a cura di Angela Bruno
Venerdì 9 Gennaio
Un concerto intimo con Giovanni Allevi al Dal Verme
Al Teatro Dal Verme in via San Giovanni sul Muro 2, dalle 21 alle 23, è protagonista Giovanni Allevi, un pianista e compositore marchigiano, noto per uno stile personale che unisce classica, pop e sensibilità contemporanea e tra i più amati dal pubblico internazionale. Allevi porta il “Piano Solo Tour 2025/26”, un progetto che mette al centro il rapporto diretto tra artista, strumento e ascoltatore. Dopo il successo delle tappe all’estero, il concerto si presenta come un ritorno essenziale al pianoforte, vissuto come spazio di ascolto profondo e riflessione. Il repertorio alterna pagine celebri e nuove suggestioni, attraversate da una sensibilità rinnovata. Un racconto musicale intimo e intenso, pensato come celebrazione della bellezza e del miracolo della vita. Il concerto diventa così un atto di condivisione più che di performance.
Dan Peterson raccontato al cinema Arlecchino tra sport e memoria
Omaggio a una delle figure più iconiche dello sport italiano alla Cineteca Arlecchino, in via San Pietro all’Orto 9, con docufilm e talk “Dan Peterson: Per sempre numero uno”. Alle 18.30 la proiezione della pellicola, novità del 2025, che ripercorre la carriera dell’allenatore e commentatore che ha segnato la storia del basket. Dall’Italian Basket Hall of Fame alle grandi stagioni sulle panchine più prestigiose, il racconto attraversa sport e comunicazione. La regia è firmata da Luca Carcano con Silvano e Arianna Burloni. A introdurre il film è lo stesso Dan Peterson. Al termine è previsto un incontro con il pubblico. Peterson risponde alle domande e condivide aneddoti e riflessioni. Il film restituisce il ritratto di un protagonista capace di parlare a più generazioni. Un appuntamento tra cinema, sport e memoria collettiva.
Sabato 10 Gennaio
Pianoforte a quattro mani tra Schubert, Brahms e Liszt
Al Tempio Valdese, in via Francesco Sforza 12/a, un viaggio nel Romanticismo musicale prende forma con il recital per pianoforte a quattro mani “Itinerari romantici: fra intimismo e maestosità”, dalle 20.30 alle 23, nell’ambito della rassegna “Musica al Tempio”. Protagonisti i pianisti Daniele Defilippis ed Eric Tornabene. Il duo propone alcune delle pagine più intense dell’Ottocento europeo. In apertura la Fantasia in fa minore D. 940 di Franz Schubert, capolavoro di lirismo e dialogo pianistico. Seguono i Sedici Walzer op. 39 di Johannes Brahms, tra eleganza e intimità domestica. In chiusura Les Préludes di Franz Liszt, poema sinfonico n. 3 da Lamartine. Il brano è eseguito nella versione originale a quattro mani realizzata dallo stesso Liszt. Una serata dedicata alla ricchezza espressiva del pianoforte condiviso.
Un pomeriggio con Jonathan Glazer tra proiezione e talk
Alla Fondazione Prada nella sala Cinema Godard, in largo Isarco 2, si svolge una giornata dedicata a Jonathan Glazer, regista britannico celebre per videoclip di Blur e Radiohead e quattro lungometraggi premiati. Alle 15 è in programma la proiezione in originale, tedesco con sottotitoli italiani, con biglietto. Dalle 17.30, ingresso libero con prenotazione, il regista conduce una Masterclass sulle sue esperienze e tecniche cinematografiche. La sessione prevede analisi e approfondimenti sul processo creativo che celebra l’innovazione e l’impatto estetico della sua opera. Glazer condivide aneddoti sulla realizzazione dei film e dei video musicali dando spazio al pubblico per interagire e porre domande. L’iniziativa unisce visione e formazione, offrendo un’opportunità per appassionati e studenti di cinema.
Domenica 11 gennaio
“Echi dal fantastico”: concerto del giovane trio all’Umanitaria
Alla Società Umanitaria, via S. Barnaba 48, dalle 17 alle 19, nel Salone degli Affreschi, va in scena il giovane Blumen Trio, formato da Maria Cecilia Villani alla viola, Francesco Garibotti al clarinetto e Silvia Giliberto al pianoforte. Il concerto, parte della XLI stagione de I Concerti dell’Umanitaria, si intitola “Echi dal fantastico”. In programma le Märchenerzählungen op. 132 di Schumann, con i quattro pezzi per clarinetto, viola e pianoforte: “Lebhaft, nicht zu schnell”, “Lebhaft und sehr markiert”, “Ruhiges Tempo, mit zarter Ausdruck” e “Lebhaft, sehr markiert”. Segue Es war einmal di Widmann, cinque pezzi in stile fiaba per lo stesso organico. Chiude la serata Hommage & R. Schumann op. 15d di Kurtág, con clarinetto, viola, pianoforte e grancassa. Il trio porta una precisione tecnica, affiatamento e sensibilità artistica.
