LEGNANO – Contrasto all’isolamento sociale come priorità assoluta, intrecciato ad alcune emergenze strutturali: la non autosufficienza (preoccupazione principale per il 44% degli intervistati), da affrontare con maggiore integrazione fra servizi sociali, sanitari e sociosanitari per interventi rapidi e personalizzati; le ingiustizie economiche, come i bassi salari che erodono il potere d’acquisto in un territorio ad alto costo della vita (il 43% degli intervistati); l’evasione fiscale che drena risorse alla comunità e all’ente locale (41%). Sono le principali emergenze a Legnano in base ai risultati dell’indagine presentata oggi, giovedì 5 marzo, allo Spazio 27B nel convegno “Fragilità e comunità a Legnano. Nuove prospettive d’intervento contro l’isolamento sociale e la marginalità” (nella foto).
L’indagine condotta su Legnano, promossa dal sindacato pensionati della Cgil con Across Concept e il patrocinio del Comune, ha analizzato, attraverso 346 questionari e le interviste raccolte in un focus group, isolamento sociale e fragilità in un contesto di invecchiamento demografico e reti familiari indebolite, delineando punti di forza, criticità e proposte per un welfare più integrato e di prossimità.
Indagine su bisogni e soluzioni
Dalla domanda aperta del questionario, i cittadini legnanesi chiedono innanzitutto di rafforzare il welfare locale, con un focus sui servizi sanitari e sociosanitari (45% delle risposte), seguiti dal potenziamento della sicurezza territoriale (20%). Emergono anche urgenze come opportunità di lavoro, politiche giovanili, maggiore ascolto istituzionale, miglioramenti urbani (periferie, trasporti, traffico) e aggregazione sociale, ciascuno citato da circa il 10% degli intervistati. L’analisi rivela differenze territoriali: chi vive in centro e nelle zone semicentrali privilegia la richiesta di interventi per potenziare la sicurezza e le opportunità di socialità, mentre la periferia enfatizza la necessità di una maggiore presenza pubblica e più welfare.
«Il sindacato dei pensionati della Cgil – ha commentato Umberto Colombo, segretario generale dello Spi Cgil Ticino Olona – svolge da tempo in città attività di tutela previdenziale e di “sportello sociale” per aiutare pensionati, anziani e cittadini e dare un supporto concreto per le pratiche, in particolare relative a non autosufficienza, disabilità e servizi sociosanitari. Abbiamo recepito una sempre più urgente richiesta di supporto e rilevato un frequente timore di solitudine e isolamento sociale. Per questa ragione abbiamo deciso di proporre al Comune di Legnano, che poi ha patrocinato la nostra iniziativa, un questionario alla cittadinanza e un focus group con le realtà legnanesi, che indagassero maggiormente le nuove fragilità e potessero contribuire a costruire risposte efficaci».
Le risposte messe in campo in città
Per Federica Trapletti della segreteria di Spi Cgil Lombardia «ricerche come questa hanno per il nostro sindacato e la nostra categoria una doppia funzione: da un lato di avere una fotografia sempre aggiornata della popolazione e delle sue necessità, dall’altro di formulare proposte concrete e mirate, vicine ai bisogni reali dei cittadini, abitualmente tradotte in accordi di negoziazione sociale sottoposti all’attenzione degli enti locali».
Fra le risposte dell’ente locale per rompere la solitudine, il sindaco di Legnano ha ricordato i custodi sociali, la bibliocomunità, il consolidamento e il potenziamento dell’attività dei centri civici, la creazione e l’attivazione dello Spazio 27B. «Da questa ricerca – ha detto Lorenzo Radice – emergono alcuni possibili strumenti per affrontare il problema, alcuni molto semplici, la cui efficacia si dimostra appieno quando dalla sperimentazione si passa a strutturarli: è il caso dell’Estate gentile. Il punto è come dare continuità e come stabilizzare iniziative come i custodi sociali: quando il finanziamento regionale sarà concluso, ci sarà sempre il bisogno di entrare in contatto con i destinatari».
La ricerca in sintesi
Fra le misure per contrastare con maggiore efficacia le situazioni di isolamento sociale e marginalità a Legnano, la maggioranza degli intervistati (60%) spinge per potenziare la rete di vicinato, valorizzando figure già attive sul territorio come vicini e commercianti, mentre il 59% (e ben il 72% fra gli over 75) sostiene interventi proattivi come telefonate o visite periodiche a persone fragili note, in collaborazione con associazioni. Si evidenzia la necessità che si attivino punti di ascolto per famiglie a basso reddito (51%), offrendo supporto nella gestione del bilancio familiare, nell’accesso a microcredito e rateizzazioni, nella ricerca di alloggi economici e di opportunità di formazione o lavoro.
Tre proposte su sei per contrastare isolamento e fragilità gravi ottengono ampio consenso a Legnano, superando il 50% dei “molto d’accordo”. Il 60,4% spinge per potenziare e migliorare l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili, includendo compagnia, supporto psicologico e accesso a servizi sanitari-sociali. Il 51% appoggia un “kit di pronto intervento sociale” anti-burocrazia, con aiuti rapidi come microcredito, solidarietà alimentare, supporto psicologico, alloggi temporanei e trasporti in emergenza. Stesso 51% per il senior co-housing: appartamenti indipendenti (anche da edifici dismessi) con spazi comuni accessibili, per soli autosufficienti, promuovendo autonomia e inclusione.
Sì a giovani volontari in alloggi pubblici
L’interesse per stili di vita comunitari e collaborativi appare limitato, con un calo nel tasso di risposta e nella propensione a partecipare rispetto ad altre proposte. Solo il 18,7% si dice “molto interessato” alla coabitazione intergenerazionale tra anziani e giovani, e il 18,3% a quella tra pari, anche se circa il 30% esprime un interesse “abbastanza” elevato.
Sale al 24% chi approva l’assegnazione temporanea di alloggi pubblici a giovani in cambio di volontariato per l’assistenza alle persone più fragili e la cura di spazi comuni. L’adesione cresce con il portiere sociale (40,8% molto interessato), figura per mediazione e supporto, e con animazione fra vicini (circa 30%). Più tiepida la condivisione di risorse: 24,3% per gli orti comuni, 21,8% per l’assistente familiare condiviso, 18,6% per le lavanderie collettive.
Sul fronte della burocrazia, i risultati del questionario su Legnano rivelano difficoltà nel rapporto con i servizi pubblici: circa il 54% degli intervistati lamenta tempi di attesa eccessivi e procedure burocratiche complesse e lente, seguite da scarsa chiarezza delle informazioni (18,1%) e sensazione di non essere ascoltati (20,2%).
Infine, lo Sportello Sociale promosso da Spi Cgil, Comune e associazioni è visto come soluzione pratica: il 43,9% lo vorrebbe per consulenza su diritti e agevolazioni, il 42,1% per orientamento su sanità e assistenza, il 33,6% per aiuto con pratiche amministrative e il 36,8% per emergenze.
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