BUSTO ARSIZIO – Si riaccende lo scontro sul verde. È Legambiente Busto Verde ad accendere la miccia contro l’amministrazione comunale, contestando la «grave difettosità delle nuove alberature messe a dimora con i recenti interventi di piantumazione» nelle vie Espinasse, Pepe, Samarate e Valle Olona. Ma il consigliere delegato al verde Orazio Tallarida – che proprio stamattina, 20 dicembre, presentava il nuovo ulivo in piazza a Beata Giuliana – non ci sta: «Mai così tante piantumazioni a Busto Arsizio e gli ambientalisti usano ogni pretesto per attaccare l’amministrazione. Ma tutti gli interventi che eseguiamo sono supervisionati da un agronomo esterno».
Legambiente contesta
La lettera di contestazione del circolo di Legambiente presieduto da Paola Gandini risale allo scorso mese di giugno, ma è rimasta «senza risposta». Nel mirino le alberature di via Espinasse (lagerstroemia), via Pepe e via Samarate (prunus cerasifera) e via Valle Olona (tigli), caratterizzate da «grave difettosità». In via Pepe e via Samarate sarebbero piante «di qualità estremamente bassa», così come in via Espinasse, con le «chiome costituite unicamente da succhioni». In generale il Cigno Verde contesta anche un «tutoraggio non effettuato correttamente», mostrando immagini di pali tutori affrancati con degli elastici e l’«assenza di protezioni al colletto». E poi con l’ulivo in piazza a Beata Giuliana risuona la recente polemica di Legambiente nei confronti della «scelta di alberi non autoctoni» e sconsigliati dallo stesso regolamento comunale del verde privato, a proposito del parco dei nuovi nati di Sant’Anna dove sono previsti 95 ulivi.
Tallarida replica
Il consigliere delegato al verde Orazio Tallarida intanto ha appena “inaugurato” tre querce e un ulivo nel piazzale della chiesa di Beata Giuliana ma anche il completamento delle piantumazioni di via Meda, sempre nello stesso quartiere, dove sono stati messi a dimora esemplari di Peri Chanticleer dai fiori bianchi. E stavolta risponde per le rime all’associazione ambientalista: «Gli alberi scelti vengono valutati da un agronomo, così come le operazioni di potatura che sono seguite da un agronomo esterno, incaricato dal Comune come direttore dei lavori. E anche il regolamento del verde privato dice che è preferibile, ma non obbligatorio, optare per certe alberature». Ma Tallarida non ci sta: «Le contestazioni di Legambiente mi sembrano solo dei pretesti per attaccare politicamente l’amministrazione su valutazioni che competono ai tecnici. Mi sembra paradossale prendere di mira un’amministrazione che ha investito sul verde, sui parchi e sulle alberature come non succedeva da tempo immemore. Non si sono mai viste a Busto Arsizio così tante piantumazioni».
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