LEGNANO – Pubblichiamo la replica del portavoce del Centro Pertini-Il Salice di Legnano (nella foto) al consigliere comunale Franco Brumana in merito alla polemica sollevata da questi, in seguito a un articolo di Malpensa24, sui costi, interamente coperti dall’amministrazione comunale, della prossima edizione del District Festival.
Gentile avvocato Brumana,
ho letto le sue considerazioni sul District Festival e mi sento di risponderle in modo chiaro. Come portavoce del gruppo “Il Salice Giovani” vorrei innanzitutto raccontarle cos’è davvero il Centro Pertini-Il Salice. Non è semplicemente un luogo che ogni tanto apre le porte per qualche evento, ma uno spazio vivo e pulsante che resta aperto sette giorni su sette, dove ci si incontra per un caffè al bar, si seguono corsi, conferenze, concerti, spettacoli, attività del centro di aggregazione giovanile o anche solo per una pizza in compagnia. In questi dodici anni abbiamo portato avanti migliaia di iniziative, tutte costruite insieme e tutte pensate per dare a Mazzafame non solo un punto di ritrovo, ma un vero motore di crescita sociale. Il quartiere, in questi anni, è cambiato e migliorato anche grazie a questa energia collettiva.
Culmine di una preziosa attività culturale e sociale
Il District Festival è la festa che ogni anno celebra proprio questo percorso. Non è un lusso, né un vezzo, ma il momento in cui il lavoro quotidiano trova un’espressione pubblica, aperta e gratuita per tutti. È un festival che dà a Mazzafame e a tutta Legnano un evento di portata nazionale senza biglietti d’ingresso, capace di far incontrare residenti, cittadini e persone che arrivano anche da fuori città, portando nuova linfa al quartiere e facendone scoprire la bellezza. Ecco perché mi sorprende che ci siano dubbi sul suo valore: passando al Centro Pertini-Il Salice è evidente e sotto gli occhi di tutti la qualità del lavoro svolto e la ricchezza di multiculturalità che ogni giorno riempie quello spazio. Saremmo felici di poterla accogliere e parlarne di persona.
Parlando più concretamente come membro del consiglio di amministrazione della cooperativa Italia Sahel Lavoro, che gestisce il centro insieme ad Albatros, qui il punto centrale è semplice: non facciamo impresa, non inseguiamo profitti. La cooperativa ha sei dipendenti fissi che non sono numeri, ma storie di vita: persone con disabilità, disoccupati di lunga durata, uomini e donne con permesso di soggiorno. La nostra missione è dare loro un lavoro e, con esso, una possibilità concreta di inclusione. Il contributo comunale che lei cita non è quindi un “regalo” ma un investimento che permette a questo progetto sociale di continuare a crescere e, attraverso il Festival, di restituire alla città cultura, partecipazione e senso di comunità.
Momento di festa per tutti
Per noi il District non è un palcoscenico isolato, ma la naturale conseguenza di un lavoro quotidiano che da dodici anni anima e rafforza il quartiere. È il modo in cui una comunità intera sceglie di festeggiare sé stessa e di aprirsi al mondo.
Con l’augurio di poterla incontrare presto al Centro Pertini-Il Salice, la saluto cordialmente.
Riccardo Meraviglia
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