ne sia accorto. (Vin.Co.)

Forza Italia Gallarate: scoppia il caso dei contributi del vicesindaco

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