LEGNANO – Sono dodici i ricorsi presentati al Tar sul Piano di governo del territorio del Comune di Legnano approvato in via definitiva lo scorso 12 giugno e per cui lunedì 11 novembre si sono chiusi i termini per i ricorsi. Per Palazzo Malinverni, che ne ha dato notizia oggi, venerdì 15, «i ricorsi impattano esclusivamente sulle aree dei ricorrenti, mentre tutto il resto delle previsioni contenute nel documento mantengono la loro validità».
Quattro ricorsi riguardano la mancata conferma degli ambiti di trasformazione (tre per l’ex AT1, ossia i terreni compresi fra via Novara, via Sardegna e via Romagna, e uno per parte dell’ex AT9, ossia il terreno cui si accede da via Caboto e a ridosso dell’A8), due riguardano la richiesta di riconferma di previsioni urbanistiche che risalgono a convenzioni stipulate nel 2006 (convenzione decaduta nel 2020 e che insiste su via Montelungo) e nel 2008 (che riguarda i terreni occupati un tempo dall’azienda Andrea Pensotti fra le vie Firenze, San Bernardino, viale Sabotino e via Pisa), altri due concernono due proprietà immobiliari di tipo residenziale cui è stata attribuita una valenza ambientale, uno mette in discussione l’attribuzione di valore storico a un edificio nel comparto ex Mottana, uno riguarda la richiesta di riperimetrazione del piano attuativo di via delle Azalee, uno la viabilità interna all’AT5 e AT6 (aree del tutto o in parte di proprietà di Franco Tosi Meccanica Spa) e l’ultimo, che riguarda l’AT4 di viale Liguria, si concentra sulla riduzione delle volumetrie e sulle destinazioni ammesse.
L’assessore: «Confermata la bontà dell’impianto complessivo»
«In linea generale – commenta Lorena Fedeli, assessore alla “città futura” – la maggior parte dei ricorsi riguardano gli ambiti di trasformazione, mentre altri AT come quelli dell’ex Franco Tosi in mano all’amministrazione controllata, del vecchio ospedale e dell’ex caserma di via Cadorna, su cui l’amministrazione ha apportato importanti modifiche, non hanno registrato ricorsi. Quattro ricorsi riguardano ambiti di trasformazione su suolo agricolo, quindi aree di espansione della città cui l’amministrazione ha riconosciuto una valenza ambientale e che non ha voluto riconfermare: questo nella logica, determinante per il Pgt approvato, della riduzione del consumo di suolo, imposto anche dalla normativa sovraordinata, e della rigenerazione del patrimonio dismesso.
«È una logica, quella della tutela del territorio, applicata anche per le modifiche introdotte nell’AT4 (via Liguria) dove sono state diminuite le possibilità edificatorie e sono state ammesse altre destinazioni, escludendo così la possibilità di realizzare un enorme centro commerciale. Altri due ricorsi riguardano piani attuativi storici per cui da quasi vent’anni si attendeva lo sviluppo e tuttora inattuati; per questi l’amministrazione ha deciso di modificare le logiche pianificatorie in considerazione del tempo trascorso e ravvisando la necessità di un riallineamento di queste parti della città alle nuove logiche del Pgt. Per il comparto Franco Tosi rilevo che si ripropongono richieste già emerse in sede di confronto tra amministrazione e proprietà e cui riteniamo di aver già dato risposta, anche in sedi pubbliche. Alla luce di tutto ciò – tira le somme Fedeli – il Pgt approvato conferma la bontà del proprio impianto complessivo».
Il consigliere: «La giunta mistifica la realtà»
Di diversa opinione il consigliere di minoranza Franco Brumana del Movimento dei Cittadini. «L’assessore Fedeli – osserva – ha dichiarato che i ricorsi al Tar confermano la bontà del nuovo Pgt e ha rilevato con soddisfazione che le aree della ex Franto Tosi, non interessate dall’attività produttiva in corso, dell’ex ospedale e della caserma non sono state oggetto dei ricorsi. Ciò significa solamente che in queste aree non viene ravvisato un interesse delle proprietà ad avviare cause; inoltre l’ex ospedale e la caserma sono di proprietà demaniale. Non significa, invece, che le soluzioni adottate siano confacenti all’interesse pubblico.
«Non hanno proposto ricorsi i piccoli proprietari delle zone edificate, vessate da disposizione limitative, di cui si renderanno conto nel momento in cui riterranno di compiere piccole opere di adeguamento. Non hanno presentato ricorso coloro che hanno conseguito enormi e insperabili benefici edificatori: evidentemente ne sono contenti, anche se comportano gravi inconvenienti alla città. Per esempio si possono ricordare la valanga di 120.000 metri cubi di cemento tra via San Bernardino e il cimitero, il grattacielo nella ex Manifattura, il centro logistico che intaserà di camion la Saronnese e che sarà realizzato su un’area verde, i 90.000 metri quadri di parco fotovoltaico a terra da insediare su un grande prato, l’invasione di supermercati e lo spreco di aree verdi. Ha invece presentato ricorso la Franco Tosi Meccanica – conclude il consigliere civico – per difendersi da un Pgt assurdo che impone restrizioni tali da provocare la chiusura della fabbrica. In proposito non si può dimenticare che era stata diffusa ad arte la falsa notizia che Franco Tosi fosse d’accordo con il Comune».
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