Stazioni-vetrina, spettacoli, gemellaggi: le idee per diffondere il Palio di Legnano

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Da sinistra: Alfonso Dolce, Marco Aldeghi, Lorenzo Radice, Luca Montani

LEGNANO – Metti insieme i main sponsor della manifestazione – ma il presidente della Fondazione Palio Luca Roveda preferisce definirli «veri e propri partner» – su un tema chiave quale il futuro del Palio di Legnano e la sua diffusione e valorizzazione, ed ecco fioccare le idee. Originali, fattibili ed efficaci come solo gli imprenditori, che della concretezza fanno la loro quotidianità, sanno avere. La tavola rotonda di oggi, lunedì 15 settembre, a Villa Jucker voluta dalla Fondazione in vista dell’850° anniversario della Battaglia di Legnano (nella foto, gli intervenuti) si è rivelata fervida di proposte, tra alti pensieri ma anche materiali necessità di far fare al Palio quel salto di qualità in termini di visibilità atteso da tutti, ma (quasi) sempre mancato.

A raccogliere i suggerimenti, alcuni dei quali troveranno presto applicazione, il sindaco Radice: «Dobbiamo pensare al Palio pensando a ciò che abbiamo da dire come città e che cosa può essere interessante per chi viene a Legnano – ha raccomandato – facendo leva sul genius loci anche in termini di imprese e di produzione. Partendo dal “software” – offerta, target, promozione – per arrivare all’”hardware”, cioè un’arena dedicata. Il Palio da fatto storico è diventato evento culturale: ora serve un ulteriore salto di qualità perché sia letto come evento di portata nazionale, che non parla solo a Legnano e alla Lombardia per mostrare che cosa, dal fatto storico che rievoca, siamo diventati».

Dolce: «Innovare dalle radici per l’eccellenza»

Primo a prendere la parola Alfonso Dolce, ad del Gruppo Dolce & Gabbana, che a Legnano ha la sede produttiva e dove lo stesso Dolce ha vissuto dal 1990 al 2003. «Il Palio – ha osservato – è un percorso che la comunità locale fa insieme, arricchendo il territorio attraverso l’innovazione senza perdere la cultura e la storia in cui affonda le sue radici. Le Contrade sono i primi soggetti di imprenditoria sociale, su cui si sviluppa quella economica e commerciale. Senza creatività l’uomo non va avanti. Fare creatività oggi non è fare un abito di moda più bello del passato, bisogna tornare ai valori del fare. Oggi nessuno fa, tutti parliamo. Coltivare in ogni distretto – territorio, contrada, rione – che cosa rappresentava con i piccoli mestieri permetterà nel tempo, attraverso l’intelligenza artificiale (anche se io sono più per l’intelligenza emozionale, quella del cuore) e con le aziende di eccellenza qui presenti, di umanizzare il lavoro e di produrre grandi volumi facendo eccellenza nella quantità».

Alla domanda del moderatore Silvestro Pascarella, direttore della Prealpina, sul Palio che ha in mente affinché, sull’onda degli 850 anni di storia della battaglia, esca dai confini cittadini e diventi evento nazionale, Dolce ha risposto così: «Va sviluppata la comunicazione insieme all’accoglienza sul territorio non solo nella settimana del Palio. Penso poi a una rappresentazione teatrale con artisti qualificati, non solo un video, una chiavetta o l’AI, per portare in maniera più umana e visibile le persone dentro la storia. Ancora, a gemellaggi con altre città che hanno una storia importante, e decorare un treno con armi, costumi, cavalli insieme a strumenti di comunicazione innovativi (come codici Qr) per permettere di scoprirne ogni curiosità».

Aldeghi: «Partire dai giovani»

Marco Aldeghi, della direzione territoriale Milano e Lombardia Nord di Banco Bpm, l’ha presa alla larga con una battuta. «Noi il Barbarossa l’abbiamo sconfitto un mese fa dopo nove mesi di assedio su chi voleva fagocitarci (il riferimento è all’acquisizione tentata da Unicredit, nda). Abbiamo difeso un modello – l’attenzione al territorio e la vicinanza alle comunità – che è nel nostro manifesto. Con il Palio, Legnano diventa capoluogo di un territorio il cui raggio si può ampliare molto. Ma serve un programma per trasmettere ai giovani i valori del Palio e il modello di una città come Legnano. L’arena? Prima o poi la faremo…».

Montani: «Ridisegneremo Cadorna con le Contrade»

Infine Luca Montani, responsabile comunicazione del Gruppo Fnm in rappresentanza del presidente Andrea Gibelli, ha rimarcato come «noi non vogliamo fare mecenatismo. Siamo un pezzettino di comunità che vuole farla vivere in ogni modo, con infrastrutture fisiche ma anche immateriali. Il Palio è una manifestazione molto identitaria ma non di nicchia, rappresenta codici espressivi di una comunità ma è anche ingegno, produzione. Pensiamo di valorizzarlo ridisegnando la Stazione Cadorna come vetrina delle singole Contrade, con il patrimonio identitario e di vestigia del Palio per mostrarne la manifattura. La stazione è un luogo di transito per tanti; poi c’è il treno, con un patrimonio enorme che è il tempo che le persone vi trascorrono: oltre ai manifesti, mi piacerebbe vedere in fasce orarie non di punta divulgatori, come Massimiliano Finazzer Flory, raccontare pezzi di questa storia e magari interagire con le nuove generazioni».

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