«Rischi per la salute, Legnano sospenda l’attività dell’inceneritore di Borsano»

borsano inceneritore neutalia

LEGNANO – Procedere nei confronti di Neutalia, proprietaria dell’inceneritore di Borsano, con «tutti gli interventi più opportuni ed efficaci per conseguire la sospensione dell’attività dell’impianto». È quanto chiede una mozione presentata oggi, venerdì 17 gennaio, dal consigliere comunale civico di Legnano Franco Brumana «per aprire la discussione – spiega – in consiglio comunale sull’inceneritore. Non è più possibile supporre che non vi sia un grave rischio per la salute degli abitanti della zona vicina all’inceneritore e pertanto non vi possono essere giustificazioni nel trascurare questo rischio ormai noto e nel non assumere adeguate misure di prevenzione».

La mozione prende le mosse dai risultati dell’indagine epidemiologica di Ats resa nota giusto una settimana fa, per prima, dalla stessa società che gestisce l’impianto. Risultati che, a un’attenta lettura, disegnano un quadro tutt’altro che positivo nel territorio intorno all’inceneritore. Senza contare che, come osserva il consigliere di un altro comune, stavolta di maggioranza, «il report dell’Ats conclude che non è possibile dimostrare un nesso causale diretto tra le emissioni del termovalorizzatore Neutalia e gli effetti sanitari osservati. Tuttavia, questa affermazione deve essere interpretata con cautela, in quanto l’assenza di evidenza esplicita non equivale all’assenza di un legame. Alla luce dei dati riportati e delle conoscenze scientifiche disponibili, è opportuno adottare un approccio prudente basato sul principio di prevenzione. Non dimostrare un nesso causale esplicito – insiste il consigliere, che preferisce restare anonimo – non significa che un legame non esista. Questo è particolarmente vero in contesti complessi come quello del termovalorizzatore Neutalia».

Che cosa dice davvero l’indagine di Ats

Per analizzare l’indagine – di difficile lettura dal punto di vista tecnico – un altro consigliere comunale, Emanuele Fiore di Busto Arsizio, ha chiesto di coinvolgere l’esperto a suo tempo indicato dal comitato No Inceneritore, il professore Paolo Crosignani. Quel che si desume con certezza è quanto segue. L’inceneritore di Borsano ha ricadute su 32 comuni della provincia di Milano e 19 della provincia di Varese, dove dal 2017 al 2019 si sono registrati 14.602 decessi, con eccessi di rischio per tutti i tumori per i soggetti a maggiore esposizione di polveri totali (PTS) e degli ossidi di azoto (NOx), gli inquinanti principali che si formano nei processi di combustione.

Nell’indagine, svolta mediante l’utilizzo di simulazioni, a partire dal campo meteo della zona relativo al 2017 e alle emissioni a camino dell’impianto nel 2019, sono state stimate le ricadute al suolo annue medie per i due principali traccianti (NOx e PTS) di esposizione alle ricadute delle emissioni. La popolazione oggetto dello studio è rappresentata da tutti i residenti in un raggio di 20 km dall’impianto; è stata, inoltre, effettuata una caratterizzazione del territorio sulla base di altre fonti emissive (industriali, domestiche e da traffico; stranamente, nella ricerca non si fa alcun cenno all’aeroporto della Malpensa). Nella popolazione in studio sono stati ricostruiti i principali esiti di salute: mortalità, ricoveri, accessi in pronto soccorso per tutte le cause e cause specifiche, consumo di farmaci e assistenza al parto.

Risultati: salute peggiorata, soprattutto nell’Alto Milanese

La buona notizia è che non si rilevano gli eccessi di mortalità cardiovascolare evidenziati nell’indagine precedente tra la popolazione ad alta esposizione a polveri totali e Nox; la cattiva, che si rilevano eccessi di mortalità per tutte le cause tumorali sia correlate che non correlate alle esposizioni ambientali. Fra i soggetti ad alta esposizione a NOx si osserva un aumento dei ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie; per gli accessi al pronto soccorso si evidenzia un eccesso per tutti gli accessi e per gli accessi per cause naturali (quindi escludendo quelli per traumi) tra la popolazione ad alta esposizione a polveri totali e NOx. Anche le prescrizioni farmaceutiche di farmaci del sistema respiratorio mostrano un aumento tra la popolazione altamente esposta a polveri totali e NOx.

Non vengono evidenziati eccessi per Ats Insubria, mentre per Ats Milano si rileva un eccesso di mortalità per tutti i tumori per alte esposizioni a NOx e PTS. Tuttavia, fanno notare gli autori dell’indagine, i confronti tra le due Ats sono influenzati dal numero limitato degli esposti appartenente ad Ats Insubria, un aspetto che potrebbe incidere sulla significatività degli andamenti osservati.

DECESSI. L’analisi differenziata per genere mostra un eccesso di rischio di decesso per tumori nei soli maschi, mentre per le donne si osserva l’aumento significativo dei tumori linfatici. Nel complesso si rilevano eccessi per i decessi sia per i tumori causa-specifici che per tutti i tumori per la popolazione soggetta ad alte esposizioni a PTS e a NOx.

RICOVERI. Si osserva un aumento di rischio di ricovero per cause respiratorie tra gli altamente esposti a NOx.

ACCESSI IN PS. Si rilevano aumenti fra gli esposti rispetto ai non esposti per gli accessi per tutte le cause e per cause naturali; andamenti simili si rilevano per tutti i codici di triage. Per quanto riguarda gli accessi pediatrici, si osserva un aumento significativo degli accessi in codice rosso e giallo per gli altamente esposti ad entrambi gli inquinanti. L’analisi per territorio risulta essere particolarmente disomogenea, mostrando eccessi soprattutto in Ats Insubria, potenzialmente legata a una differente gestione territoriale della sintomatologia respiratoria nel paziente pediatrico tra i due territori.

CONSUMO DI FARMACI. Le popolazioni altamente esposte risultano avere un rischio maggiore di consumo di farmaci per il sistema respiratorio; tale andamento non è però riscontrato nella popolazione pediatrica. Nei due territori, ancora una volta, l’andamento è diverso: aumenti di consumo vengono evidenziati solo nell’Ats Insubria, sebbene non significativi. Anche queste differenze potrebbero essere spiegate in termini di diverso approccio territoriale alla prescrizione di farmaci respiratori.

CONFRONTO CON L’ANALISI SVOLTA NEL 2017. Rispetto all’analisi condotta nella valutazione del 2017, non si confermano gli eccessi di rischio per i ricoveri per cause cardiovascolari, mentre si evidenziano eccessi di mortalità per tutte le cause e cause tumorali, oltre a ricoveri per malattie respiratorie fra i soggetti residenti nei territori a più alta esposizione. Occorre tuttavia sottolineare che i rischi osservati non sono direttamente associabili con un nesso di causalità con le ricadute dell’inceneritore, anche considerando che i rischi comunque non aumentano all’aumentare dell’esposizione agli inquinanti.

Ad esempio, per quanto riguarda le cause di decesso, le percentuali rispetto alla popolazione risultano perfettamente in linea tra i non esposti a NOx e PTS, i cittadini poco esposti e quelli ad alta esposizione. Nel caso di patologie respiratorie, la percentuale è dello 0,1%: in cifre assolute, 674 a fronte di 454.797 non esposti a NOx, 69 contro 46.863 a bassa esposizione e 39 contro 30.575 ad alta esposizione. Lo stesso dicasi per le polveri sottili (PTS): fra i non esposti, i decessi sono stati 672 a fronte di 454.132, fra i residenti a bassa esposizione 73 contro 49.069 e fra quelli ad alta esposizione 37 a fronte di 29.034.

La costanza delle percentuali dei decessi si riscontra parimenti per tutte le citate categorie di persone anche per i decessi dovuti a malattie cardiovascolari (0,4%), per patologie tumorali (0,9%), tumorali specifiche (0,6%) e tumori del sistema emolinfopoietico (prossimi allo 0).

Conclusioni

I dati suggeriscono l’esistenza di fragilità nella popolazione residente nelle aree di maggior esposizione alle ricadute delle emissioni dell’inceneritore ed evidenziano la presenza di una disomogeneità territoriale tra le due province per alcuni esiti (la popolazione più esposta è quella della Ats di Milano), suggerendo la possibilità di attuare interventi di mitigazione differenti nei due territori. Lo studio evidenzia altresì alcuni eccessi di rischio, ma tenendo conto che alcuni dei rischi rilevati non mostrano un trend all’aumentare dell’esposizione, non è possibile dimostrare un nesso causale tra gli eccessi osservati e le ricadute dell’inceneritore. Infine, lo studio suggerisce di considerare anche altri fattori di rischio da esso non indagati, come abitudine al fumo, consumo di alcol e stili di vita.

Studio epidemiologico, i No Inceneritore: «Poca trasparenza. E Neutalia sbaglia»

legnano inceneritore salute neutalia – MALPENSA24
Visited 345 times, 1 visit(s) today