LEGNANO – Parte dalla viabilità la campagna elettorale del candidato sindaco di Legnano del centrodestra. Che punta il dito sul piano della giunta Radice per l’ultimo tratto di viale Cadorna, in corrispondenza dell’uscita dell’autostrada, facendo proprie le stesse critiche mosse dall’amministrazione confinante di Cerro Maggiore. Critiche tradotte in osservazioni e richieste di correzioni, che però Legnano ha respinto. Insomma, la storia sembra ripetersi: il consenso dei legnanesi passa da viale Cadorna, che sotto la giunta Centinaio (2012-2017) fu oggetto di una riduzione delle dimensioni delle corsie in seguito allo spartitraffico collocato al centro: un progetto anche quello assai contestato, su cui l’amministrazione dovette fare retromarcia rivedendolo, ma finì comunque col giocarsi molti consensi, mancando la rielezione.
«Un progetto fatto per creare traffico e anche pericoloso»: così Mario Almici (nella foto in alto) ha bollato il piano presentato lo scorso novembre. «Al di là del fatto che sia il candidato sindaco, sono molto preoccupato come cittadino – ha osservato il candidato di Fdi oggi, mercoledì 11 febbraio, nella sua prima uscita dopo la presentazione ufficiale – non per un “sogno” che si realizzerà fra qualche anno, ma per l’incubo del presente. Ricordate il progetto per il Cadorna di Centinaio? Quello che accade adesso è molto peggio, e inciderà su tutti i cittadini di Legnano e non che devono transitare per la città. È un nodo che creerà problemi. È stato chiesto di apportare modifiche di buon senso, nulla di politico; sono state respinte, non so perché».
Riprese le critiche di Cerro
I punti critici del progetto (a lato) sono diversi. Almici li ha illustrati uno per uno alla presenza, fra gli altri, del presidente del circolo cittadino di Fratelli d’Italia Francesco Terreni, dell’ex consigliere comunale Daniele Berti, dell’attuale consigliere di Forza Italia Letterio Munafò, del figlio di questi Giovanni e del presidente del Legnano Calcio Sergio Zoppi oltre all’assessore cerrese Daniel Dibisceglie. «Hanno disegnato un doppio cono di bottiglia – ha spiegato Almici – Alla prima rotonda prevista in viale Cadorna dopo l’uscita dall’A8, se solo passa un bilico resteremo tutti imbottigliati; non si tiene nemmeno conto che dal primo tratto del viale proverranno più veicoli di oggi, perché ci sarà un senso unico in via del Carmelo che non permetterà più di uscire dal quartiere Canazza da lì.
«Nella seconda rotonda, poi, si entra da due corsie ma si esce da una, che poi si riallarga alle due corsie, peraltro ridotte, del resto del viale. Tutto questo per riservare parte della carreggiata all’ennesima pista ciclabile. Che utilità potrebbe avere un’altra ciclabile su una via del genere, ad alta percorrenza, dove transitano ogni giorno 17.000 auto come indicato negli studi sul traffico? Anche i trasporti eccezionali delle aziende saranno bloccati da una sola corsia. Un semplice tamponamento bloccherà tutto l’accesso alla città dall’autostrada. E di lì devono passare anche i mezzi di soccorso dalla sede della Croce Rossa…».
Problemi anche di sicurezza
I problemi però sono anche di sicurezza. «È stato chiesto di eliminare l’attraversamento ciclopedonale nel tratto tra le due rotonde e di sostituirlo con un sovrappasso. Il Comune di Legnano ha opposto ragioni tecniche ed economiche, quando la stessa cosa la stanno facendo a Cerro a carico non del Comune, ma dell’operatore (Tigros, nda), che lo avrebbe fatto anche a Legnano. E pensate ai problemi di sicurezza che si creeranno alle entrate e alle uscite quando aprirà anche l’altro supermercato (Famila). Le scelte erano da fare dopo l’apertura dei due supermercati, non prima. Così invece l’impatto viabilistico sarà molto pesante, e questo tutti i giorni. Dalla parte di Cerro hanno apportato correttivi e le cose funzionano. Se sarò eletto, e se i lavori non saranno ancora finiti, cercherò di cambiare le cose in corso d’opera dalla parte di Legnano».
«Con me sindaco mai bici disegnate»
Allargando il discorso sulla viabilità legnanese, Almici ha puntualizzato: «Non dipingeremo biciclette sulle strade – è come dipingere i soldati per terra all’ingresso del Parco Falcone Borsellino – né farò parcheggi al contrario. Sempre se dovessi amministrare io la città, toglierò gli aspetti più fastidiosi e pericolosi della circolazione, facendo scelte dettate dal buonsenso. Non mi piace vendere fumo – ha concluso Mario Almici – Certo cambierei molto di quello che è stato fatto, poi devo fare i conti con quello che si può fare. Se devo amministrare devo far stare meglio la gente, farla sentire più sicura. Sicuramente non farò progetti di questo genere».
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