LA ZAMPATA DI RE LEONE/ Cipollini: “Grande Ulissi. E come mi piace Ayuso”

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Mario Cipollini

di Claudio Ghisalberti

Oggi quella con Re Leone Cipollini è più un’analisi che una zampata. Nell’ottava tappa del Giro non ci sono stati infatti errori evidenti da sottolineare.

Mario, vorrei che tu mi spiegassi un po’ la tappa. In tv ho sentito i commentatori Rai che prima hanno detto che la Uae tirava per fare in modo che Roglic (della rivale Red Bull) conservasse la maglia rosa.In pratica la Uae fatica ogni giorno sperando che gli avversari faccia fatica un altro giorno. Dopo hanno detto che la Uae ha smesso di tirare perché contenta che Ulissi in fuga, fino allo scorso loro compagno di squadra, vada in maglia rosa. Ma Ulissi era in fuga già da tempo, quando la Uae tirava. La mia interpretazione è che c’è stata la classica corsa nella corsa. I fuggitivi per la vittoria di tappa, e per l’eventuale maglia rosa che comunque non influirà sulla classifica generale finale; dietro il gruppo con i big che si controllavano tra loro.
“Oggi ci sono state due corse completamente differenti. Il gruppetto davanti dove ognuno è andato alla ricerca della propria gloria. Dietro quelli che in realtà puntano a vincere il Giro d’Italia, che stanno nel gruppo e cercano di contenere il dispendio di fatica. E va benissimo così, perché sarebbe stata una tappa impegnativa”. 

Ha senso dire che a Roglic andava bene perdere la maglia rosa per risparmiare i compagni?
“No, a Roglic può far comodo perdere la maglia rosa solo per un motivo, per gli impegni da palco. Finita la tappa, se non sei al controllo antidoping, tu te ne vai al bus e inizia da lì il recupero. Mentre la maglia rosa ha sicuramente l’antidoping, ha sicuramente le premiazioni e ha la conferenza stampa. Totale un’ora e mezzo, forse anche di più. E vai a alterare tutti gli equilibri della squadra, perché comunque sia deve fermarsi con te una struttura del team. Insomma, Roglic deve avere tutta la possibile assistenza per poter iniziare una volta finita la tappa, deve iniziare il recupero per il giorno dopo. Ho sentito anch’io che la Uae, o addirittura la Bahrain, sembrava che facessero apposta per andare a recuperare terreno per far sì che Roglic rimanesse in maglia rosa. Questa roba qui, secondo me, è una roba che va benissimo nel fantacycling”.

Grande Ulissi e ottima Astana.
“A Diego bisogna fare i complimenti. Abbiamo visto anche un’Astana rinata quest’anno rispetto a un ultimo periodo dove era finita un po’ in sordina. È una squadra che ha un grandissimo bisogno di punti per rimanere nelle prime 18 della graduatoria Uci. Si vede che c’è naturalmente una grande concentrazione, perché se non la maglia rosa oggi non la prendeva Ulissi l’avrebbe presa Fortunato. Sono molte le frecce che l’Astana ha nel suo arco in questo Giro d’Italia”.

Mario ti voglio chiedere un altro parere. Si è sempre detto, anche quando c’erano 30 secondi in palio, che per chi punta a vincere il Giro rincorrere gli abbuoni è rischioso. Troppo dispendioso. Oggi Ayuso ha sprintato per portare a casa un solo secondo. Allora?
“Questo è probabilmente il nuovo ciclismo, il ciclismo interpretato dai giovani, i rampanti. Ayuso ci crede, ha carattere, vuole dimostrare le sue doti. Sicuramente ha una convinzione, un’autostima molto elevata. Ha anche grande personalità e quando è sul palco, nonostante abbia vinto, ha un atteggiamento di una persona incredibilmente matura, come fosse già navigata al palco. Come fosse quasi una cosa naturale per lui essere lì. Non sprizza gioia da tutti i pori.  Ha quello sguardo sempre molto attento e concentrato”.

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