Le alborelle di Sant’Antonino ripopolano il Ticino: liberati 2mila pesci a Lonate

Lonate depuratore Alfa alborelle

LONATE POZZOLO – L’acqua depurata diventa una risorsa per la tutela della biodiversità. È il risultato della sperimentazione “AlBiorelle”, il progetto promosso da Alfa in collaborazione con Gruppo Cap, Politecnico di Milano e Istituto di ricerca Spallanzani con l’obiettivo di verificare la possibilità di allevare pesci in acqua depurata per contribuire al ripopolamento di laghi e fiumi. Protagonisti del progetto, gli avannotti di alborella, piccolo pesce d’acqua dolce oggi considerato a rischio d’estinzione in molti corsi d’acqua del Nord Italia. La sperimentazione, avviata nei primi mesi dell’anno al depuratore di Sant’Antonino Ticino – a Lonate Pozzolo – puntava a dimostrare come l’acqua in uscita dagli impianti depurazione potesse trasformarsi da semplice refluo a risorsa per l’ambiente.

Una sperimentazione a confronto

Nello specifico, all’impianto sono state predisposte due vasche: una alimentata con acqua di pozzo, l’altra con acqua depurata, entrambe con lo stesso numero di avannotti, monitorandone costantemente crescita, sviluppo e condizioni di salute. L’analisi dei dati ha evidenziato differenze marginali, confermando che l’acqua depurata sia compatible con l’acquacoltura e la crescita degli avannotti. A influire maggiormente sull’esito sono stati, invece, i fattori climatici, in particolare le ondate di calore registrate all’inizio dell’estate, che hanno complicato il raggiungimento della fase adulta delle alborelle. «Grazie al supporto del mondo accademico e della ricerca, e alla collaborazione con il gestore idrico dell’area metropolitana milanese abbiamo sviluppato un modello replicabile, capace di coniugare innovazione tecnologica, efficienza industriale e tutela della biodiversità, dimostrando come un depuratore possa diventare un vero laboratorio di sostenibilità e generare valore ambientale per il territorio», spiega Annalisa Berni, referente del progetto per Alfa. Guarda il video:

Il ritorno nell’habitat

Pur con le difficoltà dovute al clima, un buon numero di alborelle ha raggiunto le dimensioni idonee per essere reintrodotto nell’ambiente naturale. Proprio questa mattina – martedì 29 luglio – sulle rive del Fiume Azzurro, nel canale Roggia Molinara, in località Vizzola Ticino, i tecnici di Alfa, con i ricercatori dell’Istituto Spallanzani e del Politecnico, la Polizia provinciale e l’Ente Parco Ticino, hanno rilasciato circa duemila esemplari nelle acque del fiume.

Il progetto cresce

La sperimentazione non si è limitata al depuratore di Sant’Antonino Ticino. Un sistema simile è stato, infatti, realizzato anche all’impianto di Canegrate (gestito dal Gruppo Cap). L’obiettivo di “AlBiorelle” è mettere a punto un sistema replicabile in altri impianti di depurazione, trasformando queste infrastrutture in presìdi di tutela della biodiversità, e contribuendo alla salvaguardia delle specie ittiche autoctone attraverso un approccio di economia circolare.

Al depuratore di Sant’Antonino ora si allevano alborelle. Ripopoleranno i fiumi

Lonate depuratore Alfa alborelle – MALPENSA24
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