LEGNANO – «Sabato sera ho detto a Zedde: mi raccomando, fai il Gingillo. E poi la somma di 2+0+2+5 fa sette, quindi era destino». Mattia Landi, giovane capitano della Contrada Sant’Ambrogio, è ancora visibilmente emozionato. Ventiquattr’ore dopo la vittoria al Palio di Legnano, la festeggia nella Sala degli Stemmi di Palazzo Malinverni (nelle foto) piena di suoi contradaioli, giovani e meno giovani. «Bello vederci tutti uniti e tutti felici, non ho mai provato questa sensazione, è tanta roba. Nella corsa ci sono sempre dei favoriti, ma in un secondo può cambiare tutto: il Palio è questo. Abbiamo sfruttato le occasioni che si sono presentate, sono davvero contento di aver portato la vittoria a Sant’Ambrogio. Ieri, mentre portavo la Croce (che sarà collocata nel santuario di Santa Maria delle Grazie, nda) ero in un altro pianeta. Ho sfilato con l’abito nuovo, ha portato bene».
Bonito: «Movimento in cui ognuno fa la propria parte»

Presenti in sala le massime autorità paliesche, dal supremo magistrato, il sindaco Lorenzo Radice, al gran maestro del Collegio dei capitani e delle contrade Raffaele Bonito, al presidente della Fondazione Palio Luca Roveda (nella foto sopra). «Si è chiuso un mese straordinario – ha detto quest’ultimo – Abbiamo vissuto intense emozioni. Il bello del Palio è la sua diversità da un anno all’altro» mentre per Bonito «è stato bravo il fantino e brava la Contrada. Non a caso quest’anno, diversamente dal solito, nel giro delle Contrade sono venuto prima da voi… Ieri – ha proseguito il gran maestro – è stata una giornata pesante, lunga, intensa. Il tempo ci ha aiutato, c’è stata una batteria molto lunga. Il Palio è davvero qualcosa di imprevedibile.
«Dobbiamo ringraziare la Fondazione e la Famiglia Legnanese perché sono loro, con il Comune, a organizzare tutto quello di cui poi noi siamo attori. Siamo movimento, quello che ci tiene insieme è la passione comune, quando si tratta di dare il proprio contributo nessuno si tira indietro. E le Contrade sono luoghi dove si fa comunità, invito tutti ad avvicinarsi ad esse: vi si fa cultura, storia, relazioni, in questo la nostra città è un esempio di virtù perché tiene viva la tradizione con passione». Bonito ha quindi dato appuntamento al 14 giugno per la festa di chiusura del Collegio al Castello.
La Contrada: «Risultato inatteso, ma frutto di un percorso»

Quindi, parola al resto della reggenza gialloverde. Il gran priore Ermenegildo Pizzo: «La vittoria è la ciliegina sulla torta di un percorso fatto insieme cominciato nel 2021, creando una Contrada solida con valori, tradizioni, persone. Con queste basi non è stato complicato fare quello che stiamo facendo. Stiamo crescendo, la nostra è una Contrada a trazione giovanile e questo ci dà un grande futuro. Continuiamo così, senza fretta e senza sosta».

La castellana Giulia Restelli: «Come reggenza abbiamo contato sulla consapevolezza tra aspettative e quello che ci può essere. Alla fine è arrivato un risultato inaspettato, ancora non ho capito che cosa è successo… Per molti di noi l’esperienza di reggenti è nuova, ma abbiamo alle spalle radici solide. La vittoria di ieri è un traguardo bellissimo e indimenticabile. Continueremo a trasmettere valori e princìpi che solo le Contrade hanno nel cuore».
Infine, la gran dama Rosanna Garavaglia: «La vittoria è sempre una emozione incredibile, soprattutto quando arriva così: non credevamo di vincere, neanche io, perché non volevo uscire delusa. Ci dicevamo: un passo alla volta. L’abbiamo fatto e ora c’è stata l’esplosione di questa emozione incredibile. È stata la conclusione di giorni e giorni di lavoro vissuti intensamente, dai costumi all’organizzazione della sfilata, che non permette di sbagliare nulla né di improvvisare. Un grande lavoro di squadra, con tante persone giovani com’è nello spirito della Contrada, perché c’è bisogno di continuità».
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