Di Sarah Zambon
LEGNANO – La seduta di ieri, martedì 9 luglio, del Consiglio Comunale di Legnano è stata piuttosto “calda” e non solo per i condizionatori che non riuscivano a raffrescare adeguatamente l’aula: tra i banchi dell’opposizione, era presente fisicamente solo il dottor Franco Colombo, assenti l’avvocato Brumana e Carolina Toia e gli altri consiglieri collegati da casa. Venti su 24, quindi, i partecipanti alla convocazione di ieri.
Come da consolidata tradizione, il buongiorno si è visto dal mattino, con delle dichiarazioni d’apertura pungenti da parte di Letterio Munafò e soprattutto di Francesco Toia, che ha bacchettato l’amministrazione comunale, accusandola di non impegnarsi per lo sviluppo del territorio e di non applicare correttamente le regole della democrazia, evitando il confronto politico.
Tasto dolente, – letteralmente -, il sistema di intervento e votazione da remoto, che ha mostrato diverse lacune di funzionamento, causando inevitabili polemiche.
Il presidente Silvestri ancora contestato
Prenotazioni invisibili e interventi negati: Toia e Munafò hanno lamentato il malfunzionamento del software messo a disposizione dal Consiglio per partecipare da remoto alle sedute, puntando il dito contro il presidente Umberto Silvestri: «ha trovato il modo per non far parlare nessuno: ci è riuscito, presidente. Lo sto provando questa sera: è un sistema alla sua bassezza», ha tuonato Francesco Toia (Toia Sindaco) dopo la votazione sulla variazione al bilancio di previsione 2024-2026, atta a permettere l’applicazione dell’avanzo di amministrazione. Il consigliere avrebbe voluto effettuare la sua dichiarazione di voto, ma qualcosa è andato storto: «è mezz’ora che mi sbraccio, ho prenotato l’intervento, non mi ha dato la parola, è andato avanti con la votazione e fa finta che io non voti», ha proseguito: «ha stufato».
Silvestri si è difeso dicendo di non aver visto nessuna prenotazione, cosa che ha ovviamente scatenato ulteriori reazioni da parte dei due consiglieri che si sono sentiti esclusi dal dibattito: «se guarda il soffitto, è ovvio che non vede che alzo la mano. L’abbiamo chiamata in tre, ma capta solo chi vuole lei. Se lo faccia lei, voti da solo e voti anche per me, visto che è tanto democratico. E’ il modo migliore per imbavagliare qualsiasi cosa. Ha voluto lei questo sistema, non io. In aula insulta, a casa fa finta di non vedere. E’ un sistema fatto apposta per far regnare Silvestri sul Consiglio», ha concluso.
Sistema inefficace
Di fronte alla richiesta del presidente di effettuare comunque il proprio intervento, Toia ha sottolineato che effettuare una dichiarazione di voto a votazione già avvenuta sarebbe stato assurdo e Munafò ha lamentato lo stesso problema: «o siete disattenti o questo sistema è inefficace e va eliminato».
Strappi troppo profondi
La radice del problema sembra essere il ritardo nell’attivazione del comando che permette di prenotare il proprio intervento: se viene richiesto anche solo un paio di secondi dopo l’apertura della sessione di voto, il turno di intervento va perso. Il presidente del Consiglio Comunale ha quindi assicurato che per le votazioni future avrebbe atteso più a lungo prima di dare il via alle votazioni. Il consigliere Toia ha dichiarato che sulla sua schermata non compariva nemmeno il tasto per votare. Anche questa volta, quindi, le polemiche hanno accompagnato la discussione dei punti all’ordine del giorno, segno che non è ancora possibile ricucire strappi divenuti ormai troppo profondi.
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