L’UPO apre l’anno accademico nel segno del “valore pubblico”

Università UPO inaugurazione cerimonia
Il rettore dell'UPO Menico Rizzi durante il suo intervento

VERCELLI – Un Teatro Civico gremito in ogni ordine di posto ha fatto da cornice, questa mattina a Vercelli, all’inaugurazione del XXVIII anno accademico dell’Università del Piemonte Orientale, l’ateneo tripolare con sedi a Novara, Vercelli ed Alessandria. Una cerimonia solenne che ha visto la partecipazione delle autorità, confermando il ruolo centrale dell’UPO non solo come polo formativo, ma come motore di sviluppo per l’intero quadrante del Piemonte Nord e oltre.

Un ateneo globale e inclusivo

Nel suo discorso inaugurale, il Rettore Menico Rizzi ha tracciato il bilancio di un ateneo in salute e in forte espansione. L’aumento delle immatricolazioni e la crescente presenza di studenti internazionali sono i segnali di un’attrattività che supera i confini regionali. «L’idea che ci guida è lavorare con un approccio di comunità per generare valore pubblico», ha dichiarato il professor Rizzi. «Siamo stati, siamo e vogliamo continuare a essere un ascensore sociale, in particolare per i nostri territori. L’augurio è di lavorare per il bene comune con coraggio e amore». Il Rettore ha poi posto l’accento sul potenziamento della ricerca scientifica, della formazione clinico-sanitaria e sull’espansione dei servizi residenziali, pilastri fondamentali per il diritto allo studio.

Solidità e futuro

La sfida organizzativa è stata invece il cuore dell’intervento della Direttrice Generale, Mahée Ferlini, che ha delineato la strategia per il 2026. L’obiettivo è il passaggio dalla progettazione al consolidamento operativo, puntando su tre asset: razionalizzazione delle regole, infrastruttura digitale e valorizzazione del personale. «Serve un’organizzazione robusta, capace di adattarsi plasticamente e di uscire da uno stato di emergenza permanente», ha sottolineato Ferlini.

La voce degli studenti

Particolarmente toccante la testimonianza di Joyce Djoussi, studentessa al sesto anno di Medicina e Chirurgia, che ha rappresentato la comunità studentesca. Djoussi ha descritto l’università come un «ponte tra culture», ricordando le sfide burocratiche degli studenti internazionali e lodando gli strumenti di integrazione messi in campo dall’UPO per abbattere le distanze e favorire la coesione sociale.

L’intervento del prof. Mantovani

La lezione di Alberto Mantovani

Il momento centrale della mattinata è stato la prolusione del professor Alberto Mantovani, luminare di fama mondiale, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca e Professore Emerito presso Humanitas University. Mantovani ha affascinato la platea parlando del sistema immunitario come di un’orchestra complessa, invitando i giovani ricercatori a esplorare l’“ignoroma”, quel 15% del genoma umano di cui ancora non conosciamo il significato. Il professore ha lanciato anche moniti importanti sulla salute pubblica: dal dramma della carenza di vaccini nel mondo all’emergenza dell’obesità infantile in Italia, definita una minaccia per la sostenibilità del sistema sanitario nazionale.

Il parterre

A testimoniare il prestigio dell’UPO, la presenza in sala dei vertici di numerosi atenei italiani, tra cui l’Università e il Politecnico di Torino, l’Università dell’ Insubria, la LIUC Carlo Cattaneo di Castellanza, Bergamo, Pavia e rappresentanze da Napoli, Perugia, Lecce e Catania.

La cerimonia si è conclusa ufficialmente con la dichiarazione di apertura dell’anno accademico 2025-2026, accompagnata dalle note dell’inno universitario “Inter Bono Meliores” eseguito dal Coro UPO.

 

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