Non ha una piazza ma tanti negozi in rete: Sant’Edoardo, il “secondo centro” di Busto

BUSTO ARSIZIO – Si chiama “ASEdo” e ha nel logo i simboli delle quattro contrade del rione il nuovo comitato dei commercianti di Sant’Edoardo. Il presidente è Alessandro Tagliabue, figlio del “mitico” Peppino e storico punto di riferimento del quartiere con l’edicola-cartoleria di famiglia in viale Alfieri. «Finalmente ce l’abbiamo fatta – rivela il neo presidente – siamo in tanti ma tante attività tra loro non si conoscono. Così puntiamo a fare rete e a creare eventi per rendere più attrattive le nostre attività, ma anche per fare controllo di vicinato». A salutare la nuova Associazione Attività Sant’Edoardo una nutrita delegazione dell’amministrazione comunale.

Senza piazza ma con tanti negozi

Alla Vinoteca di viale Pirandello si svela la nuova associazione che riunisce già in un gruppo Whatsapp una cinquantina delle circa 70 attività commerciali e di servizi presenti nel quartiere di Sant’Edoardo, che per Busto Arsizio è una sorta di «secondo centro» per la sua vivacità e attrattività commerciale, come ricorda il vicesindaco Luca Folegani, che vi risiede. Oppure «la Beverly Hills di Busto Arsizio», così si spinge a definirla l’assessore al marketing Matteo Sabba, «per quanto è gettonata dai nuovi residenti». O ancora «il famoso “quartiere senza una piazza” – sottolinea l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, che a “Sant’Edo” ci è nata e cresciuta – ma in realtà a più piazze, con una piccola “agorà” fuori da ogni negozio. Sono i veri luoghi di incontro e di appuntamento». E Susanna Besozzi, vicepresidente di Ascom anche lei orgogliosamente “santedoardina”, fa notare che questo quartiere «crea un senso di appartenenza che farà la differenza».

Il nuovo comitato

Ora questa forza di Sant’Edoardo “fa sistema”, come si dice in questi casi, per rafforzare la rete del commercio e dei servizi. Sulla scia degli esempi del comitato commercianti centro e dell’associazione dei commercianti di Sacconago, ASEdo punta a «creare sinergie» tra i commercianti. «Siamo convinti che diventerà un modello di collaborazione» ne è sicuro il presidente Alessandro Tagliabue. Accanto a lui c’è un consiglio formato da otto membri: i vicepresidenti Alessandro Cozzi (Bar Gemia) e Alessio Quitadamo (L’isola della fantasia), il segretario Emanuele Gambertoglio (Cattolica Assicurazioni), il tesoriere Emanuele Magrì (Mail Boxes Etc.), e i consiglieri Giovanni Carozza (Banfi Centro Stampa), Ambrogio Tovaglieri (pasticceria Tovaglieri) e Gabriella Villario (Il pettine d’oro).

Tutti contenti

Il nuovo comitato è la chiusura di un percorso iniziato «un anno fa alla pizzeria Sole d’Oro», come rivela l’assessore Maffioli, allora delegata allo sviluppo economico, esaltando «un modello policentrico, quasi federalista, che è vincente per avere il polso della situazione sul territorio». Il suo successore Matteo Sabba ci crede: «I comitati commercianti di quartiere sono un punto di riferimento qualificato per gli eventi ma non solo, anche per il presidio del quartiere». E Paolo Geminiani, consigliere delegato ai negozi di vicinato, li sprona: «Siete la risposta all’anonimato dei centri commerciali e alla solitudine degli acquisti online. Avete una funzione sociale». Il comitato di Sant’Edoardo è così «un altro tassello per una città che è una bellissima eccellenza per quanto è così profondamente coinvolta dal punto di vista commerciale – fa notare il presidente di Confcommercio Ascom Busto e Medio Olona Rudy Collini – è una rarità vedere così tanti commercianti in prima linea disposti a fare rete e trovare soluzioni ai problemi del quartiere». La sfida è partita. Con corona, scettro, anello e mantello, i simboli delle contrade di Sant’Edoardo.

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