LEGNANO – Una rete di persone munite di defibrillatore, pronte ad accorrere in caso di arresto cardiaco. È l’iniziativa presentata questa mattina, sabato 15 marzo, al Castello di Legnano dall’associazione 60milavitedasalvare e resa possibile grazie al contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia. I “first responder” (come quelli nella foto sopra; sotto, gli apparecchi a loro disposizione) sono per ora una ventina, tanti quanti gli istruttori dell’associazione, ma l’obiettivo del presidente Mirko Jurinovich è cercare di ampliarne il più possibile il numero sul territorio, con il sostegno delle istituzioni locali.

Uomo salvato con il Dae negli stessi minuti
Proprio mentre si svolgeva l’evento nella Sala Previati del Castello, un uomo di 67 anni è stato colpito da arresto cardiaco in un bar a Robecchetto con Induno. Lanciato l’allarme al 112, gli operatori hanno dato istruzioni ai presenti su come eseguire il massaggio cardiaco e recuperare un defibrillatore pubblico collocato lì vicino. Due scariche dell’apparecchio hanno fatto ripartire il cuore dell’uomo, le cui condizioni sono state poi stabilizzate dall’équipe sanitaria dell’elisoccorso prima del trasporto all’ospedale San Raffaele di Milano.
«Il primo problema in caso di emergenza – ha osservato Jurinovich – è far sapere dove si trova il defibrillatore più vicino. Con questa iniziativa rimediamo in parte, introducendo una nuova e importante risorsa nella lotta all’arresto cardiaco che incrementa in notevole misura il livello di sicurezza dei cittadini dell’Alto Milanese. I nostri istruttori saranno attivabili in tempi rapidi dalla centrale di soccorso. Per poter essere concretamente efficace, la nostra azione dovrà essere spinta e sostenuta dalla comunità e dalle amministrazioni locali e per questo motivo abbiamo invitato alla presentazione i sindaci del Patto Alto Milanese e i rappresentanti della società civile».
Sindaci per l’attuazione della legge 116/2021
Hanno raccolto l’invito il presidente della Protezione civile di Legnano Giuliano Prandoni, presente con numerosi volontari, il neopresidente di Associarma Legnano Giorgio Piccioni – che proprio con un defibrillatore è stato salvato in passato da un attacco cardiaco che lo ha colto in strada e mandato in coma per venti giorni – oltre ai sindaci Nuccia Berra (Cerro Maggiore), Matteo Modica (Canegrate), Arconte Gatti (Vanzaghello) e al vicesindaco di Legnano Anna Pavan.

Modica, che è anche presidente del Patto dei sindaci dell’Alto Milanese, ha annunciato che alla prossima riunione sarà presentato un ordine del giorno per esortare l’approvazione dei decreti attuativi della legge 116 del 2021, che permette a chiunque di utilizzare i defibrillatori anche senza aver seguito un corso di formazione. La mancanza di tali decreti impedisce, ormai da anni, l’applicazione concreta della legge, che ha enormemente ampliato sulla carta il novero dei potenziali soccorritori in caso di necessità. La Regione Emilia-Romagna, dal canto suo, ha precorso i tempi introducendo nel 2017 un’app che dà l’allerta a chiunque vi sia iscritto e si trovi nelle vicinanze del luogo dove viene segnalata l’emergenza, così da poter intervenire nel più breve tempo possibile: proprio il fattore tempo, limitato a pochi minuti, è decisivo per l’esito positivo dell’utilizzo dei Dae.
Apparecchio donato da EMD 112 alla Prociv di Legnano
Nella stessa mattinata è stato donato un defibrillatore al Gruppo di Protezione civile di Legnano (qui sopra) nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione promossa dall’azienda EMD 112 del ceo Simone Madiai, che ha come testimonial il content creator 26enne Davide Patron, intervenuto con un breve video (sotto). Patron è divenuto popolare sui social grazie alle sue lezioni di inglese “in pillole” e anche lui è stato vittima di un arresto cardiaco lo scorso anno mentre si trovava su un treno fermo alla stazione di Londra, dove vive, e salvato con l’impiego di un Dae da un vigile del fuoco casualmente presente.

legnano defibrillatori dae 60milavitedasalvare – MALPENSA24