LEGNANO – Tra poche ore prenderanno il via le Giornate d’Autunno del Fai (sopra, il manifesto ufficiale), lodevole iniziativa del Fondo per l’ambiente italiano nata 15 anni fa per raddoppiare il successo quelle di Primavera, che datano dal 1993. Ma sarebbe inutile scorrere il pur nutrito elenco di località sul sito ufficiale della fondazione per cercarne anche solo una nell’Alto Milanese: dei ben 700 luoghi aperti alle visite con contributo libero in 350 città italiane, nessuno è sul nostro territorio. I più vicini sono a Novate Milanese (la Fonderia Artistica Cubro) e a Mesero, dov’è in programma un tour cittadino del borgo. Invano se ne cercherebbe uno a Legnano e dintorni, o nel Castanese.
Eppure, nell’edizione di un anno fa era possibile visitare gratuitamente, accompagnati dai volontari Fai e dagli apprendisti ciceroni dell’Iiss “Giuseppe Torno”, il palazzo municipale di Villa Rusconi e il museo civico di Castano Primo, con la “Via Crucis” di Gaetano Previati. Mentre nella scorsa primavera i luoghi aperti in via eccezionale al pubblico nel Legnanese erano diversi: a Legnano l’Istituto “Barbara Melzi” e a Busto Garolfo Villa Rescalli Villoresi, cui si aggiungevano Villa La Valera ad Arese, l’Attrezzeria Rancati a Cornaredo e il palazzo municipale di Rho.
Tanti i luoghi visitabili in passato
Nel fine settimana entrante, invece, l’Alto Milanese resterà a secco, proprio come accadde nelle Giornate Fai di Primavera del 2025. E pensare che ancora nell’autunno del 2023 si poteva scegliere fra tre siti: il Museo Fratelli Cozzi a Legnano, Villa Verganti Veronesi a Inveruno e la chiesa di Santa Maria in Binda a Nosate. Speriamo solo che i mancati “frutti” di questa stagione non abbiano a ripetersi nelle prossime edizioni dell’evento.
Del resto, nell’Alto Milanese non mancano certo edifici storici pubblici e privati, testimonianze di archeologia industriale, raccolte e collezioni di ogni genere e ancora monumenti religiosi e civili tanto preziosi quanto raramente accessibili, e che proprio una manifestazione come le Giornate d’Autunno del Fai può svelare al pubblico; per non parlare dei tanti siti aperti e visitabili, ma che l’accompagnamento di guide preparate può far riscoprire e apprezzare in maniera unica. Per un territorio che ambisce ad aprirsi ai visitatori da fuori e a valorizzare il proprio patrimonio storico artistico culturale, insomma, un’occasione persa.
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