Le elezioni al tempo dell’usato sicuro

Comprereste un’auto usata da quest’uomo?“. È uno degli slogan elettorali più celebri della storia, usato ai tempi della campagna presidenziale di Kennedy contro Nixon, ma anche al tempo dei gazebo e degli apericena elettorali suona sempre attuale. E, guardando ai protagonisti della campagna europea e amministrativa che ci sta (fiaccamente) trascinando al voto dell’8-9 giugno, sembra quasi che, per parafrasare Marshall McLuhan, il messaggio sia diventato il mezzo, e oggi l’usato sicuro è uno dei must delle liste elettorali. Vale in parte alle Europee, con i ritorni in auge di figure di spicco della politica lombarda e nazionale, come Letizia Moratti, Mario Mantovani e Marco Reguzzoni (ma ci sarebbe stato spazio anche per Gabriele Albertini, se lo avesse voluto, e persino per Roberto Formigoni se la sua figura non fosse considerata troppo ingombrante dai partiti).

Ma soprattutto alle amministrative, con le schede elettorali dei 77 Comuni del Varesotto piene zeppe di volti noti. Tanti gli ex sindaci che si ricandidano a distanza di uno o più mandati, come Giorgio Volpi a Olgiate Olona, Claudio Montagnoli ad Arsago Seprio, Marco Scazzosi a Marnate, Gunnar Vincenzi a Cantello, Fabrizio Taricco a Carnago, Maurilio Canton a Cadrezzate, Giorgio Piccolo a Cuveglio, Massimo Nicora a Cazzago Brabbia e Cristina Galimberti a Buguggiate, ma anche Graziella Giacon, già sindaco di Laveno, che ci prova a Casalzuigno. È un po’ come al cinema, dove ultimamente i box office pullulano di remake, sequel e prequel: vince la nostalgia. I “migliori anni” che ritornano, ma soprattutto le nuove leve che latitano, e che per potersi fare le ossa hanno bisogno di farsi trainare dai veterani che conoscono i Comuni come le loro tasche ma che soprattutto sanno come raggranellare consensi. Un fenomeno non inedito, ma che con il passare degli anni si consolida, di pari passo con quella disaffezione al voto che porta sempre meno gente alle urne anche dove gli effetti del risultato elettorale si percepiscono più da vicino, come nell’elezione del sindaco. Una disaffezione che è anche nei confronti dell’impegno politico, come ricorda il nostro Lorenzo Crespi nel suo pezzo sui 10 Comuni in cui si vota solo per raggiungere il quorum. E non sono solo quelli più piccoli delle valli, c’è anche Casciago che ha più di 3500 abitanti.

L’apertura al terzo mandato dei sindaci fino ai 15mila abitanti è la classica “toppa” su una crescente voragine di partecipazione attiva che si fa sempre più allarmante: non a caso, la maggiorparte degli uscenti, dopo due “giri di giostra” con la fascia tricolore, è in corsa anche per il tris, a conferma che il ricambio è sempre difficile. E allora ci si affida all’usato sicuro, per dirla come Pierluigi Bersani. Figure già conosciute e testate, nel bene e anche nel male. Ma soprattutto disposte a prendersi sulle spalle la responsabilità di svolgere un compito, quello del sindaco, che comporta sì onori ma anche molti oneri e rischi. A volte è una strada quasi inevitabile, perché contrastare un sindaco uscente che si ripropone per la seconda o la terza volta è diventato sempre più complicato, di fronte alla scarsa attenzione che generalmente i cittadini mostrano nei confronti della gestione della cosa pubblica a tutti i livelli. E allora forse, più che mettere la polvere sotto il tappeto con il terzo e il quarto mandato dei sindaci dei piccoli Comuni, converrebbe tornare a discutere di una riforma delle istituzioni locali, che ridefinisca meglio i ruoli dei sindaci, soprattutto nei piccoli Comuni – troppo spesso ridotti a passacarte di scelte obbligate calate dall’alto e privi di una effettiva autonomia di bilancio – e che magari ridisegni la mappa amministrativa rilanciando gli accorpamenti tra enti per rafforzarli e renderli più incisivi sul territorio. Per ora, non resta che affidarsi all’usato sicuro.

elezioni varese usato sicuro – MALPENSA24