LEGNANO – A Legnano c’è solo il candidato sindaco. A Parabiago, neanche quello. A Magnago, è l’unico che manca. Solo a Cuggiono il dado è tratto. Nei comuni dell’Altomilanese il centrodestra appare clamorosamente in ritardo nella campagna elettorale per le Amministrative di maggio. Basta aggiornare la situazione ad oggi, domenica 8 marzo, quando all’appuntamento con le urne mancano appena due mesi e mezzo. E non sta in piedi la giustificazione che, nel frattempo, si svolgerà un’altra votazione, quella per il referendum confermativo in materia di giustizia in programma il 22 e il 23 di questo mese: tanto i comitati per il sì quanto quelli per il no sono già attivi sul territorio; rimandare scelte, campagna e strategie dopo quella scadenza significa soltanto regalare altre due settimane agli avversari che sono già in vantaggio, almeno sul piano dei tempi.
A Legnano il candidato sindaco c’è. E basta
All’ombra del Guerriero c’è il nome del candidato sindaco, e questo è già un risultato se si pensa alla lunga attesa per averlo e alla situazione in altri comuni. Mario Almici è stato annunciato ufficialmente lo scorso 23 gennaio. Sono seguite un paio di uscite pubbliche, entrambe al Welcome Hotel: una per la stampa e l’altra fra “intimi” e alleati. Poi, più nulla. Di tempo per battere la grancassa, è vero, ce n’è ancora, ma poco, soprattutto se paragonato ai quasi 6 anni di amministrazione del centrosinistra, che fra annunci ad effetto («l’università a Legnano»), inaugurazioni e intitolazioni continua a presentare alla città i risultati ottenuti grazie ai fondi del Pnrr e non solo. Dopo le difficoltà iniziali dovute alla pandemia, la maggioranza uscente ha “infilato” un filotto di eventi storici, dal centenario dell’elevazione di Legnano a città, al passaggio della fiamma olimpica, fino all’850° anniversario della Battaglia che cade proprio quest’anno.
Liste, programmi, “squadra” in caso di vittoria: nel centrodestra è tutto da fare. Da più parti si chiedono volti nuovi, ma non si sa quali possano essere. E mettere d’accordo tre partiti di rilevanza nazionale (a differenza del sindaco uscente Radice, che ha solo il Pd) non è impresa facile. «Non siamo sempre stati uniti all’opposizione – ha ammesso nei mesi scorsi il presidente del circolo cittadino di Fdi Francesco Terreni – In effetti i Fratelli non hanno condiviso, né nella sostanza, né nel metodo, diverse battaglie portate avanti in consiglio comunale dalla Lega e dalla Lista Toia Sindaco, mentre Forza Italia ha spesso giocato da sola anche in alcune votazioni». Ora certe divisioni appaiono superate in nome del comune obbiettivo; riprendersi Palazzo Malinverni. Tuttavia, non sono stati ancora definiti neppure gli alleati che sosterranno Almici: oltre a Fdi, Lega e Forza Italia ci dovrebbero essere due civiche, la lista Toia Sindaco e quella, inedita, di Daniele Berti. Intanto Azione se n’è andata col Pd e le liste civiche che sosterranno la rielezione di Lorenzo Radice, mentre il terzo candidato Federico Amadei ha già presentato il suo Patto Civico fin dallo scorso ottobre.
Parabiago in alto mare
Non va meglio nel secondo comune più grande del territorio chiamato al voto, Parabiago. Qui, a differenza di Legnano, il centrodestra amministra, e da tempo. L’eredità di Raffaele Cucchi dopo due mandati come sindaco è però pesante da raccogliere e l’assessore uscente al bilancio Almici, come detto, ha puntato a Legnano. Il centrodestra è così “orfano” di un candidato come successore di Cucchi – anche se circolano i nomi di alcuni papabili fra i consiglieri comunali – mentre c’è già chi è sceso in campo, come il civico Giacomo Sartori di riParabiago.
A Magnago tanto si disfa e poco si fa
Anche a Magnago, come a Parabiago, l’amministrazione uscente è del centrodestra, prematuramente caduta lo scorso dicembre quando il sindaco (civico) Dario Candiani ha fatto la scelta di Sansone di fronte alle profonde spaccature interne alla sua maggioranza e al rifiuto di alcuni membri di fare un passo indietro, avviando un rimpasto di giunta. Risultato: dimissioni del sindaco, scioglimento del consiglio comunale e voto anticipato.
La lista che sosteneva Candiani, Siamo Magnago e Bienate, ha appena annunciato che correrà da sola, candidando a primo cittadino Gilberto Cimmino: una scelta che potrebbe rivelarsi un assist per il centrosinistra, già sceso in campo (ancora) con Gianluca Marta. A meno che la triade salvinian-forzista-meloniana non presenti candidati e programmi tali da conquistare la maggioranza relativa degli elettori (anche qui, come a Cuggiono, si vota in un turno unico). Per ora, tutto tace.
Pronti solo a Cuggiono
L’unico comune dell’Altomilanese dove il centrodestra appare pronto per la sfida delle urne alla fine di maggio è il più piccolo, Cuggiono, dove il candidato sindaco c’è da gennaio, l’ex assessore Riccardo Crespi. Sarà lui a sfidare l’attuale sindaco di centrosinistra Giovanni Cucchetti, che punta al secondo mandato.
Avvocato 58enne, Crespi è riuscito nello scopo di compattare intorno al proprio nome Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, oltre a Noi Moderati e ad alcune componenti civiche. Il che, di questi tempi, per il centrodestra altomilanese appare già come una vittoria.
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