MILANO – Daniela Santanchè, ministra del Turismo, è stata rinviata a giudizio per false comunicazioni sociali in merito al caso Visibilia dal gup di Milano. Il caso verte su una delle società del suo gruppo, per quale Santanché, insieme ad altre 16 persone, avrebbe messo in atto un “disegno criminoso” per omettere “ogni attività di accertamento” sul bilancio della spa Visibilia Editore, al fine di ottenere “per sé o per altri un ingiusto profitto”, inducendo in errore gli investitori e mettendo a repentaglio la stessa società. Nel mirino della Guardia di Finanza sono finiti i bilanci societari dal 2016 al 2022, i quali secondo le accuse sarebbero stati, truccati.
L’opposizione chiede le dimissioni
Pd e M5s, appresa la notizia, hanno chiesto le dimissioni della ministra. “Appena una settimana fa Giorgia Meloni diceva di voler aspettare la decisione della magistratura, ora è arrivata – ha detto Elly Schlein – quando era all’opposizione chiedeva le dimissioni per molto meno, ora che fa? Cambia idea anche su questo?”. Stesso tono quello utilizzato da Giuseppe Conte: “è assolutamente indecoroso per le istituzioni di governo che la Ministra rimanga lì”
Gli altri indagati
Insieme alla ministra, a processo andranno, tra gli altri, il suo compagno Dimitri Kunz, la sorella Fiorella Garnero, la nipote Silvia Garnero, e l’ex compagno della senatrice Canio Giovanni Mazzaro. Il gup ha accettato il patteggiamento dell’ex consigliere di amministrazione Federico Celoria e delle altre due società indagate.
