La vicenda La Russa Jr: chiesto il rinvio a giudizio per Revenge Porn

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MILANO – La giustizia milanese si appresta a scrivere un nuovo capitolo nella complessa vicenda che vede coinvolto Leonardo Apache La Russa, figlio del Presidente del Senato Ignazio La Russa. L’indagine, inizialmente focalizzata su una presunta violenza sessuale, ha visto una svolta significativa. La procuratrice aggiunta di Milano Letizia Mannella e la pm Rosaria Stagnaro, hanno infatti chiesto il rinvio a giudizio per La Russa e l’amico Tommaso Gilardoni, per Revenge Porn, ovvero per aver presumibilmente diffuso immagini e video sessualmente espliciti di una giovane di 22 anni che li ha denunciati per violenza sessuale, accusa per la quale è stata invece chiesta l’archiviazione (lo scorso aprile).

La serata in casa e la denuncia dell’amica di La Russa Jr

Tutto ha inizio nel luglio 2023, quando una ragazza di 22 anni denuncia di aver subito una violenza sessuale. I fatti sarebbero avvenuti nella casa milanese di Ignazio La Russa, dopo una serata in discoteca trascorsa con Leonardo Apache La Russa e il DJ Tommaso Gilardoni, anch’egli indagato. La giovane riferisce di essersi svegliata in stato confusionale, senza alcun ricordo dell’accaduto, ma con la netta percezione di aver subito abusi. Dal canto loro, La Russa e Gilardoni hanno sempre sostenuto che il rapporto fosse consensuale.

Le indagini successive hanno incluso l’analisi di tabulati telefonici, filmati e numerose testimonianze. Sono state repertate “tracce biologiche maschili” sui campioni prelevati dalla presunta vittima. Inoltre, sono stati eseguiti test sul capello per la rilevazione della “droga dello stupro” (GHB), con esiti che avrebbero indicato quantità “fisiologiche”, ritenute non sufficienti a provare una somministrazione forzata.

L’achiviazione per violenza sessuale

Ad aprile 2025, dopo un’analisi approfondita di tutti gli elementi raccolti, la Procura di Milano ha presentato al GIP la richiesta di archiviazione dell’accusa di violenza sessuale per entrambi gli indagati. La tesi dell’accusa è che, pur riconoscendo lo stato di alterazione della ragazza come potenzialmente compromettente la sua piena autodeterminazione, non sarebbero emerse prove sufficienti a dimostrare una condotta di induzione o approfittamento tale da configurare il reato di violenza sessuale. I magistrati hanno specificato l’impossibilità di stabilire con certezza se la ragazza fosse in grado di intendere e di volere, e se l’apparente consenso fosse autentico.

Tuttavia, per Leonardo Apache La Russa e il suo amico, l’accusa di revenge porn rimane in piedi. Questa accusa scaturisce dall’esame dei loro dispositivi elettronici, sui quali sarebbero state rinvenute immagini che, sebbene sembrerebbero testimoniare un rapporto consenziente, sarebbero state poi diffuse senza il consenso della persona ripresa.

L’opposizione della difesa della ragazza

La richiesta di archiviazione per l’accusa di violenza sessuale ha incontrato la ferma opposizione della difesa della ragazza. L’avvocato della presunta vittima ha annunciato e poi depositato l’atto di opposizione alla richiesta dei PM, chiedendo al GIP l’imputazione coatta per La Russa Jr. La tesi difensiva è che lo stato di alterazione della ragazza fosse tale da inficiare “alla radice le possibilità di una valida autodeterminazione”. Sarà ora il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) a dover prendere una decisione.

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