Omicidio Potincu, la difesa di Mostoni: «Va assolto». Chiesto risarcimento per un 1,4 milioni

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BUSTO ARSIZIO – La difesa di Andrea Mostoni ha chiesto l’assoluzione nel processo per l’omicidio aggravato di Vasilica Potincu, la donna trovata morta il 25 maggio dello scorso anno in un appartamento di via Stelvio a Legnano. Per l’operaio di Robecco sul Naviglio, a processo davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio, la Procura ha chiesto l’ergastolo, mentre le parti civili hanno avanzato richieste di risarcimento per oltre un milione 400mila euro: poco più di 400 mila euro per il figlio della vittima, circa 370 mila euro per l’ex marito e 700 mila euro complessivi per la madre e la sorella.

Nessun elemento

Nella sua arringa, l’avvocato Emanuela Re ha sostenuto che il dibattimento non avrebbe fornito prove sufficienti per dimostrare le contestazioni dell’accusa in relazione agli atti persecutori. Secondo la difesa, non vi sarebbero elementi che attestino lo stato di paura o depressione della vittima, né messaggi minatori, pedinamenti o altre condotte persecutorie attribuibili all’imputato.

No alla premeditazione

La difesa ha inoltre escluso la premeditazione, sostenendo che, qualora Mostoni fosse stato l’autore del delitto, si sarebbe trattato di un’azione d’impeto. Ha contestato anche la ricostruzione dell’accusa sul coltello, sull’uso di guanti e sul messaggio WhatsApp ritenuto funzionale alla costruzione di un alibi.

La ricostruzione alternativa

Quanto alle tracce di sangue trovate sugli abiti dell’imputato, il legale ha sostenuto che potrebbero essere compatibili con un contatto con la vittima già ferita e non dimostrerebbero che sia stato Mostoni a colpirla. Infine, la difesa ha prospettato una ricostruzione alternativa, ipotizzando che l’imputato possa aver trovato Potincu già morta e ribadendo che non sarebbe possibile escludere il coinvolgimento di altre persone.

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