MALPENSA – L’aria respirata vicino alle piste dell’aeroporto di Malpensa fa male alla salute respiratoria: lo dice uno studio dell’ASST Valle Olona presentato al congresso nazionale AIPO di Verona. Le indagini effettuate dal reparto di Medicina interna dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate mostrano risultati «preoccupanti» per i residenti di Ferno e Lonate Pozzolo, i più vicini alle piste: viene riscontrato «un potenziale danno funzionale dell’ambiente esterno» per i soggetti esposti all’inquinamento per almeno cinque anni.
Gli studi presentati
La Medicina Interna dell’Ospedale di Gallarate ha presentato due studi alla platea dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri. Un primo contributo scientifico riguarda gli effetti dell’inquinamento prodotto dall’aeroporto di Malpensa sulla salute dei cittadini che abitano nei comuni interessati dalle rotte di decollo e atterraggio. Il secondo invece, riguarda una grave infezione da Sars cov2 in una paziente con Sclerosi Multipla in terapia con anticorpo monoclonale anti-CD20. A Verona ASST Valle Olona ha portato anche un poster su un’attività delle fisioterapiste respiratorie di Somma Lombardo che, in associazione con la Pneumologia di Busto Arsizio, hanno curato una paziente affetta da BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva) a frequente riacutizzazione.
Lo studio sull’aria di Malpensa
Quello sull’inquinamento di Malpensa è uno studio su tre livelli di indagine, per ora completato per la parte pneumologica, facendo emergere «dati decisamente significativi». Il primo livello, in collaborazione con il CERN, si propone di individuare la concentrazione di biossido di azoto e altri inquinanti atmosferici nei comuni di Somma Lombardo, Casorate Sempione, Vergiate e Cardano al Campo attraverso l’analisi delle immagini satellitari attraverso software che analizzano venti, correnti e rotte degli aerei, in atterraggio e decollo. Il secondo livello attiene invece all’analisi dei dati delle centraline ARPA fisse e mobili, posizionate nei comuni del circondario, confrontati con i limiti raccomandati dalle normative nazionali e con altre aree distanti dall’aeroporto.
Come si respira vicino a Malpensa
L’ultimo livello, quello che offre i riscontri di maggior interesse, riguarda le rilevazioni spirometriche su un campione di soggetti liberamente aderenti, reclutati nelle scuole secondarie e medie, residenti nei territori della zona di Sant’Antonino, Vanzaghello, Ferno, Lonate Pozzolo, Somma Lombardo, Casorate e Samarate, per «verificare se ci possa essere una correlazione tra inquinamento e funzionalità respiratoria, una compromissione della funzione respiratoria in soggetti non fumatori o ex fumatori». L’analisi ha rilevato che il 23% dei soggetti presentava una riduzione del FEV1 (volume espiratorio forzato) superiore all’80%, pur in assenza di sintomi, il 15% presentava una FEV1/FVC superiore al 70%, mentre circa 1 su 4 ha riferito sintomi respiratori minori ricorrenti come tosse e dispnea, che peggiorano nel periodo invernale.
Lonate e Ferno: “potenziale danno”
ASST Valle Olona chiarisce che «i risultati più preoccupanti si sono reperiti nei residenti dei comuni in linea d’aria più vicini alle piste aeroportuali, soprattutto Lonate Pozzolo e Ferno. Da questi dati si evidenzia un potenziale danno funzionale dell’ambiente esterno, soprattutto in soggetti esposti per più tempo (per esempio cinque anni). Questo studio ci fa capire l’importanza dello screening e di come, a volte, alcuni disturbi o fasi iniziali di malattia siano quasi o del tutto asintomatiche».
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