LEGNANO – Il Germoglio di Bianca continua a fiorire. E arricchisce l’ospedale di Legnano di nuove apparecchiature e decorazioni. «Con l’integrazione fra diversi enti nata dalla scintilla di Bianca, si è arrivati a un traguardo che non immaginavamo» ha ammesso il direttore medico dell’ospedale Eugenio Vignati oggi, mercoledì 26 novembre, alla presentazione (nelle foto) delle ultime opere realizzate in nome di Bianca Ballabio, la studentessa di medicina scomparsa in un incidente stradale a cui i genitori Michela e Massimo hanno intitolato una Fondazione . Questa, insieme alla Fondazione dei quattro ospedali e ai Lions Club di Legnano Carroccio, Host e Castello Le Robinie hanno donato al reparto di ginecologia/ostetricia diretto da Guido Stevenazzi un ecografo (sotto) e due letti attrezzati (come quello nella foto in alto, con il ginecologo e dirigente medico Francesco Pantano) anche per parti difficili.
«La nostra operazione più importante, a parte il Covid – ha rimarcato il presidente della Fondazione dei quattro ospedali Norberto Albertalli – che ha richiesto alcuni anni ed è costata 250.000 euro, di cui 75.000 ricevuti dalla Fondazione Ballabio, 40.000 dai tre Lions Club e il resto da noi e dall’Asst». L’ennesimo risultato della «collaborazione e unità di intenti – ha sottolineato il direttore generale dell’Asst Ovest Milanese Francesco Laurelli, presente insieme al direttore sociosanitario Giovanni Guizzetti – Qui c’è un rapporto simbiotico tra cittadini e ospedale, che ha sempre bisogno della vicinanza della comunità in cui opera. Oltre ai letti e alle tecnologie non sottovalutiamo gli aspetti decorativi, per curare anche l’aspetto non strettamente sanitario rendendo l’ambiente dove si partorisce più sicuro e accogliente».
Donati nuovi strumenti e decorazioni

Lo stesso reparto, infatti, può fregiarsi degli abbellimenti del liceo artistico Dell’Acqua: disegni sui muri con ceramiche in rilievo (sopra) realizzati dallo studente Luca Riva con la supervisione del professore Fabrizio Paolini. Lo stesso liceo ha donato al reparto un ritratto di Bianca (in basso) che sarà appeso all’ingresso del reparto. «Bianca ci sta aiutando tantissimo – ha ripreso Vignati – Grazie a papà Massimo e a mamma Michela per l’umanizzazione di questa unità operativa molto delicata. Il parto non è una malattia ma è un momento difficile per le donne: questi strumenti sempre più all’avanguardia fanno la differenza, perché aumentano la capacità di assistenza a donne e neonati, come l’abbellimento di strutture altrimenti fredde e asettiche e che così, invece, diventano più familiari e gradite dalle pazienti. I disegni e i colori da cui saranno circondate nascono da ragione e sentimento, i ragazzi del liceo vi hanno lavorato con il cuore. Mi permetto di dire – ha aggiunto il direttore medico dell’ospedale legnanese – che qualche idea l’abbiamo ancora, non disperdiamo questo patrimonio di generosità e creatività».

In effetti, fra i presenti è proseguito anche in corsia il confronto con l’avanzare nuove proposte di collaborazione. Intanto il reparto ha già superato i 1.051 parti registrati nel 2024, arrivando a toccare oggi i 1.054 da inizio anno. Circostanza toccante, la puerpera numero mille del 2025 è una cara amica di Bianca.
Papà Massimo: «Per noi si chiude un cerchio»

«Per noi simbolicamente si chiude un cerchio – ha sottolineato papà Massimo – Quando ci fu proposto questo progetto non abbiamo tentennato a intervenire. Io e mia moglie stiamo reagendo alla tragedia con qualcosa che è esattamente l’opposto. Ci sono piaciuti sia il progetto che il nome (“Il Germoglio di Bianca”, idea del dottor Vignati) e strada facendo abbiamo trovato l’allineamento di tutte le parti coinvolte». Fino al prossimo germoglio, ora ancora un seme che attende solo di germinare.
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