di Claudio Ghisalberti
«La tappa di oggi ci ha riconsegnato un Del Toro più sicuro, diverso da quello di ieri. Vedere un ragazzo così giovane, che si esprime in quel modo, è una carezza al cuore. Un ragazzo così, bellino, che fa queste cose ci fa sognare tutti. Vedere la famiglia con lui è veramente straordinario. Riporta il ciclismo un po’ alle vecchie tradizioni. Nel senso che il ciclismo è uno sport che cerca di essere modernizzato, di collocarsi in una scala che cerca di esternare e farlo diventare un po’ più importante. In realtà la forza di questo sport sta nelle radici della strada, delle difficoltà».
Oggi Mario Cipollini parte con una carezza affettuosa alla maglia rosa, ma la zampata arriva subito dopo.
Cipo, che mi dici di Tiberi?
«Mi dispiace e lo dico sinceramente. Ci aspettavamo molto di più da lui. Questo crollo è probabilmente dovuto anche al malanno che ha avuto in preparazione per il Giro d’Italia e che può avergli alterato i programmi di avvicinamento. Mi aveva dato una sensazione, guardandolo, di essere molto stabile, ben equilibrato e che non facesse così tanta fatica a seguire gli altri».
Ayuso è da due giorni che prende legnate
«Quello dello spagnolo è un crollo totale. C’è da capire come definirlo, psicologico o fisico. Probabilmente il fatto di essere in contrasto con la squadra non lo aiuta. Poi è venuto al Giro d’Italia per vincere e ha trovato un ragazzino, che in realtà avrebbe dovuto lavorare per lui, che invece si è preso la maglia rosa. Questo in qualche modo ti scombina i piani mentali, ti rimpicciolisce ancora di più. Voleva far vedere al mondo che non è niente meno di Pogacar e invece un ragazzo ancora più giovane di lui lo mette in difficoltà».
Il primo italiano è Damiano Caruso, un “ragazzo” di 37 anni. Ottimo corridore Damiano, e questo nessuno lo discute, ma non mi pare un grande segnale per il ciclismo italiano
“Complimenti a Damiano che è un pilastro del nostro ciclismo. È un uomo di 37 anni che forse stava già annusando l’idea di poter dire che aveva dato e ciao a tutti. Però in questa condizione fisica il team fa bene a tenerselo ancora. Certo, hai ragione, non è un segnale molto positivo per il ciclismo italiano. Speravamo qualcosa d’altro. Speriamo in Pellizzari che sta facendo bene e che ci sta solleticando un po’ le fantasie di qui ad arrivare a Roma. Il fatto che lui abbia fatto finora da gregario a Roglic lo ha mantenuto, da un punto di vista di stress psicofisico, molto fresco. Fare fatica e essere gregario è naturalmente un impegno notevole fisicamente, ma è un discorso diverso rispetto ad avere la pressione e la responsabilità. Ora Pellizzari si trova ad avere la responsabilità di una squadra importante come la Red Bull che puntava su un altro campione e ora punta su di lui. Questo naturalmente è un passaggio molto importante anche per la sua esperienza e la sua crescita. Poi il Giro fino ad ora ci ha dato tante sorprese e credo che ce ne posso dare ancora. Vi garantisco che il Colle delle Finestre e poi andare a fare il Sestriere è qualcosa di bello. Sabato pomeriggio secondo me ce la godiamo”.
